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LA STATUA CHE URLA

All'interno del forum, per questo film:
La statua che urla
Titolo originale:Screaming Mimi
Dati:Anno: 1958Genere: thriller (bianco e nero)
Regia:Gerd Oswald
Cast:Anita Ekberg, Philip Carey, Gypsy Rose Lee, Harry Townes, Linda Cherney, Romney Brent, Red Norvo, Red Norvo Trio, Alan Gifford, Oliver McGowan, Stephen Ellsworth, Vaughn Taylor, Frank J. Scannell
Visite:311
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/7/12 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/12/15
Che il romanzo omonimo di Fredric Brown da cui il film è tratto sia stato successivamente la diretta ispirazione per L'UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO di Argento ormai lo sanno anche i sassi. Che Brown sia stato un geniale precursore nel giallo e nella fantascienza è ugualmente fuori discussione, che questo sia uno dei suoi romanzi più riusciti, un autentico capo d'opera (per quanto riconosciuto a posteriori), anche. Purtroppo la sua riduzione cinematografica ufficiale smorza quasi del tutto la forza di quelle pagine spostando l'attenzione da Sweeney (Carey), il giornalista che indaga (Carey), alla diva a disposizione (Anita Ekberg), che recita nei panni di Virginia, la giovane sulle cui fattezze è modellata la statuetta del titolo. Fatta fuggire dal manicomio in cui era stata spedita (aveva perso il senno dopo aver rischiato di essere accoltellata), viene reintrodotta in società da quello che era il suo medico curante (Townes) e spedita a esibirsi nei locali col nome di Yolanda Lange. Quasi accoltellata una seconda volta da un fantomatico squartatore che aveva già ucciso un'altra ragazza molto simile, Yolanda si rifugia tra le braccia di Sweeney, il quale nel frattempo ha scoperto che anche la prima vittima possedeva la stessa statuetta urlante (chiamata “screaming mimi”) osservata su uno scaffale da Yolanda. Chi è il Berto Consalvi della situazione, ovvero colui che le ha scolpite? E cosa lega i delitti alla statuetta? La vicenda è naturalmente molto intrigante, ma il ridurla a un'ora e venti in cui tocca assistere perdipiù a ben tre esibizioni canore al night e a sterili scene madri con la Ekberg che fissa il vuoto, ne affossa del tutto l'impatto. Le eccezionali qualità del romanzo si sciolgono come neve al sole; anzi, paradossalmente sono molto più presenti nella riduzione apocrifa di Argento, che ha saputo rendere giustizia al libro di Brown cogliendone i veri punti di forza (che poi si riveleranno essere intuizioni fondamentali per l'intero thriller all'italiana). Questa di Oswald è solo una pedestre sintesi, incapace di dare un minimo di spessore ai personaggi (Sweeney è un alcolizzato per esempio, cosa che nel film non sembra essere affatto, benché beva), lontanissima dalla complessità strutturale del romanzo e semplicemente un veicolo per il divismo della Ekberg (subito in costume sulla spiaggia nell'incipit). Che mancassero parti anche fondamentali dell'indagine era prevedibile, che tutto si risolvesse in quattro scene buttate lì francamente no.
il DAVINOTTI

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Digital 11/7/12 17:51 - 1089 commenti

Thriller piuttosto modesto, tratto dal romanzo “The Screaming Mimi“ di Fredric Brown. Il difetto maggiore è da imputare alla poca suspense, che viene quasi del tutto sacrificata in favore delle esibizioni canore e danzanti che si svolgono nel night club "El Madhouse", all'interno del quale si esibisce la giovane e piacente Anita Ekberg, finita da tempo nelle mire di un serial killer. E’ proprio la bionda di Malmö a rendere interessante un film altrimenti dimenticabile.
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