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Discussioni su Tutte le ore feriscono... l'ultima uccide! - Film (1966) | Pagina 1

DISCUSSIONE GENERALE

22 post
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  • Nicola81 • 24/05/16 09:42
    Contratto a progetto - 692 interventi
    A costo di sembrare nazionalista, ritengo che da un soggetto così un regista magari meno propenso ai vezzi autoriali ma più attento al ritmo narrativo, come il nostro Di Leo, avrebbe tirato fuori un capolavoro assoluto del genere.
  • Zender • 24/05/16 14:42
    Capo scrivano - 49302 interventi
    Convintissimo anch'io!
  • Tarabas • 25/05/16 13:28
    Segretario - 2069 interventi
    A mio parere, l'inusuale (per il contesto) gestione dei tempi adottata da Melville è proprio la cifra del film.
    E' una delle cose che a me è piaciuta di più.

    Di Di Leo io ho un'opinione non molto elevata, invece, tolti MC9 e La mala ordina.
  • Nicola81 • 26/05/16 13:11
    Contratto a progetto - 692 interventi
    Tarabas ebbe a dire:
    A mio parere, l'inusuale (per il contesto) gestione dei tempi adottata da Melville è proprio la cifra del film.
    E' una delle cose che a me è piaciuta di più.

    Di Di Leo io ho un'opinione non molto elevata, invece, tolti MC9 e La mala ordina.


    Milano calibro 9 penso che metta d'accordo tutti gli appassionati del genere, ma mi piacciono molto anche Il boss (più de La mala ordina), Il poliziotto è marcio e Diamanti sporchi di sangue. Sono film che potrei rivedere (e in effetti ho rivisto) più volte senza mai annoiarmi, mentre i film di Melville, anche quelli che ho apprezzato maggiormente come Lo spione e I senza nome, qualche sbadiglio me lo hanno sempre strappato. Questo avrebbe anche una bella trama, ma 140' di durata per me non ci stanno proprio.
    Ultima modifica: 26/05/16 13:12 da Nicola81
  • Tarabas • 27/05/16 11:32
    Segretario - 2069 interventi
    A me Henry Silva risulta inguardabile, l'epitome del non attore. Il poliziotto è marcio mi ha lasciato indifferente, ai tempi non l'ho nemmeno commentato, forse perchè 5 minuti dopo i titoli di coda non me lo ricordavo più.

    Già solo per la differenza di qualità media nei cast tra Melville (e in genere i polar francesi) e i nostri film analoghi, la gara non inizia nemmeno.

    Luc Merenda vs Jean Gabin?
    Maurizio Merli vs JP Belmondo?

    Curiosamente, nei poliziotteschi erano molto meglio i caratteristi dei protagonisti, mediamente modesti.
    Forse non a caso, MC9 è il film che è anche per la qualità elevatissima del cast, con la scommessa Moschin in un ruolo per lui inedito.
  • Didda23 • 27/05/16 11:50
    Compilatore d’emergenza - 5806 interventi
    Tendenzialmente sono d'accordo con te. Per me Silva è un pessimo attore con pochissime qualità recitative.

    Luc Merenda è tendizialmente scarsetto, ma mi fa molta simpatia nei ruoli che interpreta perchè si vede l'impegno.

    Merli ha un volto splendido e ben ci sta nei ruoli interpretati.

    Però come dici tu, gli attori francesi hanno ben altra pasta ed il confronto non sussiste.
  • Fauno • 27/05/16 14:46
    Formatore stagisti - 2772 interventi
    Belmondo e Gabin sono due attori famosi a livello mondiale, il primo non voleva neanche le controfigure e tutti e due avevano un carisma invidiabile, quindi a confronto gli altri due possono pure perderlo.

