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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/03/12 DAL BENEMERITO LUCIUS
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Lucius 10/03/12 22:42 - 3015 commenti

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Il problema di questa pellicola è l'argomento da oratorio, che svilisce il valore estrinseco del film e fa passare in secondo piano il lavoro dell'intero cast; perché stiamo parlando di Cinema con la C maiuscola, ma che appare asservito alle esigenze della chiesa, piuttosto che a quelle del regista che lo ha voluto girare impegnando tutto se stesso. Si parla di obiezione di coscienza, un argomento nobile ma che poco si addice alla settima arte. Grande denuncia sociale, per un tema che divide. Ideologico.

Rufus68 27/01/16 00:03 - 3800 commenti

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Quali sono i limiti della coscienza? Non solo della coscienza che si rifiuta di uccidere in tempo di guerra, ma anche di quella che decide di non collaborare con le strutture militari in tempo di pace; in ossequio fermo alle proprie intime convinzioni. Il film è a tratti didascalico, ma la figura di Terzieff che, come il Michael Kohlhaas di Kleist, persegue le proprie idee a qualunque costo - e a dispetto di ogni compromesso - rimane nella memoria. Commovente l'incontro con la madre.

Daniela 18/05/17 18:10 - 12565 commenti

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Due reati a confronto: quello di guerra (l'esecuzione di un partigiano da parte di un cappellano militare tedesco) e quello di pace (l'obiezione di coscienza di un giovane cattolico di leva), in un film girato in un'epoca in cui il secondo era considerato paradossalmente meno comprensibile ed "accettabile" del primo. Una di quelle opere il cui contenuto trascende le qualità intrinsecamente cinematografiche, che pure sono presenti (la regia asciutta, la prova intensa di Terzieff, quella commovente di Flon), per farsi veicolo di impegno civile. Destò scandalo, a riprova che colpiva nel segno.
MEMORABILE: La visita dei genitori in ospedale, la delusione derivante dal fraintendimento del loro sostegno; L'ultimo incontro con la madre

Max dembo 30/11/23 16:46 - 427 commenti

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Superlativa opera di Autant-Lara, uno dei registi più coraggiosi di sempre e la sua vita anziana lo dimostra, non solo per il cinema francese. Contenutisticamente poderosa, dritta e diretta come un fuso formalisticamente, dai dialoghi di Jean Aurenche e Pierre Bost dall'alto livello concettuale e filosofico, quasi a trascendere nella teologia. Purtroppo sempre attuale e sempre lo sarà, dato che le guerre sempre si rinnovereranno. Eccezionale Horst Frank, ma anche Terzieff rassegnato ma non domo non è molto sotto. Uno dei registi criticati dai monaci della nouvelle vague. Per forza.
MEMORABILE: "Forse può avere ragione personalmente, ma non socialmente. E la sua ragione è pericolosa per la società tutta”; I dialoghi fra la corte militare.

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  • Curiosità Lucius • 10/03/12 22:45
    Scrivano - 9067 interventi
    Il film si ispira ad un vero fatto di cronaca avvenuto nel 1948, (per chi ne volesse sapere di più, rimando alla biografia di Francois Cordier).
    In Italia fu vietato ai minori di sedici anni.
  • Curiosità Lucius • 10/03/12 22:50
    Scrivano - 9067 interventi
    Le polemiche in Italia
    Quando Non uccidere fu presentato alla Mostra di Venezia suscitò molte polemiche e la stessa giuria, pur premiando la protagonista Suzanne Flon con la coppa Volpi, si divise sulla valutazione dell'opera.
    La commissione di censura ne proibì la visione poiché la si considerava un'istigazione a delinquere, a violare cioè la legge italiana che prescriveva il servizio di leva militare come obbligatorio.
    Il 20 ottobre 1961 la "Comunità europea degli scrittori" aveva organizzato la proiezione della pellicola al cinema Quattro Fontane di Roma ma l'ingresso in sala era stato impedito dalla Questura per motivi di ordine pubblico. Ne nacque una clamorosa protesta in Via Quattro Fontane di fronte al cinema che vide come protagonisti personaggi famosi tra i quali leader politici come il socialista Riccardo Lombardi, il filosofo marxista Galvano Della Volpe, l’archeologo e storico Ranuccio Bianchi Bandinelli, intellettuali "impegnati" come Carlo Levi e Pier Paolo Pasolini, scrittori quali Carlo Bernari e Raffaele La Capria, i registi cinematografici Mario Camerini e Francesco Rosi, e diversi attori: Anna Magnani, Gina Lollobrigida, Sandra Milo, Elsa Martinelli, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi. La protesta ebbe una clamorosa risonanza nell'opinione pubblica che fu colpita da un ulteriore episodio avvenuto circa un mese dopo.Il 18 novembre 1961 il sindaco di Firenze Giorgio La Pira, cattolico e convinto pacifista, senza badare ai divieti di legge, organizzò una proiezione del film per giornalisti e intellettuali facendo così riaccendere il dibattito culturale e politico sull'obiezione di coscienza in Italia.
    Il rifiuto di prestare servizio militare da parte dei Testimoni di Geova e, alla metà degli anni sessanta, il caso del processo a don Milani e a don Ernesto Balducci che avevano scritto una lettera aperta in risposta ai cappellani militari in congedo della Toscana che avevano affermato che l'obiezione di coscienza era un «insulto alla patria» e «espressione di viltà», aprì la strada al riconoscimento dell'obiezione per motivi religiosi sancito dalla legge n. 722 del 15 dicembre 1972.
    Fonte:Wikipedia.
  • Curiosità Lucius • 10/03/12 22:52
    Scrivano - 9067 interventi
    La frase cult:
    "Il mondo è bagnato di sangue fraterno: ecco che l'omicidio è crimine quando sono i singoli a commetterlo, ma diventa virtù quando è compiuto in nome dello Stato. L'impunità per i delitti non l'assicura il motivo dell'innocenza, ma la grandezza della ferocia".
  • Curiosità Lucius • 10/03/12 22:54
    Scrivano - 9067 interventi
    Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile conferita a Suzanne Flon in occasione della 26ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
  • Musiche Lucius • 12/03/12 11:30
    Scrivano - 9067 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, due 45 giri originali:



    Ultima modifica: 27/11/18 14:11 da Zender
  • Homevideo Digital • 23/10/23 16:05
    Portaborse - 3968 interventi
    Dvd Sinister disponibile dal 06/12/2023.
  • Discussione Max dembo • 30/11/23 16:54
    Servizio caffè - 421 interventi
    Prodotto e realizzato in Jugoslavia con tutti gli attori di complemento jugoslavi, in un Paese non allineato per eccellenza, visto che in Francia nessuno lo volle finanziare. Se non Moris Ergas, italo-greco produttore sempre coraggioso.