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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Non lo si confonda con uno dei tanti teen movie americani sui campi estivi, capaci da soli di alimentare un intero genere. Questo, per quanto spesso non ci si renda conto della cosa, ne è una parodia. Per molti versi attenta, anche se forse non sempre identificabile come tale per la già non bassa dose di demenzialità contenuta in alcuni degli originali (spesso commedie già volte al ridicolo o all'esagerazione). Retrodatando il tutto al 18 agosto 1981 e attraverso una non comune cura nella ricostruzione “storica” (negli abiti e nel look prima di tutto, ma pure nella fotografia e nelle scenografie), il regista David Wain (si ritaglia un ruolo uncredited, quello di Paco) mette in scena l'ultimo giorno al campo estivo di Firewood. Quello...Leggi tutto che si vede apparentemente non è affatto diverso da quello che ci si aspetterebbe, ma a guardar bene le differenze ci sono eccome: dal cuoco matto reduce dal Vietnam (Meloni) che parla con un barattolo di minestrone, si spalma fango in faccia, palpeggia i pullover, fa sesso col frigo e usa una crema per il pisello a un giovanissimo Bradley Cooper sorprendentemente in un ruolo gay, dal professore di astrofisica (Pierce) che se la fa con la direttrice (Garofalo) e si sceglie il gruppo di nerd per poterli affliggere con le sue teorie a un allora ben poco conosciuto Paul Rudd nel ruolo dello sciupafemmine dal quoziente intellettivo nullo che ruba la splendida Marguerite Moreau al più mite e sfigato Michael Showalter (sceneggiatore con Wain del film). I personaggi hanno tutti un carattere preciso, ispirano simpatia pur nella loro rozzezza e sanno ben rendere la doppia natura del film, che pur cavalcando l'idea della parodia resta comunque saldamente agganciato al proprio genere di riferimento. Di sicuro però non troverete altrove con facilità un ragazzino che viene portato a fare sci d'acqua e si frantuma sulle rocce nell'indifferenza di chi lo trascina in motoscafo oppure un astrofisico che coinvolge il suo gruppo nella deviazione d'un relitto di Skylab che sta per precipitare sulla Terra. Così come non ci si aspetterà mai un finale in cui tra la coppia maggiormente al centro del film (Showalter+Moreau) il rapporto si chiude in modo tanto sfacciato o una donna in età che se ne va via sorridente con un ragazzino del campus annunciando le nozze. Le idee che lasciano il segno sono insomma tante e si capisce perché negli anni il film si sia ritagliato il giusto spazio tra i cult. Certo, il ritmo non è quello di una vera parodia e le concessioni alla tradizione della tipica vacanza americana al campus possono deludere chi non ama il genere, ma la quantità di “revisioni” azzeccate è alta (indimenticabili le assordanti risate durante lo show del cabarettista che sciorina battute da parrocchia) e ci si diverte. Tra le tante bellezze anche una giovane Elizabeth Banks (è Lindsay) che si lascia andare a insistite slinguazzate con Rudd. Meno fantasia nei personaggi di Zak Orth (è l'imponente J.J.) e A.D. Miles (Gary), a testimonianza di un film non perfetto e del quale in Italia si faticheranno a cogliere i tanti riferimenti, ma l'atmosfera c'è tutta e il rock americano degli eighties di cui è intrisa la colonna sonora ci fa ancora un figurone (Loverboy, Rick Sprigfield, Kiss, Jefferson Starship...).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/09/17 DAL BENEMERITO SKINNER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/03/18
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Skinner 27/09/17 11:56 - 592 commenti

I gusti di Skinner

Amori e divertimento in un campo estivo. Commedia di culto negli Usa, tanto da avere generato in anni recenti due serie spin-off; in realtà non si comprendono i motivi di tanto entusiasmo. Si sorride spesso ma si ride poco e l'aspetto coming-of-age sulla carta centrale è trattato molto superficialmente. I personaggi sono stereotipi ambulanti e il film resta a metà del guado tra il demenziale puro e la commedia più convenzionale. Sfilata di nomi noti, perlopiù usati al di sotto delle loro capacità.

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