Amore o qualcosa del genere

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Anno: 1968
Genere: drammatico (colore)
Note: Film presentato in Festival e trasmesso da televisioni private. Le poesie della protagonista sono state scritte da Peppe Loy.
Numero commenti presenti: 3

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/09/15 DAL BENEMERITO FAUNO
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Fauno 15/09/15 21:51 - 1907 commenti

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Lento finché si vuole, ma con un eccellente bianco e nero e un'ottima musica. Si affronta proficuamente uno dei grandi dilemmi della vita, ovvero il magone dovuto al non riuscire a ripetere con la stessa persona, a distanza di tempo, un periodo o un'esperienza meravigliosa; nel nostro caso sublime al punto da scatenare in lei la vena creativa di comporre poesie. La risposta del regista, esplicitata dalla reazione di lui (N.B. non di lei!), è lapalissiana: i miracoli si possono ripetere, a patto però di ignorare i precedenti... Fantastico, direi.
MEMORABILE: L'intervista all'inizio e la risposta a quei tempi censurabile.

Ronax 9/01/16 02:22 - 898 commenti

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Rimasto incompiuto per problemi produttivi e probabilmente mai distribuito nelle sale, il film di Partesano, regista attivo soprattutto in televisione, riscatta la banalità dello spunto - due amanti di un'estate che si ritrovano l'anno dopo senza riuscire a rivivere le emozioni della prima volta - grazie a una sceneggiatura che vaga piacevolmente senza una meta precisa, al tocco leggero della regia e alla freschezza dei due giovani interpreti. I nudi e le situazioni scabrose, come l'episodio del ricco guardone, erano più che audaci per i tempi.
MEMORABILE: Il concorso di poesia con la lampada gigante in premio.

B. Legnani 11/07/20 17:12 - 4688 commenti

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Inizio curioso: tedesca in ferie sulla Costiera l'anno prima, vi torna e cerca il ragazzo che le fece compagnia (e di più), ispirandole poesie con le quali ha vinto un soggiorno a Roma, ove se lo porta per ritrovare l'ispirazione. Il difetto di fondo è la trama ripetitiva: è un peccato, perché se i momenti clou (il guardone, la non-rapina) fossero stati più numerosi, il tedio, specialmente a metà dell'opera, non avrebbe preso il sopravvento. La misteriosa Strebel, vera e sognante, è adatta, Infanti pure, ma l'acerbità loro e della trama non fa decollare il film. C'è Busoni-Torrence!
MEMORABILE: Le scene, scabrose per l'epoca, girate con una certa grazia; Lei che, "durante", parla in tedesco.
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