DIEGO 100% EPISODIO PER EPISODIO

10 marzo 2013

LA PAGINA DEGLI ESPERTI


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Personaggi e interpreti
Diego/Camalao Minniti: Diego Abatantuono • Jole Manin: Lucia Vasini • Marco Argento: Marco Balbi • Marcello Provolone: Marcello Romolo • Tognella: Armando Russo • Taverna: Valerio Staffelli • Icio: Maurizio De Romedis • Marocco: Teo Teocoli


01. LA RADIO DI MARCO
***!
L'apertura è con Diego che monologa a ruota libera sul letto di casa (un incipit molto simile a quello di Viuuulentemente mia), un gran bel pezzo comico (almeno per chi ama il personaggio) che prosegue nella stanzetta in cui vive. A tu per tu con lo specchio, poi un breve botta e risposta col vicino di casa alla finestra: davvero un ottimo esempio dell'estro improvvisativo di Abatantuono, che prosegue anche al bar, quando scopriamo che causa indigenza il nostro vive appunto nel retro del bar da tre anni, ovviamente a scrocco. Facciamo la conoscenza di chi lavora al bar: Marco (Balbi), il proprietario, Marcello (Romolo), l'inserviente tappo e scemo, Jole (Vasini), alla cassa... Come presenze occasionali l'avventore (Tognella) e il Taverna (Staffelli). Quando Diego esce di scena è per avvertire Marco che qualcuno gli ha rubato l'autoradio e le gomme dell'auto, ma Jole dice di conoscere probabilmente i ladri e si chiede a Diego di telefonare loro. Altro pezzo di bravura al telefono, sempre con un Diego "terrunciello" perfetto e a ruota libera. I ladri accettano un incontro, ma per farlo i nostri eroi decidono di chiamare un loro amico, l'impresario Minniti (ancora Abatanuono, questa volta in versione non dialettale), che quindi come accadrà nella serie si alterna sul set alla sua controparte. Il livello comico a questo punto si abbassa, anche se il mattatore dimostra di saperci fare anche senza dover ricorrere agli abituali contorsionismi verbali, e si procede verso un finale che arriva un po' a fatica, dopo che il continuo ricorso all'improvvisazione comincia a mostrare seriamente la corda. Un grande reperto storico che testimonia la forza di un Abatantuono che avrebbe avuto ancora molte cartucce da sparare, con i registi giusti! (Zender)

02. L'UFFICALE SANITARIO
**!
Ci mette un po' a ingranare, la puntata, con Diego che armeggia con il caffè dietro al bancone presto sostituito da Minniti, l'impesario (sempre Abatantuono, naturalmente), che improvvisa qualche veloce battuta con Marcello suscitando comunque simpatia. Poi torna in scena Diego, che vede il retrobar in cui abita minacciato: è appena entrato infatti un ispettore sanitario settantunenne, dall'aria rigida; dice di aver appena fatto chiudere un locale proprio perché nel retro ci abitavano... Marco ovviamente dice che lui non farebbe mai una cosa del genere e intanto va a dire a Jole e Marcello di avvertire Diego: deve sloggiare in fretta dal suo miniappartamentino o sono guai. Diego però crede che il motivo sia da ricercare nel probabile arrivo di un nuovo "inquilino" e decide di far di tutto per far credere che il luogo sia praticamente inabitabile da altri. E' da qui fino alla fine che Abatantuono si scatena e sale in cattedra: un fiume in piena, un torrente di parole inarrestabile, che mescola il meglio del repertorio surclassando la Vasini e Romolo, che lo spalleggiano. Ci pensa Balbi a mantenere un po' di calma per evitare una deriva eccessiva. Tutto sommato un episodio piacevole, anche se le risate registrate si rivelano spesso un po' troppo invadenti... Tognella e Staffelli seduti al tavolino a fare da costante tappezzeria o quasi. (Zender)