    A prescindere da tutte le spulciate tecniche, per molti cinefili fondamentali, io guardo alla sostanza e al risultato generale, e dico che i polar francesi se giocano contro i poliziotteschi italiani, e non solo di Di Leo, ne escono in briciole. Che Henry Silva sia un attore mediocre è tutto da dimostrare, e il buon Merenda sarà discontinuo ma in diversi film spacca il c... molto di più di un Belmondo nei polar. Quindi se gli attori francesi sono di altra pasta forse saran riusciti meglio anche nei film di altra pasta, perché i poliziotteschi sono molto più entusiasmanti e avvincenti dei polar. Non dico neanche di quanto li sovrastino...

    E non mi vergogno a dire di esser diventato un nazionalista sfegatato proprio in virtù dei film che colleziono e che adoro. Senza nulla togliere ai gusti altrui, e anzi, sottolineo la recente presenza di un utente molto bravo nel trovare e recensire cinema di Oltralpe, in primis appunto i polar, che risponde al nome di Medusa71.
    Ultima modifica: 27/05/16 14:52 da Fauno
  • Didda23 • 27/05/16 15:02
    Compilatore d’emergenza - 5806 interventi
    Attenzione però Fauno, non allagare il discorso.
    Qui si sta parlando solo di attori, non della superioritò del cinema polar francese rispetto a quello italiano.

    Ti dirò, di Polar non non è visti molti perchè quelli che ho visto non mi hanno per nulla conquistato.

    Quelli italiani mi piacciono di più ma non sicuramente per gli attori.

    Sono due stili completamenti diversi, con una gestione del ritmo del tutto differente.

    Henry Silva secondo me è proprio scarso, non mi dice assolutamente nulla.
  • Fauno • 27/05/16 17:08
    Formatore stagisti - 2772 interventi
    Già solo per la differenza di qualità media nei cast tra Melville (e in genere i polar francesi) e i nostri film analoghi, la gara non inizia nemmeno.

    Può bastare questa parte di post copiato da un intervento precedente?
    Direi che quel "solo" non dia adito a dubbi nel voler giudicare i poliziotteschi un microbo rispetto ai polar. Rispetto la sua opinione e dico la mia. Punto.

    Che siano due stili diversi col tempo gestito differentemente è evidente. Le inquadrature,le espressioni e i silenzi più tipici dei polar possono piacere o meno, probabilmente per avere il miglior impatto richiedono attori più eclettici e di più ampio respiro, ma questo, per lo meno a me, non ha impedito una certa noia.

    Nel panorama dei poliziotteschi talvolta c'è una certa ripetitività o se vuoi prevedibilità, ma se dovessi rivisionarli son certo ridarei una marea di pentapalle.

    Per Henry Silva ti posso dire che mi ha deluso ne La mala ordina, che a differenza di molti io giudico alquanto bruttarello, ma ne Il boss e in Quelli che contano non potevano trovar di meglio. Si potrebbe paragonare a David Hess, solo che quest'ultimo c'è un misto di meschinità e sadica follia, mentre in Silva c'è poco da interpretare: la sua cattiveria è spietata e prosegue finchè non c'è più nessuno davanti a lui, ed è ben raro...

