"Only murders in the building" stagione per stagione

12 Novembre 2023

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PRIMA STAGIONE (2021, 10 episodi)

*** 10 brevi puntate di mezz'ora per risolvere un caso di omicidio verificatosi all'interno di un grande palazzo di Manhattan. La vittima è un giovane orientale (Cihi) non particolarmente amato dagli altri inquilini. Tra questi ultimi sono in tre a unirsi per cercare di capire cosa sia successo, dal momento che la polizia derubrica la morte a semplice suicidio. Sono tutti appassionati di un podcast di grande successo ("True crime") e decidono che le loro indagini meritano di comparire a loro volta in un podcast a episodi che chiamano per l'appunto "Only Murders in the Building". Charles (Martin), ex divo di un telefilm poliziesco Anni Novanta in cui interpretava Brazzos, erede dei tanti Kijak, Oliver (Short), regista teatrale di scarsa rilevanza e la decisamente più giovane Mabel (Gomez) cercano, attraverso un approccio amatoriale ma sfizioso, di lanciare il podcast dando modo alla serie di mescolare realtà e finzione e agendo su diversi livelli di intrattenimento: si strizza l'occhio ai nuovi social mentre si prova a intraprendere con un certo scrupolo la strada del giallo classico, inizalmente assai subordinato alle fasi da commedia. Le prime puntate infatti non funzionano granché: troppo dispersive, danno l'impressione di indirizzare la serie in una direzione vaga e poco efficace. Un'ampia sfrondatura avrebbe sicuramente giovato perché risulta difficile, ai registi che si alternano, bilanciare le due anime e la qualità dei dialoghi, nonostante la buona vena dei protagonisti. Il risultato insomma non pare proprio dei migliori: piazza accenni di battute modeste proponendo nel contempo una visione fastidiosamente banale nei confronti dei social media. Non è nuova l'idea di confondere i due piani di realtà (un tempo, invece che per un podcast, si fingeva di girare per un film o per una trasmissione televisiva, ma il concetto era il medesimo) né lo è quella di ambientare un caso di omicidio all'interno di un palazzo (l'aveva già fatto Allen con tutt'altra grinta e qualità nella scrittura umoristica). Tuttavia l'avere a disposizione dieci puntate permette di ampliare il raggio dei possibili colpevoli (ci finisce di mezzo addirittura Sting nella parte di se stesso, uno dei coinquilini dei nostri) e delle indagini, che inglobano più di uno spunto (relativamente) sorprendente. E' però solo dalla metà della storia in poi che la traccia gialla prende progressivamente il sopravvento sulla commedia portando la serie a stimolare con decisione la nostra attenzione. Le dispersioni diminuiscono e si segue meglio lo sviluppo del caso anche grazie all'introduzione di flashback chiave, che collegano il primo omicidio con un altro accaduto - sempre nello stesso palazzo - molti anni prima. Ci si aggancia insomma agli elementi tipici del genere per riassestare la sceneggiatura dosando sempre meglio gli spunti ironici che due cavalli di razza come Short e Martin - coppia affiatata fin dai tempi dei TRE AMIGOS e del POADRE DELLA SPOSA - sfruttano con bravura, nonostante l'età non più verde ne attenui la verve. Buona la trovata del ragazzo non udente con conseguente eliminazione delle voci in molte delle scene in cui è presente, eccellente la caratterizzazione di Amy Ryan, invecchiata a bella posta per essere affiancata a un Martin che deve apparire più o meno suo coetaneo. Selena Gomez chiude il cerchio senza brillare troppo ma rivelandosi funzionale per uno dei ruoli centrali. Finale in crescendo con soluzione classicissima ma condotta con coerenza e arguzia, per quanto si sfori abbondantemente nel grottesco nell'ultima parte perdendo ogni parvenza di plausibilità. (Marcel M.J. Davinotti jr.) 