03. L'IMPORTANTE È VINCERE
**!
Marco, il proprietario del bar, è giù di morale, e certo Jole e Marcello, i suoi dipendenti, non sembrano i più adatti a consolarlo. Però a Marcello viene un'idea: per l'annuale torneo di scopa del bar basterebbe farlo vincere (in coppia con Jole) per farlo star meglio. Diego si rivela la persona più adatta a organizzare la combine (dal momento che l'anno prima aveva vinto imbrogliando, come lui stesso ammette) e studia le coppie in modo da avere i suoi "uomini" di fiducia nei punti giusti. Il tabellone che ne esce prevede sette coppie in gioco di cui una (quella di Marco) che passa il primo turno in quanto "paese organizzatore". L'intera puntata, se si eccettua un'introduzione piuttosto divertente in cui Diego è alle prese con la cottura di spaghetti nel retro, è centrata sul torneo, e non annoia. Minniti per una volta non è in scena e l'episodio ci guadagna, dal momento che invece Diego lo è dall'inizio alla fine. Divertente la partita tra Balbi e Tognella, con quest'ultimo che fa di tutto per far vincere gli altri, e spassoso Diego quando tormenta un giocatore dietro di lui sosia di Mario Merola (ma non sei tu che hai fatto "Napoli si ribalta?"). Fantastica la consegna dei premi su cui si chiude il tutto. Un giovanissimo Gigio Alberti tra gli avventori (poi giocatori). (Zender)

04. VIVA LO SPONSOR
**!
Diego è ossessionato dal torneo di calcio a cui vorrebbe far iscrivere la squadra del bar come tutti gli anni (l'apertura è un infinito monologo in tema con Tognella ad assistere impassibile ai deliri abatantuoneschi). Marco tuttavia non sembra per una volta così d'accordo, anche perché al solito dovrebbe lui sovvenzionare l'operazione. Entra allora in ballo Minniti, che organizza un sistema per far capire a Marco quanto la sponsorizzazione della squadra sia fondamentale: fa appendere fuori dal bar (senza che Marco venga a saperlo, ovviamente) un bel cartello: "Bar chiuso per problemi - Aperta filiale". La filiale è poi il retro del bar stesso, dove Diego riceve i clienti senza che Marco sappia niente, mentre si chiede cosa sia successo, visto che nel bar non c'è più nessuno. Finale ovviamente prevedibile, in cui il caos generale cresce e Diego si rivela incontenibile (anche troppo... quando sproloquia non si ferma più e non sempre son giochi verbali di alto livello). Piuttosto in luce anche Marcello, al'inizio scatenato nel cantare a squarciagola incurante degli avventori, poi quando deve fingere che Diego abbia una grave malattia infettiva per impedire che Marco entri nel retro e scopra il trucco. (Zender)

05. IL COMPLEANNO DI MARCO
***
L'episodio comincia con Taverna (Staffelli) che sulle note di "Susanna" si lancia in una prolongata imitazione (con danza relativa) di Celentano. Poi è la volta di Jole, che si lascia andare a una telefonata in cui si limita a tacere mostrandosi deliziata e sorridendo. Due "assoli" che introducono un episodio in cui al centro sta il regalo che un po' tutti decidono di fare a Marco. Tognella e Taverna hanno un bello spazio mentre leggono qualche annuncio per trovare qualcosa (ottimo Tognella), mentre Diego è qui ossessionato dal vicino "di finestra" Pino, che a quanto pare è giù di voce e "comunica" attraverso decine e decine di aeroplanini di carta da aprire e leggere... Il regalo principale è comunque quello di Jole e Marcello, che si affidano al solito Minniti per una soluzione. Questi (il solito genio) decide che, dal momento che è da cambiare la macchina per il caffé e Marco ha già pagato una caparra per quella nuova, è il caso di comprarne una usata senza dirgli niente (perdendo la caparra di quella nuova ma facendogliene avere una già "intera"). Il problema è che senza saperlo, leggendo gli annunci, si ritrovano a comprare quella stessa che c'è al bar messa in vendita da Marco! La telefonata tra Minniti (acquirente) e Marco (venditore) fatta a pochi metri di distanza è un ottimo momento di comicità surreale che meglio di molti altri simboleggia la singolarità della serie. Il finale è un trionfo di regali inutili, davvero divertente. Diego più in ombra del solito (esilarante quando legge le lettere di Pino), ma una volta tanto un po' di sceneggiatura si sente e la varietà di situazioni ci guadagna. Tutti più contenuti del consueto. (Zender)

