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A MODERN FAMILY

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A modern family
Titolo originale:Ideal Home
Dati:Anno: 2018Genere: commedia (colore)
Regia:Andrew Fleming
Cast:Steve Coogan, Paul Rudd, Jack Gore, Jesse Luken, Evan Bittencourt, Jake McDorman, Eric Womack, Sarah Minnich, Monique Candelaria, Stafford Douglas, Kate Walsh, avier Gonzales, Susan Feniger, Pam Brady, Will Gluck
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/12/18 DAL DAVINOTTI
Ci risiamo: coppia omo messa a confronto con l'innocenza di un bimbo, questa volta capitato in casa a causa dell'arresto di suo padre (della madre nessuna traccia). Padre che è poi a sua volta il figlio di uno dei due elementi della coppia protagonista; precisamente di Erasmus (Coogan), nonno davvero giovanile che conduce in televisione una trasmissione di cucina a cui lavora anche il suo partner (Rudd). Il tema affrontato è importante, sia chiaro, ma troppo spesso il cinema sembra volercisi avvicinare solo per poter mescolare superficialmente comicità e tenerezza, e questo IDEAL HOME (il concetto di “famiglia moderna” lo introduce autonomamente il titolo italiano) ahinoi non fa eccezione. Coogan e Rudd sono buoni attori, sanno di non dover eccedere con comportamenti da “checche isteriche”, se voglion mantenere il film negli standard della commedia americana politically correct e in fondo qualche concessione al sesso, ai baci e a pratiche non propriamente “da chiesa” fanno parte del gioco. Non si vuole insomma irritare nessuno e i titoli di coda che mostrano fotografie di allegre famiglie omosessuali con bimbo a carico sono un messaggio chiaro di "pace e conciliazione". Siamo dalle parti di Santa Fe, nel New Mexico, e il piccolo Angelo (Gore), che pretende di esser chiamato Bill, si presenta al nonno durante una festa, con lettera al seguito. Erasmus, che al proprio di figlio aveva dedicato ben poco tempo dimenticandosene anzi presto, si ritrova quindi tra i piedi un nipotino che pare inizialmente intrattabile; ma basta poco per smussarne le spigolosità del carattere e farci capire quanto i meno stabili siano semmai i suoi “genitori adottivi”, costretti peraltro a fingere assoluta normalità al passaggio dell'assistente sociale, la quale non manca di notare nella videoteca dei due una serie di film hard dai titoli più improbabili (come da vetusto cliché). Erasmus e Paul non negano certo la loro relazione e non sono abituati a farlo con nessuno, ma sanno bene che per educare un ragazzino – il cui padre continua a restare in galera, pur se in attesa di essere scarcerato a breve – ci vuole misura; la sceneggiatura gliela fornisce, i dialoghi sono pacati e infatti ciò di cui più si sente la mancanza è il divertimento solitamente offerto da situazioni che potrebbero magari guardare al nostro VIZIETTO, per capire come funzionare in questo senso. Invece le gag scarseggiano e si preferisce mettere i due di fronte a un suggestivo tramonto per cogliere la poeticità del loro rapporto, fargli affrontare il padre del piccolo per un scontato confronto generazionale, dare spazio alla sua passione per il Taco Bell per contrapporla ai raffinati gusti del nonno. Non che a volte il sorriso non scappi, ma perlopiù si ricerca una maturità d'approccio che mal si concilia in questo caso con la commedia, lasciando che siano in definitiva i gesti d'affetto nei confronti di Bill a dare la vera direzione. Un film innocuo, discretamente confezionato ma decisamente dimenticabile.
il DAVINOTTI