Idioti

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Idioterne
Anno: 1998
Genere: commedia (colore)
Numero commenti presenti: 16
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Non è nuova l'idea degli idioti per scherzo. Le versioni precedenti erano tuttavia molto più all'acqua di rose (pensiamo ad esempio ad alcune scene i DUE FIGLI DI... con Steve Martin) rispetto alla seria analisi del danese Lars von Trier. Siamo in un gruppo di otto/nove giovani che, novelli AMICI MIEI, decidono di divertirsi alle spalle del prossimo fingendosi ritardati mentali. Sfruttando così i naturali imbarazzi e slanci solidali della gente si divertono e (in parte) ci divertono andando contro ogni logica buonista, permettendo a Von Trier di affrontare argomenti scottanti in maniera disincantata e “coraggiosa”. Chi mai prima...Leggi tutto aveva osato spudoratamente raccontare le avventure di personaggi tanto umanamente riprovevoli? Invece Von Trier lo fa, nascondendosi dietro un poco credibile approccio da cinema-verità, amplificato dalla decisa applicazione del “Dogma 95”, un modo di far cinema che si vorrebbe più spontaneo possibile: camera a mano, recitazione semidilettantesca, nessuna simulazione (e infatti abbondano i genitali soprattutto maschili e c'è persino una scena di sesso massimamente esplicita)... Tutte buone intenzioni, ma che all'atto pratico appesantiscono il film rendendolo professionalmente carente, pretenzioso. A scene ben congegnate, intelligenti, se ne alternano troppe “di raccordo” noiose e montate senza gusto. IDIOTERNE è quindi un film riuscito solo per metà, poco omogeneo e in fondo non così profondo come vorrebbe far credere. Particolarmente insopportabili le parentesi coi protagonisti che parlano “in macchina” rispondendo a una voce fuori campo. Difficile da digerire, anche per le riprese eccessivamente instabili.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Redeyes 11/01/08 18:11 - 2128 commenti

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Pellicola sgradevole, che di questo sentimento si nutre, vuoi per l'adesione a Dogma (il manifesto culturale che nel suo decalogo obbliga il regista a certi anti-artifizi tecnologici, vuoi per una trama che disgusta). Capolavoro? Banalità? Non saprei. Certamente non così profondo come crede di essere, ma nemmeno fine a se stesso. Interessante per comprendere il movimento Dogma e buona parte del cinema di Lars. Io lo consiglio. Ovviamente tagliuzzato dalla censura in Italia nelle scene di sesso esplicito (quelle teniamocele per il varietà!)

Herrkinski 28/08/08 18:39 - 4975 commenti

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Forse uno dei meno noiosi film di Trier, dotato di un certo humour tutto nordico e perfettamente in linea con le regole del "Dogma 95" del regista. Quindi aspettatevi una camera a mano (spesso e volentieri tremolante), uno stile semi-documentaristico, un realismo portato ai massimi livelli (tanto da inserire addirittura una scena "hard" nella pellicola) e varie situazioni assurde e potenzialmente offensive. Sicuramente bizzarro, ma ho seri dubbi sulla effettiva qualità di un prodotto del genere.

Undying 3/06/09 21:14 - 3841 commenti

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Si sputa sul cinema di Polselli e si eleva agli onori del capolavoro un prodotto "amatoriale" e non-sense quale questo Idioti rappresenta. Forse è difficile (o impossibile?) calarsi nell'umorismo di un doppio senso che, dietro alla scemenza, celerebbe testi di tolleranza e significati profondi. Difficile perché, quel che appare, è un gruppo di imbecilli (come titolo promette) intenti a fare cose sceme, tipo correre ignudi e dire stronzate. Il filo conduttore c'è: sta tra Dogma 95 e Festen. Ma da qua a dire che tale legame abbia un senso ce ne corre. Allora, a questo punto, molto meglio Oscenità.