06. IL SUO NOME È NESSUNO
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Apertura con Diego allo specchio nel suo stanzino che si esibisce cantando in inglese a modo suo (inventando ogni sillaba, in pratica). Viene chiamato da Jole per festeggiare l'onomastico di Marcello ("E cos'è, San nano?"), ma prima si intrattiene col suo amico "di finestra" Pino, col quale sta giocando a distanza un'infinita partita di scacchi "Torre in A-6? Ho capito da dove hai imparato questa mossa... Dal mensile dello scacchista: "Scaccoliamoci"). Al centro dell'episodio c'è però questa volta Marco, che viene arrestato e portato in commissariato (una nuova location... miracolo!) perché ha perso i suoi documenti. Vengono lì convocati Jole, Marcello e Minniti che però, per paura di finire in chissà quali problemi, fingono tutti di non conoscerlo. Una puntata con una parte centrale priva di Abatantuono quindi, ma per una volta non è poi così male. Balbi regge bene la scena e il ritorno al bar dove lo aspetta Diego (che s'è dato malato con certificazione del dottor... Tognella) è il trionfo dell'improvvisazione abatantuonesca. C'è spazio anche per un simpatico duetto Tognella/Staffelli. (Zender)

07. TUTTO COMINCIÒ COSÌ
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Una bella puntata di ricordi. E' domenica e Marco sta facendo di conto mentre Icio, il fornitore, lo ossessiona approfittando della sua inevitabile distrazione ("Allora facciamo un miliardo di Crodini". "Non scherzare, facciamo due scatole". "Ok, due scatole da duecendo Crodini..."): un tormentone che funziona sempre. Entrano poi in scena Jole, che gli manda all'aria i calcoli pigiando a sorpresa sulla calcolatrice, e infine Marcello e Diego, con bandieroni di Milan e Napoli per andare a vedere una partitella di amici. Una volta rimasto solo, Marco si abbandona ai ricordi: quando il bar doveva ancora aprire fu Jole la prima a presentarsi. Seguiamo il suo surreale colloquio e vediamo come riuscì a piazzare anche l'amico Marcello Provolone per il posto di cameriere. Ma ovviamente il momento migliore è quando parte il flashback dell'arrivo di Diego al bar: doveva notoriamente restare un paio di giorni e si fermerà invece per anni. E' di ritorno da un viaggio in India, dice, ma si scopre che si è invece fermato due mesi a Venezia. Il suo racconto del viaggio è a suo modo memorabile, chiaramente improvvisato (entrambi si lascian scappare qualche risata), ma ha momenti esilaranti. Chiuso l'amarcord si ritorna alla vita di tutti i giorni, con i tre che tornano dalla partita irrompendo con la Vespa nel bar e scassando tutto. Un episodio contraddistinto dagli assoli quindi, con qualche lungaggine evitabile (gli sbandieramenti infiniti) ma una buona verve. Bravo anche Marco Balbi a fare da spalla di volta in volta ai diversi personaggi. Minniti assente. (Zender)

08. BASTA LA SALUTE
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Si comincia con l'ennesima cantatina di Marcello, ma si continua con un Diego in grande spolvero, fin dalla partita a carte col cieco. Anche Jole non delude, e quando Marco rientra da una visita di controllo viene scambiato quasi per un morituro. In realtà il medico gli ha solo detto che è un po' esaurito e di fare un po' di moto (Marcello gli consiglia così un giro in moto e Diego spiega che gli ha detto di "fare" un po' di moto, quindi deve prendere lo spinterogeno, le ruote, il manubrio...). Dopo un altro assolo di Marcello (piuttosto sfibrante questa volta), Diego decide che, per far fare dello sport a Marco, si farà prestare la cyclette dall'amico Pino (quello della finestra). La telefonata con Pino è un altro bel pezzo di bravura, e quando la cyclette arriva e Diego la monta nel retro con Marco parte una nuova improvvisazione irresistibile (anche se pure questa può sfibrare lo spettatore non avvezzo). Insomma, un episodio piacevole e divertente, in cui un bello spazio se lo ritaglia anche Tognella al tavolo ("ma lo sai che un'ora di sport fa meglio di dieci sigarette... anche col filtro?". "Ma dai...", risponde Taverna. "Sì sì, lo dice la scientifica"). Positiva l'assenza di Abatantuono in versone Minniti e spassoso Marco sudato fradicio sulla cyclette che cerca di chiamare qualcuno che lo venga a soccorrere... (Zender)

