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Discussioni su The beast with a million eyes - Film (1955)

  • TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/03/12 DAL BENEMERITO DIGITAL
    POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/07/15
  • Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione ( vale mezzo pallino)
  • Scarso, ma qualcosina da salvare c’è:
    Bergelmir
  • Gravemente insufficiente!:
    Digital, Marcel M.J. Davinotti jr.

DISCUSSIONE GENERALE

1 post
  • Se ti va di discutere di questo film e leggi ancora solo questa scritta parti pure tu per primo: clicca su RISPONDI, scrivi e invia. Può essere che a qualcuno interessi la tua riflessione e ti risponda a sua volta (ma anche no, noi non possiamo saperlo).
  • Bergelmir • 7/04/14 21:06
    Galoppino - 212 interventi
    Dal saggio "L'Estraneo dietro lo schermo" di Stefano Mazza, in Studi Lovecraftiani n.4 (2007):

    Fin [dal racconto] The colour out of space, Lovecraft rende invece il tema dell’invasione qualcosa di completamente inspiegabile: l’alieno che giunge dagli spazi siderali ha proprietà incomprensibili per l’uomo, così come incomprensibili restano le sue finalità. Ciò che contagia la fattoria di Nahum Gardner nel famoso racconto è difatti qualcosa che non ha nemmeno gli attributi di un essere vivente e viene chiamato semplicemente ‘colore’.
    Questo tema dell’angosciosa intrusione da parte di una realtà ignota è particolarmente adatto a sublimare la paura della Minaccia Rossa nell’America repubblicana di Eisenhower: siamo negli anni dei ragni giganti, degli alieni che vogliono far strage dell’umanità e dei cosiddetti BEM, acronimo che sta per “Bug Eyed Monster”, ovvero mostro dagli occhi sporgenti, da insetto, tipici di fumetti e dei film di fantascienza di questo periodo.
    Un tipico BEM è l’orrendo alieno di
    The beast with a million eyes, un film decisamente di serie B uscito nel 1955 e diretto da David Kramarsky e Lou Place, coadiuvati anche dal produttore Roger Corman. Anche in questo caso è difficile capire quanto ci sia di Lovecraft, però la trama è piuttosto originale e in qualche modo affascinante, tanto da sembrare quasi un girato preliminare per un film migliore. La volontà dell’alieno di conquistare la Terra assumendo il controllo degli esseri viventi e degli uomini deboli di mente ricorda da vicino The colour out of spacee The Whisperer in darkness, tuttavia è più probabile vedere nel mostro, data l’epoca e l’allegorico finale, una metafora della minaccia comunista.