Cotola 11/11/09 23:49 - 7413 commenti

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Sintesi perfetta del cinema di Von Trier e della sua combriccola dogmatica: stile inutilmente leccato e, in barba ai proclami del manifesto comunque artefatto, provocazioni fini a se stesse, storie dai ritmi dilatati fino all’estremo. Solo forma (brutta e discutibile) e nessuna sostanza (ovviamente a mio modesto avviso). Prendere o lasciare. Io, come intuibile da quanto scritto, lascio senza rimpianti.

Daniela 29/12/09 08:32 - 9122 commenti

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Programmaticamente sgradevole e provocatorio ma anche fastidiosamente compiaciuto, fasullamente "spontaneo" ed immediato, inaspettatamente noioso, tanto che dopo un pò la mente mi vagava altrove. Se volessi vedere un gruppo di grulli in azione, guarderei una puntata del Grande fratello, se volessi ascoltare per oltre un'ora un blaterare insensato mi sintonizzerei su uno dei tanti talk-show televisivi. Quanto ai piselli al vento, ma chi scandalizzano ancora? Neppure la mi'mamma ottantenne. Un solo pallino per la presunzione.

Luchi78 7/04/10 10:12 - 1521 commenti

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Sarebbe meglio ricordare che anche se un regista si lancia in una sperimentazione cinematografica "spinta", con tanto di dogmi da rispettare (a cui poi va quasi sempre in deroga) non può poi permettersi di tralasciare una scrittura decente, o almeno di dare un forte significato alle scene girate con macchina a spalla come fosse il filmino della festa di compleanno. Anche l'ammucchiata, che poteva diventare un momento "cult", si trasforma in un simil film-porno.

Pigro 19/04/10 09:34 - 7709 commenti

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Verità e finzione: è su questa partita cruciale che Trier costruisce il suo film più provocatorio. Fingendo di raccontare di un gruppo di idioti (in senso comune) che fa finta di essere idiota (in senso clinico) per smascherare l'idiozia della società (il tutto è molto anni 70), ci mostra invece le ambiguità e i trabocchetti sia della rappresentazione che della realtà, distruggendo l'idea di un cinema-verità (il Dogma che finge di seguire) che non può esistere perché non esiste una verità. Concettualmente intrigante ma filmicamente supponente.

Enricottta 20/04/10 16:50 - 507 commenti

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Discutibile, è sicuramente la parola che suscita ogni film di Von Trier. Idioti si sviluppa male e ad un certo punto incespica su se stesso. Era prevedibile, trattandosi di tema delicato, eppure stimolante. La deviazione perde il suo significato per fare posto al significante. Disturbante, il "dogma", è poco rispettato, così come lo spettatore, che viene appunto trattato come un idiota.

Mickes2 11/10/11 19:47 - 1667 commenti

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Incredibile com Von Trier riesca, in ogni sequenza, ad enfatizzare inutilmente o togliere mordente alla narrazione. Privo di qualsivoglia respiro narrativo; si blatera, si blatera, si blatera... si scade nello sgradevole e nell'autocompiacimento. Insostenibile, specie nella prima ora di film, dove sembra tutto un'accozzaglia di scene prese e incollate come capita. In discussione non metto l'idea alla base (che per quanto interessante, sa troppo di riempitivo), ma il modo in cui Trier ha scelto di raccontare il suo film. Davvero pessimo.

Belfagor 13/02/13 14:37 - 2620 commenti

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Tipico film da Dogma 95 e nel senso peggiore. Questa tanto sbandierata trasgressione altro non è che facile sensazionalismo atto a smerciare uno dei film più compiaciuti e presuntuosi che abbia mai visto. Non vi è la minima traccia di spontaneità né di naturalezza, la critica sociale è inesistente, gli idioti protagonisti girano con le chiappe al vento tanto per scandalizzare, ma l'unico risultato che si ottiene è la noia. Uno dei film più inutili che abbia mai visto.