09. UNA SERATA INDIMENTICABILE
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Marcello in apertura intona la stessa canzone dei titoli di testa, mentre ci si diletta con le classiche gag della serie: Jole e le sue risposte non-sense ai clienti, Icio che assedia Marco per le solite forniture di Biancosarti e di boeri "con vuoto a rendere", Diego alle prese col cieco di colore che "si ostina" a indossare gli occhiali scuri. L'evento centrale è comunque la festa serale che Diego e gli altri vogliono organizzare al bar. Purtroppo per loro Marco non è d'accordo e nega l'utilizzo del locale (anche perché gli è proibito tenere aperto dopo una certa ora, ci vuole la licenza). L'idea quindi è quella di fare la festa ugualmente senza dire niente a Marco, ed è quello che si farà. Diego chiederà a Pino, il vicino di finestra, di avvertirlo se vede avvicinarsi Marco (che però di solito non esce mai di casa. è "un osso di morto, una talpa"....), ma ovviamente la telefonata arriverà in ritardo. La festa risulta desolante: gente avanti con gli anni, donne anziane o totalmente abuliche, festoni miserevoli... Tognella tenta di sedurre una donna esponendogli tutti i tipi di chiavi inglesi esistenti. Il problema della puntata è che mancano spunti davvero divertenti e che si sente una ripetizione eccessiva di alcune battute (quella di Ursus dopo un po' si fa insopportabile), con un finale che declina proprio come la festa. Dimenticabile, anche se Diego che imita "Abatantuomo" (quindi se stesso) dicendo "Scusa se è poco" sorprende non poco. (Zender)

10. LA JELLA NON ESISTE
**!
Marco è afflitto: è seduto sull finestra del retro con Diego che sta montando nella stanza un... pergolato; è certo che la sfortuna si accanisca contro di lui, e tutto l'episodio è centrato su questo. Al bar Marcello aiuta Jole a fare le solite parole crociate, ma quando Marco esce fa presente a tutti di sentirsi terribilmente jellato. Si fa intanto massacrare dal solito Icio, il fornitore che ama insultarlo senza farsi bene intendere, e accoglie Minniti continuando con le sue lamentele. Dice poi di aver giocato al lotto e di aver scommesso il 47 sulla ruota di Venezia ("morto che parla" gli rinfaccia Minniti, a differenza di lui, "vivo che pensa"), ma ahilui ha mandato Diego a fare la scommessa. Si continua con vari sketch al bar: Diego e Marcello che giocano a scacchi (le scene di disperazione dopo la sconfitta di Marcello portano Abatantuono a una inattesa risata sotto i baffi, proprio come al cabaret, segno di un'atmosfera da ritrovo tra amici), Tognella e Taverna che discutono lungamente di una loro partita di tennis... Marco infine scopre che il 47 è uscito, e proprio sulla ruota giusta, ma... Ottimo l'inizio con un bel duetto Balbi/Abatantuono sulle piante; duetto che viene ripreso alla fine, con il povero Marco che finisce per ben tre volte giù dalla finestra (al piano terra, per sua fortuna). In mezzo la solita routine, condotta però con una certa verve. (Zender)

11. PANICO AL BAR
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Diego è allo specchio che si sta preparando per uscire e ragiona sull'idea di farsi chiamare non Diego ma Johnny. Immagina botta e risposta con le donne che non potranno che avvicinarlo, da quanto è bello: un lungo monologo questa volta un po' stucchevole. Al bar intanto Marcello insegna a Jole come fare il caffè alla macchinetta mentre qualcuno telefona e minaccia Marco di fargli esplodere il locale. Poco dopo arriva Diego e per passare la cornetta a Marco spezza il filo; tocca chiamare la Sip. Il tecnico fa una toccata e fuga perché deve tornare a prendere gli attrezzi in sede, ma quando se ne va il gruppo del bar si accorge di una borsa nera che fa uno strano ticchettio... Sarà mica una bomba? Panico, che l'arrivo al bar di Minniti non aiuta a dissipare. Lunghe scene di panico (grottesche, come nel costume della serie) per un episodio decisamente in tono minore: poche gag, Abatantuono fuori forma (ma l'avvicinamento carponi alla bomba è fenomenale), Tognella e Staffelli assenti, De Romedis che ripete stancamente il suo solito tormentone delle ordinazioni monstre. C'è sicuramente di meglio, nella serie. (Zender)