    Tornando al film di Melville prima o poi lo vedrò, visto che sono grande estimatore di Ventura, anche se lo vedo meglio nei film di Lelouch o di Pinoteau...
  • Zender • 27/05/16 17:57
    Capo scrivano - 49302 interventi
    Francamente film del genere non li giudico per il cast e per quel che serve trovo funzionale un Adorf quanto un Ventura. Ma è a livello proprio di regia che personalmente trovo infinitamente più godibile un Di Leo di un Melville. E un Giulio Sacchi o un Luca Canali in un compassatissimo polar melvilliano non ce li vedo proprio. Son proprio due modi diversi di affrontare il noir, e quello francese a me ha sempre detto molto poco...
  • Nicola81 • 27/05/16 18:45
    Contratto a progetto - 692 interventi
    A quanto pare ho innescato un bel vespaio... A parte gli scherzi, sono molto più vicino alle posizioni di Zender e Fauno. Che i vari Merli, Merenda e compagnia non valgano Gabin e Ventura mi sembra persino inutile rimarcarlo, però la bravura del cast, per quanto importante, non può essere il solo metro di valutazione altrimenti (tanto per citare una pellicola poco nota e da me vista di recente) un film come La salamandra meriterebbe un pallinaggio altissimo. E comunque, non mi sembra che i film di Di Leo fossero così deficitari sul piano recitativo.
    Di polizieschi italiani ne ho visti una marea, potrei dire quasi tutti, e a parte qualche inevitabile ciofeca, devo dire che saranno schematici e rozzi finché si vuole, ma raramente mi hanno annoiato; cosa che non posso dire di tutti quelli francesi (ne ho visti meno, ma comunque abbastanza). In attesa di vedermi L'uomo venuto da Chicago, che ho acquistato in dvd, faccio mia la chiosa di Zender: sono due modi differenti di intendere il noir, e quello italiano sarà senz'altro meno autoriale, ma molto più ruspante.
    Ultima modifica: 27/05/16 18:46 da Nicola81
  • Tarabas • 28/05/16 12:34
    Segretario - 2069 interventi
    Il concetto di noia è ovviamente soggettivo. A me annoia molto un inseguimento in auto, ad esempio. Sono scene quasi sempre del tutto inutili sul piano narrativo, inserite solo come momento spettacolare.
    Non mi sfugge, naturalmente, il fatto che il cinema sia anche uno spettacolo fatto di esibizione di abilità tecnica (aspetto nel quale le maestranze italiane eccellevano, su questo non ci sono dubbi), ma io prendo sempre e comunque l'evasione "astratta" di Melville rispetto alla scena d'azione fine a se stessa (per dirne una che ricordo, svolgendosi a casa mia, l'inseguimento pavese di Squadra volante, peraltro realizzato benissimo).
  • Nicola81 • 29/05/16 20:30
    Contratto a progetto - 692 interventi
    Tarabas ebbe a dire:
    Il concetto di noia è ovviamente soggettivo. A me annoia molto un inseguimento in auto, ad esempio. Sono scene quasi sempre del tutto inutili sul piano narrativo, inserite solo come momento spettacolare.
    Non mi sfugge, naturalmente, il fatto che il cinema sia anche uno spettacolo fatto di esibizione di abilità tecnica (aspetto nel quale le maestranze italiane eccellevano, su questo non ci sono dubbi), ma io prendo sempre e comunque l'evasione "astratta" di Melville rispetto alla scena d'azione fine a se stessa (per dirne una che ricordo, svolgendosi a casa mia, l'inseguimento pavese di Squadra volante, peraltro realizzato benissimo).


    Indubbiamente a volte i registi inseriscono le scene di inseguimento giusto per far sfoggio della loro bravura, ma personalmente, come espediente per allungare il brodo, preferisco di gran lunga un inseguimento o una sparatoria piuttosto che quelle scene fatte di lunghi silenzi in cui non accade nulla. A maggior ragione in un film come questo, in cui di allungare il brodo non c'era per niente bisogno...
  • Fauno • 19/07/16 01:35
    Formatore stagisti - 2772 interventi
    Finalmente l'ho visto...molto valido indubbiamente, ma dico solo che è impossibile paragonare questo genere di film (che fra l'altro che si chiamino polar l'ho imparato sul sito, visto che io oltre la Polarmenta, la pasticca Charms sponsorizzata da due cinesi cammuffate da esquimesi nel '76 non sono mai andato...) coi poliziotteschi italiani, perché sarebbe come paragonare gli irlandesi coi cambogiani: sono due popolazioni abitanti su questo lurido pianeta ed è tutto quello che hanno in comune.
    Ultima modifica: 19/07/16 02:20 da Fauno
  • Nicola81 • 22/07/16 17:06
    Contratto a progetto - 692 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Finalmente l'ho visto...molto valido indubbiamente, ma dico solo che è impossibile paragonare questo genere di film (che fra l'altro che si chiamino polar l'ho imparato sul sito, visto che io oltre la Polarmenta, la pasticca Charms sponsorizzata da due cinesi cammuffate da esquimesi nel '76 non sono mai andato...) coi poliziotteschi italiani, perché sarebbe come paragonare gli irlandesi coi cambogiani: sono due popolazioni abitanti su questo lurido pianeta ed è tutto quello che hanno in comune.