Ryo 19/01/14 01:36 - 2169 commenti

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Primo film di Lars Von Trier che segue le regole del Dogma 95. La storia alquanto grottesca sembrerebbe una grande metafora. Tirando fuori "l'idiota" che è in loro, i personaggi si esprimono in completa libertà spogliandosi di tabù, pregiudizi, freni inibitori. Ma tutto ciò non riescono a metterlo in pratica nella vita normale davanti alla loro famiglia o nel proprio posto di lavoro, svelando così un'ipocrisia che viene messa in atto per ottenere una comoda facciata esteriore.
MEMORABILE: Jeppe lasciato insieme ai motociclisti che lo portano persino a pisciare; L'ammucchiata; Il funzionario comunale cacciato via.

Didda23 2/04/14 10:10 - 2280 commenti

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Ulteriore e incontrovertibile conferma di quanto Von Trier non mi piaccia. La sensazione provata è un susseguirsi di rabbia e vergogna; pur sforzandomi non riesco a trovarci nulla di "cinematograficamente" interessante e/o degno di nota. Si percepisce una continua voglia di provocare a tutti costi e ideologicamente è un'operazione aberrante, poco sincera. Purtroppo, rispetto ad altri casi, la forma non è nemmeno preziosa. Cito un caro amico che per messaggio mi ha dato la sua opinione: "Voto? meno infinito".

Fulcanelli 19/08/15 11:05 - 100 commenti

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Ho sempre apprezzato questo film di von Trier per la sua spontaneità e l'originalità del tema trattato. La storia (anche riprendendo diversi movimenti cinematografici) è decisamente fine a se stessa, senza la pretesa di voler imporre a tutti i costi concetti che si rivelerebbero comunque innaturali al di fuori della cinematografia. Molti potrebbero vedere in questo un difetto che ne invalida il valore, ma bisognerebbe accantonare i consueti parametri di giudizio e confidare completamente nelle idee e nel lavoro di von Trier.

Fauno 26/03/16 13:44 - 1901 commenti

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Qui Von Trier scivola sulla classica buccia di banana e sbatte male. Va bene l'originalità del film e la capacità di saper motivare l'arte di far gli idioti, ma perfino gli scherzi più riusciti, vedi quello agli energumeni tatuati, le statuette artigianali fatte pagare una follia o le scenate isteriche reali o fittizie non divertono neanche un po'. Viceversa lo scherzo che non riesce è quello più verosimile ed è l'unico che fa meditare. Se era quello il punto focalizzato da Lars tanto di cappello, ma 90 minuti per arrivarci sono davvero troppi.
MEMORABILE: Anche quello della carta di credito (altrimenti Kathreen avrebbe continuato a sgambettare Axel) è un double-face...

Minitina80 22/06/17 15:05 - 2272 commenti

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Difficile digerire un blocco di granito di tali proporzioni in cui la particolare natura che lo contraddistingue non aiuta nemmeno a comprenderne il senso. Non solo annoia nel breve termine, ma non si riesce a mantenere quel minimo di attenzione necessaria per non perdere il filo logico. È un’impresa arrivare all’ultimo fotogramma senza il fiatone e con la certezza di aver incamerato o compreso qualcosa di quello che Von Trier voleva comunicare. La dimostrazione che bisogna avere le capacità per stupire e provocare lo spettatore.