12. LA GRANDE RAPINA
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Marco e Marcello sono alle prese col jukebox che s'è rotto e va spostato. Marcello prova ad aggiustarlo, ma Jole prima e Diego poi schiacciano un pulsante il cui suono terrificante arriva dritto nelle orecchie del povero Marcello, stordendolo e temporaneamente assordandolo (una gag che dura troppo, come buona parte di quelle affidate all'improvvisazione di Marcello). Diego intanto ha comprato una vicetrasmittente per parlare finalmente non più "via finestra" col misteriosissimo vicino Pino. Anche qui uno spunto lasciato all'estro di Abatantuono, che fa centomila prove di ricezione fallimentari. La svolta dell'episodio si ha però quando entrano al bar due rapinatori, che rubano l'incasso mentre fuori dalla porta (finalmente si vede l'esterno del bar, una poverissima ricostruzione in studio pure questa) Minniti è alle prese con un marocchino tremendamente loquace (Teo Teocoli in partecipazione straordinaria), a cui vuol vendere la propria bicicletta. Il marocchino salirà in bici finendo con lo sfondare la porta d'ingresso, mettendo in fuga i rapinatori. Poche idee per un episodio non molto significativo. La svampitissima Jole ha i suoi discreti momenti ("Una gita a... sulle parole crociate), Diego un po' in ombra, Teocoli non incide. Divertono di più Tognella e Taverna al tavolino, e magari anche Icio che si trova di fronte un Marco insolitamente muto (rapina in corso) e accondiscendente, a cui può dire e fare ciò che vuole... Chiusura con una gag della Vasini che porta Teocoli alla risata spontanea, da recita con gli amici. (Zender)

13. PENSIONE MIRAMURO
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Spazio a Taverna in apertura, che duetta bene anche con Jole, alle prese con le immancabili parole crociate ("Precede il nome nei sacerdoti... Uhm... Cognome. E' un po' lungo ma lo scrivo piccolo..."). Al tavolo invece Marco si dedica alla composizione di un puzzle, al quale Jole cercherà di collaborare a modo suo irritando il povero Marco. Non parliamo poi di quando ai due si aggiungerà Diego... In realtà Diego è interessato ad altro: ha deciso in gran segreto (lo sa solo Marcello) di subaffittare il retro a qualcun altro, e chiede a Marco di far aggiungere un letto alla sua stanza senza spiegare il perché. La branda gliela fornirà invece l'amico di finestra Pino, che Diego minaccia dicendo di andar in giro a far sapere che ha un parrucchino. Il problema è che il primo cliente della sua Pensione "Miramuro" (l'accesso è dalla finestra, che offre anche il nome alla pensione, vista la.. vista) è il marocchino che bazzica nei pressi (Teo Teocoli), che appena entrato combinerà inenarrabili disastri svelando le mire pecuniarie di Diego a Marco... Episodio ben strutturato, senza grossi picchi ma piacevole nel suo complesso. Spassose le scene davanti al puzzle (ci arriva anche il simpatico Icio, che ne approfitta per offendere Marco sotto i baffi, come d'abitudine), geniale l'idea di subaffittare il retro; il momento clou però è la lettura dell'inserzione utilizzata da Diego per attrarre clienti, davvero folle. Tutti appaiono più controllati del solito. Minniti assente. (Zender)

14. ARTISTI SI NASCE
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Diego ha deciso che è un artista; un gran pittore, per la precisione, e lo vediamo cimentarsi su tele rette da Jole in attesa di un cavalletto che tarda ad arrivare. Marcello trova i quadri di Diego irresistibili, Marco invece - che si spaccia per grande intenditore d'arte e ha appena comprato quattro quadri preziosi del "noto" Riccardo Cuor d'Osellino - ritiene che l'amico non abbia davvero alcun talento. Minniti pensa di organizzare un vernissage, ma la cosa pare non facilmente realizzabile, così Marco decide di sfidare Diego: gli presterà il bar per una "personale", ma se non venderà nemmeno uno dei sui "capolavori" dovrà accettare il primo lavoro disponibile, rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare. Diego accetta, ma si cautela mettendosi d'accordo con Marcello, il quale dovrà travestirsi da critico d'arte e comprare lui qualcosa (per finta) in caso nessuno acquisti. Un episodio piuttosto debole, con Icio che per una volta viene spiazzato da Marco, il quale accetta i suoi 7000 cartoni di Cynar, scoprendo tuttavia che Icio non può procurarglieli! Minniti gioca a biliardo con l'incapace Jole solo per fregargli i soldi, Teocoli/marocchino compare alla finestra commentando i quadri di Diego, ma è solo una comparsata e poco più; tornerà solo nel finale, in cui all'improvvisazione si mescolano risate generali ben poco... professionali. (Zender)