    Ero curioso di leggere il tuo commento e, chissà perché, ero convinto che ti sarebbe piaciuto un pò meno. Resto dell'idea che si tratti di una bella storia allungata però a dismisura.
    D'accordo sul fatto che il polar e il poliziottesco siano difficilmente accostabili. Si tratta di due stili completamente differenti, e personalmente prediligo quello italiano.
  • Caesars • 6/11/19 10:19
    Scrivano - 17029 interventi
    Alain Corneau ne ha fatto un remake, nel 2007, dallo stesso titolo "Le deuxième souffle" (dovrebbe anche essere stato trasmesso da RaiMovie col titolo "L'onore delle armi").
    Interpreti:
    Daniel Auteuil, nel ruolo che fu di Ventura, Michel Blanc in quello del commissario Blot e Monica Bellicci in quello di "Manouche". Sarei curioso di vederlo.
    Ultima modifica: 6/11/19 10:22 da Caesars
  • Caesars • 6/11/19 11:54
    Scrivano - 17029 interventi
    In una scena si vede la locandina del film "La capanna dello zio Tom" (in Francia: "La Case de l'oncle Tom")



    Probabilmente si tratta della versione del 1965 diretta da Géza von Radványi
    Ultima modifica: 6/11/19 13:54 da Zender
  • Tarabas • 6/11/19 12:12
    Segretario - 2069 interventi
    Nicola81 ebbe a dire:

    D'accordo sul fatto che il polar e il poliziottesco siano difficilmente accostabili. Si tratta di due stili completamente differenti, e personalmente prediligo quello italiano.


    Va detto che i francesi non hanno mai relegato il polar a genere commerciale, basta vedere i registi e soprattutto i cast, che comprendono il meglio del panorama cinematografico (Gabin, Belmondo, Ventura, Delon, Piccoli, Montand, Blier, Trintignant; attrici come la Schneider, la Girardot, Simone Signoret.

    In Italia, gli attori erano spesso modesti per non dire di peggio (i protagonisti, perchè i caratteristi erano di prim'ordine; poi spesso anche grandi attori come Milian venivano "sprecati").

    I registi, anche se dotati come Di Leo, lavoravano con budget e tempi di produzione risicati.

    Il risultato finale si vede, onestamente.
    Ultima modifica: 6/11/19 12:13 da Tarabas
  • Caesars • 6/11/19 14:08
    Scrivano - 17029 interventi
    Il ruolo di Orloff doveva essere interpretato da Mel Ferrer (anche Imdb lo riporta nelle curiosità), poi sostituito a causa di incomprensioni con Jean-Pierre Melville.
    In questo filmato (in francese con sottotitoli in inglese), con interviste al regista e a Lino Ventura e a Paul Meurisse, si può vedere proprio come Mel Ferrer venisse accreditato tra gli interpreti e apparisse (con tanto di baffetti) tra gli attori della pellicola
    https://www.youtube.com/watch?v=TAVFRjyxs9w
    Ultima modifica: 6/11/19 14:09 da Caesars
  • Il Dandi • 7/11/19 20:46
    Segretario - 1484 interventi
    Tarabas ebbe a dire:

    Va detto che i francesi non hanno mai relegato il polar a genere commerciale (...)


    Su questo non sono d'accordo.

    Credo di essere uno dei pochi "difensori" del poliziesco francese qui fra gli utenti del davinotti, ma la cosa clamorosa semmai è proprio che quei film che a noi appaiono di algida lentezza in quel contesto fossero commerciali eccome.