Bubobubo 3/12/19 12:49 - 1151 commenti

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Idea urticante: darsi completamente all'idiota che nicchia in ciascuno di noi per far deflagrare le sovrastrutture morali di una società che professa una tolleranza liberale d'etichetta ma che, in realtà, rimane profondamente settaria. C'è chi lo fa per nichilismo, chi per sprezzo dell'ordine, chi, infine, per celare i dolorosi segni di un recentissimo lutto. Di tanto in tanto spunta fuori, inevitabilmente, il sospetto di foraggiare l'autocompiacimento voyeuristico di Trier, ma il senso di vuoto che impera alla fine della visione è tangibile.
MEMORABILE: I dilemmi morali dell'inquilina liberale; Il finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Pigro • 15/04/10 17:44
    Consigliere avanzato - 1477 interventi
    Ho visto il film e ho preparato un commento molto negativo per il Davinotti. Poi mi è venuta un'illuminazione che potrebbe ribaltare il giudizio. Insomma, sono incerto se è una vaccata o un buon film. Non è roba da poco, no? Perché il problema è se Trier ci è o ci fa... E l'altro problema è che per me Trier ha fatto cose notevoli o addirittura sublimi (Europa, Le onde del destino, Dogville). Quindi, pensandoci bene, non è possibile che un regista per me "super" possa aver fatto una vaccata. Insomma, una cosa non riuscita sì, ma proprio schifosa... E quindi ho pensato di interpellarvi. Forse sarà il primo giudizio sul Davinotti a ricorrere a questa modalità? Che cosa ne pensate voi? La vostra risposta mi aiuterà a chiarirmi. Intendo cosa ne pensate (spiegandovi bene: solo in questo modo sarò aiutato ad assolvere il mio compito) tra due opzioni: 1. Trier è un velleitario, che ha voluto fare un film alternativo (al cinema, al sistema borghese...), ma ha sbroccato di brutto, facendo una cosa vecchia (anni 70) e falsa. Insomma: velleitario e ipocrita. 2. Trier è diabolicamente sottile: trascina lo spettatore in qualcosa che si presenta in un certo modo, ma in realtà ci racconta altro: ci racconta proprio del velleitarismo di certe pretese alternative e "dogmatiche"... Io sono partito dalla prima ipotesi immediatamente dopo aver visto il film (e avevo già scritto un commentino coi fiocchi...), ma lentamente sto scivolando nella seconda. Mi aiutate a decidere?
  • Discussione Pigro • 15/04/10 17:53
    Consigliere avanzato - 1477 interventi
    Aggiungo una cosa. Ciò che mi ha più messo in sospetto è proprio il rapporto con i principi di Dogma, che questo film fa finta di applicare, ma che in realtà sconfessa bellamente (e che Trier non adotterà mai in tutta la sua filmografia). Perfino la cosa più "di verità" come è la penetrazione è in realtà una prestazione che è stata richiesta ad attori di film porno! Quindi, è un finto film Dogma: e proprio questo mi insospettisce. Tanto più che l'argomento stesso del film è proprio l'adesione alla realtà! Insomma, Trier dice di fare un film Dogma per ribaltare completamente i suoi principi, tant'è vero che subito dopo arriva a soluzioni opposte (musical, film girato su un palcoscenico...). Più ci penso e più mi sembra strano... Adesso basta perché devo correre all'appuntamento con Rebis, Buono e Undying!!!
  • Discussione Zender • 15/04/10 20:46
    Consigliere - 43835 interventi
    Non lo ricordo sufficientemente per dire che sconfessa il Dogma come dici, Pigro. Mi pare che l'utilizzo di attori porno sia stato dovuto a fattori contingenti, non a una scelta. Mi pare ci siano la camera a mano e molto altro che lo riconduca a un film Dogma. Però lo ricordo troppo poco. Posso dire che personalmente ho avuto una reazione simile per Dogville e dopo averci pensato su un po' ho optato per la vaccata.
  • Discussione Undying • 16/04/10 01:39
    Scrivano - 7638 interventi