15. I COLLEZIONISTI
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Divertenti Tognella e Taverna davanti al juke-box, con il primo che chiede al secondo di selezionare un inno degli alpini... Al centro della storia Marco con la sua collezione di francobolli (e immancabile Gronchi rosa, naturalmente) e Diego che invece colleziona figurine di Bambi per completare il relativo album (se lo si spedisce si vince un viaggio a Monza). Di mezzo un po' di gag di Jole e Marcello (anche loro collezionano figurine), un po' di parole crociate, la solita capatina di Icio con le sue forniture e l'intervento prolungato del marocchino (Teocoli), lì per portare a Diego le figurine mancanti di Bambi. Giusto un paio di idee su cui imbastire la puntata, con Diego più in difficoltà del previsto nel'improvvisare, un Teocoli debordante chiamato più che altro per fare un po' di confusione in più. Tutti a metter le mani sulla collezione di francobolli del povero Marco, come sempre comprensivo oltre ogni limite, nonostante le apparenze... Ha pure il coraggio di uscirsene dal bar lasciando la preziosa collezione sul tavolino in balia della sua gabbia di matti... Risultati prevedibili. Minniti assente, e forse per una volta se ne sente la mancanza. (Zender)

16. SARETE FAMOSI
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Diego si sveglia la mattina senza sapere nulla di sé tranne il nome. Anzi, nemmeno: per saperlo è costretto a estrarre di tasca la carta d'identità. Un momento di confusione che si riflette al bar, dove Jole fa indossare a Marcello una parrucca rossa, subito notata da un inorridito Marco. Ma irrompe in scena Minniti, che propone ai tre di fare un provino per una pubblicità e di lasciare il bar momentaneamente in gestione a Diego. Il momento in cui Marco spiega a Diego come gestire l'esercizio in sua assenza è l'unico momento divertente dell'episodio (e difatti i due scoppiano a ridere senza che nessuno si permetta di rifare la scena, a dimostrazione di un" buona la prima!" piuttosto avvilente). Per il resto il centro dell'attenzione lo guadagna Minniti, ovvero Abatantuono in versione "non terrunciella" che all'audizione dei tre amici deborda con risultati spesso all'insegna di un'improvvisazione eccessiva. D'altra parte i tre che intonano la canzoncina per bambini del jingle da soli direbbero ben poco... Il ritorno al bar dove si giocherà una noiosissima partita di calcio a saracinesche chiuse tra grida e strepiti (e Tognella in porta) è uno dei punti più bassi della serie e l'episodio non riesce proprio a rendersi simpatico, a conferma dei limiti del personaggio di Minniti. Quando Diego resta così in ombra (siamo quasi ai livelli di una comparsata) non c'è mai da star allegri... (Zender)

17. LIBERTÀ DI STAMPA
**!
Apertura con Marcello a cantare in napoletano, come spesso gli capita, ma si entra subito nel vivo (dopo un bel duetto Marco/Jole, con lei che invece di ascoltare il principale è attratta da una piccola cicatrice che le fa dire: "Mi piace anche così, sfigurato"): Minniti propone a Marco di pagarlo per un articolo su uno "spaccato di vita milanese" in cui comparirà anche un pezzo su di lui (costo 200.000 lire, da consegnare a lui). Un po' riluttante, Marco accetta e si fa scattare pure una fotografia da aggiungere al pezzo, che uscirà sul giornale il giorno dopo. Intanto Diego se ne parte per una vacanza di un giorno con Pino, l'amico "invisibile", e Icio se ne arriva a parlare affranto con Marco (uno dei migliori momenti di De Romedis in assoluto, notevole testimonianza dell'estro dell'attore). L'indomani il pezzo sul giornale è uscito, ma si intitola "Un maiale di nome Marco" e non è esattamente lusiunghiero nei confronti dl povero "pagante"... Minniti cercherà di sviare l'attenzione di Marco dal quotidiano parlando di un film sui puma a Roma... Niente di straordinario; un episodio cui manca quasi del tutto l'apporto delle improvvisazioni di Abatantuono (più presente come Minniti) e con un Marco più centrale del solito. Taverna è alle prese con arco e frecce a ventosa. Più rilassante del solito, senza troppe grida, un episodio nella perfetta media della serie. (Zender)

