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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Per anni associati nell'immaginario collettivo dei cinefili italiani a causa dell'indubbia somiglianza fisica, Fresi e Battiston recitano nello stesso film il ruolo (inevitabile, si dirà) dei due fratelli, di madre e provenienza territoriale diversa. Rimasto in Veneto dopo la partenza del padre, il maggiore Dario (Battiston) rimane per lungo tempo lontano da Mario (Fresi), cresciuto a Roma con la seconda moglie dell'uomo. Ricevuta tuttavia una comunicazione allarmante nella quale gli viene riferito che il fratello ha provocato un incendio, Mario decide di partire per le campagne intorno a Rovigo (precisamente a Canaro, nel medesimo casale dove Brass aveva girato parte del suo MIRANDA...Leggi tutto) per capire cosa sia successo. L'incontro dopo anni di lontananza tra i due fratelli lascia immediatamente capire quanto la sanità mentale di Dario sia quasi compromessa. L'uomo è scorbutico, asociale e con un'unica fissazione: raggiungere la Luna. Affascinato a sei anni dallo sbarco di Armstrong sulla stessa, ha deciso di imitarlo costruendosi un razzo in autonomia in base alle proprie conoscenze universitarie. Mario, introdotto dopo qualche giorno dal fratello nel sancta santorum dove questi in gran segreto sta preparando il vettore spaziale, resta stupito di fronte all'imponenza del progetto, ma sa bene quanto con quello "scaldabagno" raggiungere la Luna sarà ovviamente impossibile. Come farlo capire anche a chi è convinto delle proprie idee e ama ricordare quanto il padre gli spiegasse come ciò che differenzia l'uomo dall'animale sia la capacità di sognare? Sul rapporto tra i due fratelli si costruisce il film: il rapporto tra una mente razionale e una che vive nell'illusione di poter dare un perché alla propria esistenza attraverso la realizzazione di un sogno. Ma è anche nella distanza tra una vita solitaria riflessa nella dispersa umanità di un paese dimenticato e quella più frenetica della città che il film fonda le sue riflessioni. Non nuove, certamente, nemmeno nella loro associazione a un approccio da candida favola, con l'attenzione maggiore spostata all'isolazionismo forzato di "Luna storta", come lo chiamano i pochi compaesani, confinato e abbandonato nel suo eremo in cui coltivare il proprio piano in totale solitudine. Affiancandosi quindi a un tema molte volte affrontato anche al cinema, il regista (coautore del copione con Marco Pettenello) focalizza l'attenzione sui dialoghi tra i due e sui silenzi che un Battiston sempre bravo sa caricare di significato attraverso gli sguardi, lasciando a Fresi il ruolo del fratello buono, ciarliero e compassionevole in un gioco di stereotipi in cui è inevitabilmente la bravura degli attori a dover costituire il valore aggiunto. Che c'è, è indubbio, e che dà sostanza a questa favola per il resto non memorabile, inscritta a pieno titolo in quel cinema italiano "minore" che trova nel gusto e nei suoi leggeri tocchi surreali le qualità migliori. Consapevole di non raccontare nulla di nuovo, ha il merito di fornire ai due mattatori le basi minime necessarie per interagire nel modo corretto compiacendo chi questo si aspetta; condendo il piatto con un contorno di buoni attori (l'immancabile Citran), simpatici caratteristi (Celio) e un cameo di Flavio Bucci (al suo ultimo film) nel finale. La campagna veneta offre lo scenario ideale, placido e silente, che si fa rifugio ideale per chi cerca pace e solitudine in cui coltivare anche il più irrealizzabile dei sogni.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/02/21 DAL BENEMERITO DZEKOBSC16 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/02/21
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Dzekobsc16 3/02/21 10:38 - 24 commenti

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Accomunati da una somiglianza a livello fisico, i "fratelli" Battiston e Fresi danno vita a un curioso esperimento cinematografico, una commedia dai toni favolistici in cui il veneto cerca ossessivamente di raggiungere la luna, diretta nel complesso bene da Padovan (Finché c'è prosecco c'è speranza). Un'idea diversa, curiosa, realizzata con garbo, in cui prevalgono i sorrisi sulle risate. Forse troppo breve la partecipazione del sempre bravo Bucci, simpatico cameo per Gian Antonio Stella e Tito Stagno nei panni di loro stessi in una finta intervista televisiva nella scena del bar.
MEMORABILE: I tentativi di lancio del razzo; L'incontro a casa dei vicini.

Markus 6/02/21 11:02 - 3393 commenti

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Fratelli simili ma diversi: l'uno (con problemi psichiatrici) cresciuto nel Veneto, l'altro a Roma. L'unione forzata dagli eventi - nell'antico cascinale nei pressi di Rovigo - fa scoprire al romano che il fratello sta congegnando un missile per fare un viaggio... sulla Luna! Chiaramente una moderna e surreale favola divisa tra dramma e commedia, avvalorata più dalla buona caratterizzazione dei protagonisti Battiston/Fresi che dalla prevedibile vicenda. Location rodigine di gran fascino.

Galbo 8/02/21 16:52 - 11577 commenti

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Due fratelli, divisi da sempre, si ritrovano quando uno dei due finisce nei guai. Il regista Padovan dirige una storia di ricongiungimenti familiari, piuttosto (e volutamente) disancorata dalla realtà e surreale nei suoi risvolti. Contano di più il ritratto dei due protagonisti e l’ambientazione, nella provincia veneta, sapientemente rappresentata quasi come un non luogo che sa un po’ di arcaico. In questo contesto sono a proprio agio due attori che si assomigliano fisicamente ma che mostrano differenti sensibilità. 

Capannelle 28/02/21 11:19 - 3843 commenti

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Una storia con appigli di vario genere e una validissima coppia di attori protagonisti-antagonisti. Padovan dimostra una buona mano nel mettere in scena le loro caratteristiche (anche fisiche ovviamente) e nell'avvicinarci ad esse con un tocco capace di alternare il magico al reale quotidiano. Non chiude a dovere tutto quanto potrebbe ma non si nasconde di fronte alla volontà di affermare un messaggio visionario ambientato nella classica provincia italiana. Lo fa con buoni dialoghi, un sano tocco di nostalgia e un efficace impiego di mezzi tecnici nelle sequenze "spaziali".
MEMORABILE: "I suoi asparagi sono molto più interessanti della tua plastica".

Hackett 15/03/21 15:28 - 1799 commenti

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Film di amicizia e rapporti familiari recuperati sullo sfondo di un sogno utopistico quanto primordiale. Padovan dirige con garbo e intelligenza una storia delicata dai toni sognanti, volutamente in bilico tra cruda realtà e fanciullesca voglia di avventura. Il regista Utilizza alcune location già apprezzate in un film di Mazzacurati e sembra omaggiarlo in qualche inquadratura. Film gradevole e ben recitato, buono il duetto Fresi - Battiston.

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