    La visione risale a parecchio tempo fa, ma la sensazione che allora ne ricavai direi essere più questa: Pigro ebbe a dire: 1. Trier è un velleitario, che ha voluto fare un film alternativo (al cinema, al sistema borghese...), ma ha sbroccato di brutto, facendo una cosa vecchia (anni 70) e falsa. Insomma: velleitario e ipocrita. Penso che non riuscirei più a rivederlo: per perdermi magari un film peggiore ma che ancora non conosco...
    Ultima modifica: 16/04/10 01:40 da Undying
  • Discussione Daniela • 16/04/10 09:06
    Consigliere massimo - 5024 interventi
    Pigro ebbe a dire: sono incerto se è una vaccata o un buon film. Con certi film succede anche a me di non riuscire a formulare un giudizio, tanto è vero che, se mi hanno comunque colpito in modo particolare, concedo loro una "prova d'appello" dopo qualche tempo (mi è successo, ad esempio, con Magnolia). Non è questo il caso: Idioti non ho proprio voglia di rivederlo. Vaccata magari no (la definizione preferisco riservarla agli scult assoluti), presuntuoso si... e personalmente sono più propensa a apprezzare filmetti di serie B senza troppo pretese piuttosto che opere come questa, un "épater le bourgeois" irritante e fuori tempo massimo.. Quando al dogma, mi pare che von Trier ne abbia inventato le regole solo per il gusto di non rispettarle.
  • Discussione Rebis • 16/04/10 14:49
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Caro Pigro, con me e Von Trier caschi malissimo: se non avesse fatto Antichrist, Idioti, nella mia classifica di (non) gradimento sul regista si starebbe ancora beando del primato del peggio sul peggio (dal quale escludo solo The Kingdom per la bella ironia)… Non ho nessuna stima per Von Trier (non ho visto tutto ma molto e non ho gradito neppure Le onde del destino, tra quelli che citi), non lo ritengo diabolico ma abbastanza furbo, per quanto assolutamente incapace di mettere in scena un procedimento così complesso come quello che descrivi al punto due. Nemmeno velleitario perché argomenti nei suoi film ce ne sono. Per cui ti propongo una terza strada: Von Trier ha una sola (in)discutibile abilità, quella di intercettare il nervo scoperto dello spettatore (o di scoprirglielo con la forza); ciò fatto si accanisce fino allo stordimento salvo poi prospettare al pubblico un ventaglio (limitatissimo) di giustificazioni per dare sollievo ad un dolore che non ha nulla di reale e persuaderlo che quella soluzione accolta per disperazione ha un valore universale… io lo chiamo sadismo mascherato solo dai lambiccamenti dell’Autore. Piacerà a chi piace essere trattato in questo modo. Come ha già scritto Daniela i dettami del Dogma sono una sorta di autoregolamentazione non richiesta da nessuno ed esibita al pubblico solo per dimostrare quanto venga disattesa dagli stessi adepti: un procedimento onanistico e autoreferenziale che interessa e scandalizza (?) solo chi al giochetto ha deciso di dare un po’ di corda. Per di più l’uso delle comparse per le sequenze porno è dovuto a dei problemi performativi degli attori del film… quindi stando al Dogma quella scena non avrebbe dovuto realizzarla, e invece la realizza lo stesso con delle comparse perché tanto, chissenefrega, le regole le ha decise lui e basta, no?
    Ultima modifica: 16/04/10 14:50 da Rebis
  • Discussione Pigro • 16/04/10 21:54
    Consigliere avanzato - 1477 interventi
    Vedo che Trier non ha molti estimatori... Peccato perché a me i film che ho citato sono piaciuti proprio tanto. Mi piace molto quando un autore vive in un delirio tutto suo talmente eccessivo da diventare insinuante nella mente dello spettatore. Per esempio Le onde del destino sono un delirio da "fioretti di santa Eulalia" (come anche Dogville che sembra preso pari pari da un libro dell'Antico Testamento) talmente lucido e spietato da avermi esaltato (pur essendo fervidamente insofferente di santi, sante e libri sacri, sia ben chiaro!). Pure Dancer in the dark racconta di santificazioni, ma questo non mi è piaciuto, perché lì ci ho sentito un autocompiacimento piuttosto arido. Per farla breve, questo Idioti fa l'impressione - appunto - di un'idiozia, eppure... E poi è vero che le regole se le fa per poi fregarsene: ma è appunto questo il punto: pura autoreferenzialità o occasione per riflettere (in modo provocatorio: ma perché no?) sul senso della rappresentazione? Vabbè, volevo mettere su il mio commento domani, ma rimando ancora di qualche giorno: voglio pensarci bene...