18. FESTA IN MASCHERA
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Al bar si comincia con una simpatica gag: Diego consegna un piccolo registratore a Marco e gli fa indossare le cuffie. Convinto che quello non senta, comincia ad insultarlo in ogni modo. Avrà una brutta sorpresa e proverà a rimediare alla gaffe improvvisando un "Pio bove" rifatto alla sua maniera... Passa intanto al bar Minniti, che consegna l'elenco di travestimenti disponibili per una fantomatica festa in maschera: la scelta degli stessi è il momento più divertente dell'episodio. Marcello si vestirà da matita, Jole da ape, Marco da spagnola e Diego da Balanzone: partiranno per la festa ma torneranno delusi: era un congresso! Non molti i momenti divertenti, e come sempre coincidono con la presenza di Diego in scena (Abatantuono è molto meno incisivo nel ruolo di Minniti). Certo l'improvvisazione è evidente. Notevole il duetto Abatantuono/Balbi nella lunga gag del registratore, miseri i costumi e male la Vasini in versione ape. (Zender)

19. NEL BENE E NEL MALE
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Marco è in vacanza con Jole e l'episodio si apre con una sua telefonata al bar, dove Diego e Marcello fanno un po' quello che vogliono. Insieme a Icio si accapiglieranno per rispondere. Al loro ritorno (c'è ben più di qualcosa di tenero tra i due, visto che si vezzeggiano con i nomignoli di "Frugolino" e "Meringotta") trovano ad aspettarli Minniti, che annuncia a Marco di esser pronto per girare una "situation-comica" ambientata nel west (il titolo è "Ringhinghin"). I protagonisti, manco a dirlo, saranno sempre loro, e il set sarà il bar, destinato a diventare un saloon! Si comincia a girare tra battute (volutamente) di dubbio gusto e l'episodio si segnala come tra i più divertenti, con Minniti a fare il regista che interloquisce - come mai aveva fatto prima (visto che è sempre Abatantuono a fare la doppia parte) - con Diego grazie a un gioco di campi e controcampi. Bravo Balbi ad arrabbiarsi per lo squallore delle battute che tocca dire in scena, altrettanto simpatico Minniti che insulta bonariamente tutti e fa partire le "risate finte". Una sorta di autoparodia, che si chiude con i nostri a guardare il risultato in video in un divertito meta-omaggio alla serie. Certo, la messa in scena alle 4 di notte non sembra promettere bene, ma Diego fa notare che a quell'ora c'è un pubblico "molto oculato". Nessun siparietto comico singolo. Puntata corale anomala, breve ma efficace. (Zender)

20. INTERMEDIARI
**!
Si apre con Marcello e Jole che si esercitano davanti a Diego (e al pupazzo che tiene in mano) per trovare il coraggio di chiedere a Marco un aumento di stipendio. Quando però Marco arriva, lo stipendo glielo aumenta prima ancora che i due chiedano nulla. In più regala cinque rose rosse a Jole, cosa che porta subito al sorriso Diego e Marcello; in effetti Marco non nega di avere delle mire, e la stessa Jole non pare insensibile, tanto che accetterà di uscire con lui per un aperitivo e un cinema (i biglietti li ha procurati Diego). La serata (mentre noi rimaniamo al bar con gli altri) non andrà del tutto bene, ma pare che tra i due sia davvero scattato l'amore. Un episodio in cui Diego e Marcello fanno appunto da intermediari per spingere i due piccioncini a uscire assieme: Diego consiglia Marco, Marcello Jole. Ne scaturirà una divertente doppia telefonata fatta per ingelosire l'altro. Non molti altri momenti comici, ma l'episodio ha comunque qualche buon momento. Grazie al solito Iccio o a Tognella, per esempio. Diego più contenuto del consueto, Minniti invece non c'è. (Zender)
 

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