Dr. Caligari

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Interamente ambientato all'interno di studi in cui si richiamano con eccellente gusto revisionista le scenografie espressioniste del capolavoro di Wiene arricchendole con colori contrastati e violenti che ne accrescono l'impatto, il film di Stephan Sayadian si pone come rilettura quasi esclusivamente visiva, di quel classico. La dottoressa Caligari (Reynal), nipote di tanto nonno, dirige una clinica chiamata C.I.A., specializzata nella cura di patologie sessuali tra le più bizzarre, tanto che a lei si rivolge un marito disperato (Zerna) la cui moglie (Albert) è preda di turbe da ninfomane. Il titolare della C.I.A., dottor Avol (Harris), deve nel frattempo tenere a bada...Leggi tutto le proteste dei suoi due figli (Balgobin e Parry) che non vedono di buon occhio l'irresistibile ascesa della dottoressa Caligari, da papà ritenuta un autentico genio della medicina. Quel che vediamo non sembra a dire il vero giustificare una simile opinione, ma va ovviamente sottolineato che l'ambito in cui ci si muove è surreale, con personaggi caricatura che sproloquiano di cure rivoluzionarie e pazienti che si adeguano come in un delirante esperimento cinematografico warholiano (o proto-lynchiano, se vogliamo). Le scenografie riempiono solo parzialmente lo spazio nero che fa da sfondo azzeccando comunque invenzioni di grande effetto, con forme e sculture post-moderniste supportate da un talento non comune nel posizionarle sulla scena. Dal punto di vista visivo, insomma, il film sa offrire qualcosa di realmente diverso e di vicino all'arte raccogliendo in pieno lo spirito che fu rivoluzionario degli espressionisti. A lasciare interdetti sono semmai le elucubrazioni dei personaggi, i dialoghi fiume (dopo un lungo intro muto che lasciava presagire l'esatto contrario) in gran parte a sfondo sessuale accompagnati dai comportamenti conseguenti. Talvolta gli attori recitano in sincronia come in una coreografia di danza, più spesso si lasciano andare a gesti e pose teatrali elaborando frasi il cui significato ultimo sfugge. Insomma, ci vuole una buona predisposizione d'animo per seguire le follie di questo Rocky Horror senza canzoni, per continuare ad ascoltare le scempiaggini provocatoriamente vacue di chi anima questo teatrino dell'assurdo, e dopo un po' si può ampiamente scommettere che in molti saran pronti a desistere. Nemmeno nell'ultima parte le cose cambieranno di molto, in verità: la formula è sempre la stessa e viene ostinatamente seguita per l'intera durata senza variazioni di rilievo all'interno di una trama che, lo si capisce chiaramente, diventa accessorio superfluo, come il testo di una canzone subordinato al suo rivoluzionario spartito. I costanti riferimenti al sesso (d'altra parte la clinica di quel tipo di devianze si occupa), le nudità femminili esposte a più riprese, la ricerca di una messa in scena che colpisca faranno la gioia di tanti facendo dimenticare quanto la parentela con l'originale sia quasi solo quella della protagonista, perché il film se ne distacca fortemente (restano l'idea della clinica e poco altro, con un personaggio secondario di nome Cesare inserito più come omaggio). Nasce per dividere, per farsi odiare e amare, per esaltare e annoiare, per incuriosire e irritare, ma pare indiscutibile che l'arte profusa riguardi quasi esclusivamente l'impianto visivo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/02/20 DAL DAVINOTTI

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 17/02/20 09:05
    Pianificazione e progetti - 22774 interventi
    Gran benemeritatona del Marcel.

    Film che cerco da secoli, dopo averlo " conosciuto" sul leggendario 35 MM DI TERRORE, vieppiù apprezzando il gusto visionario/estetico e bizzarro dell' autore di CAFÈ FLESH.

    Inutile dire che, ahimè, da noi, è rimasto una chimera, e non riscontro nemmeno uscite digitali ispaniche o d' oltralpe.
    Ultima modifica: 17/02/20 09:06 da Buiomega71
  • Discussione Zender • 17/02/20 14:38
    Consigliere - 44589 interventi
    Esatto, ti do per certo che anche lui l'ha cercato per quel motivo. Quel libro fu punto di riferimento per molti :)
  • Discussione Anthonyvm • 17/02/20 15:35
    Compilatore d’emergenza - 490 interventi
    Penso sia venuto il tempo di recuperarlo. Sarò anacronistico ma in effetti sembrerebbe rivelarsi una bella fonte di perline ancora adesso misconosciute!
  • Discussione Gestarsh99 • 23/02/20 16:42
    Scrivano - 16965 interventi
    Si, ottimo inserimento del gran Marcel.

    Mi capitò di vederlo alcuni anni fa e non potei fare a meno di notare quanto l'estetica pop/dark sulfurea e teatraleggiante fosse la medesima messa in campo dal regista nel suo precedente (e purtroppo indavinottabile) Café Flesh (1982), uno dei migliori hard della Golden age statunitense.