  • Discussione Undying • 16/04/10 22:01
    Scrivano - 7638 interventi
    Pigro ebbe a dire: Vabbè, volevo mettere su il mio commento domani, ma rimando ancora di qualche giorno: voglio pensarci bene... Non farti condizionare dai giudizi qui presenti e scrivi del film quel che pensi realmente. Ho notato che a te Trier non dispiace, inserendo la segnalazione del passaggio televisivo di Dogville.
  • Discussione Rebis • 17/04/10 12:59
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Pigro ebbe a dire: Mi piace molto quando un autore vive in un delirio tutto suo talmente eccessivo da diventare insinuante nella mente dello spettatore. Per esempio Le onde del destino sono un delirio da "fioretti di santa Eulalia" (come anche Dogville che sembra preso pari pari da un libro dell'Antico Testamento) talmente lucido e spietato da avermi esaltato (pur essendo fervidamente insofferente di santi, sante e libri sacri, sia ben chiaro!). Pure Dancer in the dark racconta di santificazioni, ma questo non mi è piaciuto, perché lì ci ho sentito un autocompiacimento piuttosto arido. Per farla breve, questo Idioti fa l'impressione - appunto - di un'idiozia, eppure... E poi è vero che le regole se le fa per poi fregarsene: ma è appunto questo il punto: pura autoreferenzialità o occasione per riflettere (in modo provocatorio: ma perché no?) sul senso della rappresentazione? Ma sì, il cinema di Von Trier sbandiera continuamente fonti letterarie e saggistiche (penso anche a Medea, L’Elemento del Crimine e all’ultimo Antichrist con i titoli di coda che sembrano una bibliografia) bisogna poi valutare se questi testi valgono come fonte d’ispirazione oppure stanno lì con la pretesa di giustificare degli assunti personalissimi… Su di me invece il misticismo esercita un grande fascino per quanto io mi ritenga una persona fin troppo razionale, ma confesso che ne Le Onde del destino non ci trovo alcuna ascesi, ma semmai astuzia e supponenza, mentre Dancer in Dark mi è parso solo pura demenzialità. Fatico poi a intendere il suo cinema come “un delirio tutto suo” considerato sia il coinvolgimento che cerca di indurre nello spettatore sia il fatto che lui stesso si dichiara un provocatore intenzionale… Per finire, è vero, giova riflettere sui meccanismi della rappresentazione ma, per me, questo ha valore e senso quando si mette in crisi o in discussione un canone: nel caso del Dogma, mi sembra, siamo di fronte al poeta che scrive cose astruse (e magari pure affascinanti) senza conoscere la metrica o all’imbrattatele che vuol fare il rivoluzionario ma non ha nessuna cognizione della prospettiva…
    Ultima modifica: 17/04/10 14:41 da Rebis
  • Discussione Fauno • 26/03/16 13:52
    Compilatore d’emergenza - 2527 interventi
    Io a vedere questo film e soprattutto il suo epilogo mi son tornati in mente gli scherzi telefonici di chi faceva la voce da meridionale con delle minacce di morte "Nicò, so Salvadò, guarda che io non ho sbagliato numero, guarda che io t'accido", che poi guarda caso è finito quella volta che il medesimo ha avuto una signora dall'altra parte e le ha detto "Aaaah, ma io ho dei vecchi cont'in sospeso co' marito suo" E lei, con aria triste "Ma veramente mio marito è morto". C'è rimasto talmente di m...a che non si è più sognato di farle quelle telefonate". Ma c'è chi è più vecchio di me e tira ancora i petardi nelle piazze fino al 10 febbraio. Alla faccia di chi dice che solo i ventenni son malandrini...