Quando il cinema è una prova di forza: 177 pachidermici minuti di opulenti piani sequenza in un decor stilistico-umorale vanificante Sokurov, Refn e Zulawski, una metafisica egloga pagana di fango (la costola adamitica) e nebbia (la sostanza dell’essere e di dio), forgiata da un’atemporale e sempiterna età di mezzo stante prima o dopo la civiltà e l’umano, che anima un opus che si pone prima-dopo la storia del cinema. Un monolite che vive di quella tipica prosopopea sovietica che ha in schedule di fare-essere Patrimonio dell’Umanità, e che divide nettamente chi va in trance da chi va in coma.
Esagerato, debordante, folle e maniacale. Sicuramente un'opera d'arte, un mostruoso unicum della filmografia mondiale. Bellissimo e terribile, geniale forse, ma chiuso nella sua perfezione formale e in definitiva impenetrabile. E per questo, alla fine, anche irritante. Amo il romanzo a cui si ispira ma German lo ha piegato a una sua visione estrema assente dall'opera dei fratelli Strugatski. Un film-universo, profondamente violento, profondamente senza speranza, meta-cinematigrafico e, in definitiva, profondamente russo.
E' impossibile non capire che dal punto di vista visivo e formale siamo dalle parti del capolavoro, dell'opera d'arte. Ma come spesso accade nel cinema russo, a cotanto splendore visivo in cui tutto è perfetto e nulla è fuori posto, corrisponde un contenuto di difficile fruizione. Non tanto perché il significato sia arduo da comprendere (l'allegoria sul potere e contro di esso è chiara), quanto piuttosto per dei ritmi dilatatissimi che stavolta sono davvero difficile da affrontare anche per chi vi sia abituato.
E' perciò difficile consigliarne la visione a tutti, ma ne può valere la pena.
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no credo che nel festival sia stato presentato con questa traduzione ma trasmesso originale come hard to be a god, e poi reintitolato così italianizzato per comodo dai giornalisti, come da consueto vezzo ormai decennale. ma il film un'edizione italiana non ce l'ha.
DiscussioneZender • 16/07/15 08:01 Capo scrivano - 49304 interventi
D'accordo che non lo credi, ma non so come si faccia a esserne certi visto che questo lo saprà anche chi titola i film nei database.
beh è deducibile con una semplice ricerca a volo d'aquila:
-non ha una locandina italiana
-in italia ha avuto un solo passaggio festivaliero a roma. la proiezione di cannes aveva il titolo originale, per cui la titolazione italiana è, come da vezzo, arbitraria.
-non esiste un dvd nostrano
-non risulta mai programmato in tv (e volendo esondare, in rete non si trovano tv-rip ita dell'opera)
chi titola i film inediti (ma anche chi li recensisce nelle riviste, spesso) di norma, come spesso si è già detto (vedi anche il caso di siebente kontinent), adopera i titoli italianizzati. è un pigro vizio di forma in voga da molto prima dell'avvento di internet, anche se vivaddio non da tutti adottato.
ma(l) vezzi a parte, di fatto questo è un film tuttora orfano di edizione italiana.
Ah! Qualcuno ha finalmente avuto di coraggio di cimentarsi con questo film. Schramm dici bene che avrebbe ben figurato nel mio festival. Lo custodisco
da mesi senza trovare il "coraggio" di visionarlo. Immaginavo fosse un film tarkovskiano-sokuroviano ma temevo la bufala colossale. Invece il tuo commento ed i tuoi posto mi confortano e mi stuzzicano. A questo punto la visione è d'obbligo quanto prima. Pensa che volevo inserirlo come secondo titolo a sorpresa del festival. Ora penso che lo vederò sempliemente fuori concorso. Spero di farlo a breve. Vi farò sapere.
sull'estasi non so se/quanto scommettere, ma parli bene quando parli di coraggio perché più che un film è un moloch... sono quelle opere così mostruose da bastare a sé stesse. però se hai amato il faust potrebbe fare al caso del tuo deliquio, si. anche qui c'è lo stesso uso anti-spaziale nelle riprese e la medesima devozione a bosch e a tutta la pittura fiamminga... onestamente io dopo 90' avevo bisogno di un ricostituente e stavo per alzare bandiera bianca, sono davvero curioso di sentire la tua campana...
DiscussioneDaniela • 16/07/15 16:56 Gran Burattinaio - 5956 interventi
Cotola ebbe a dire: Sì, ho amato il Faust ed amo Sokurov e Tarkovski. Quindi di ritmi dilatati me ne intendo. Ti farà sapere prima possible. A presto.
Guarda che, a mio parere, non è mica la dilatazione dei tempi la parte più tosta...
Certo non è la dilatazione che mi ha spinto a gettare la spugna dopo una mezzora - nella mia giovinezza cinefila mi sono autoinflitta delle visioni inimmaginabili, al confronto questo film sembra un action.
Piuttosto, hai presente gli esperimenti in odorama, in particolare i cartoncini odorosi da abbinare alle sequenze di Polyester di Waters?
Ecco, il film di questo German puzza senza bisogno di cartoncini... Non dico che è brutto, anzi, però puzza, per questo ho rinviato la visione ad un clima più consono ;o)
io tutta sta puzza non l'ho avvertita, sarà che tra piogge torrenziali e melma (e va detto che le piogge lungi dall'avere un effetto purificatore alimentano ancora di più la mole di fanghiglia) quel po' di freschezza il film me l'ha offerta, magari non proprio badedas ma dato il clima esterno non m'è spiaciuto tutto sto gran profluvio di liquami d'ogni risma.
insomma d'accordo che è un film paludoso, ma maleodorante proprio no. anche perché tutto quanto ha di zozzo è talmente sovradeterminato da un estetismo così dirompente e ombelicale che lo scontro col marcio è sempre promesso ma anche sempre scongiurato.