*** Prima stagione molto gradevole che delinea i tratti caratteriali dei personaggi e intrattiene con un buon ritmo e con momenti divertenti e alcuni colpi di scena che vanno a irrobustire il meccanismo giallo-crime, che non è certamente la preoccupazione principale degli sceneggiatori. Svelare il mistero, almeno sul versante omicidio, non sarà impossibile: se non altro l'identità, perché per il movente il discorso è più complesso. I meccanisti narrativi sono quindi ben oliati e sanno anche riflettere sul genere. Buona la confezione e belle prove di un cast in buona forma, anche, o forse persino di più, nei comprimari. (Cotola)

*** Un regista in disarmo, un attore tv da tempo lontano dallo schermo, una ragazza con molti segreti: abitano nello stesso condominio di lusso newkorkese e li unisce la passione per il podcast "True Crime". Così, quando la polizia liquida la morte di un loro vicino come suicidio, cominciano ad investigare per proprio conto... Creata da Martin, una serie TV garbata che richiama le atmosfere alleniane di Misterioso omicidio a Manhattan. Più che la trama, anche qui contano i personaggi, tratteggiati con bonaria ironia ma con un sottofondo di amarezza e rimpianto che li rende vividi. (Daniela)

*** Dopo un omicidio in un lussuoso stabile di New York, tre condomini appassionati di podcast del genere “true crime” iniziano ad investigare. Prodotta da Disney una serie che combina il giallo con i toni della commedia retta da due assi del cinema americano, Steve Martin e Martin Short affiancati dalla giovane star Selena Gomez, con illustri partecipazioni straordinarie come quella di Sting. Ricca di citazioni, una serie dai dialoghi brillanti e dal ritmo elevato, con il plus di un'indagine con annessi colpi di scena. Godibile e destinata ad un pubblico anagraficamente trasversale. (Galbo)

**** Serie decisamente riuscita: ironica e veloce, riesce ad essere sia parodia che effettivo esercizio di stile sul genere giallo. La sceneggiatura si dipana in maniera spesso sorprendente, non perdendo mai d'occhio la rapidità delle battute, e la confezione è elegante con una bella fotografia e una adeguata colonna sonora. Ottimo il terzetto composto da Martin, Short e Gomez, con il primo piacevolmente tornato a recitare dopo un po' di tempo. Da non perdere. (Rambo90)

*** Buona serie grazie ad attori in parte e a una sceneggiatura che riesce a dosare piuttosto bene le informazioni sul caso che i tre riaprono e quelle sulla loro vita (ma non solo) pre incontro in ascensore. I botta e risposta funzionano piuttosto bene, anche se non tutte le battute sono allo stesso livello, come alcuni episodi. La simpatia e singolarità dei tre investigatori improvvisati, con tutti i loro problemi e traumi, resta comunque la chiave principale della riuscita di questo prodotto; e le varie piste abbandonate e riprese ne sono la linfa vitale. (Puppigallo)

**** Appassionante mix tra giallo comedy e drama. Martin; anche autore, è protagonista con Short e la Gomez, i tre sono appassionati di podcast (attualità eccola qua) crime e si troveranno coinvolti nelle indagini dell'omicidio avvenuto nel complesso in cui vivono. Colpi di scena continui e sensati, cosa non da poco al giorno d'oggi, personaggi ottimamente scritti e frizzanti dialoghi. I tre sono un fiume in piena, anche se Short merita la palma di migliore tra i migliori. Una serie fresca ed appassionante che merita assolutamente la visione. (Caveman)




SECONDA STAGIONE (2022, 10 episodi)
**! Seconda stagione che si ricollega direttamente al finale della prima. Stavolta i nostri dovranno difendersi da un'accusa di omicidio: ci riusciranno? Il "piatto" è più o meno quello, compresi gli ingredienti: ci sono i momenti divertenti, un po' di elementi thrilling e, ovviamente, qualche colpo di scena più o meno bene assestato. Stavolta si dà anche più spazio, forse troppo, ai retroscena familiari dei protagonisti (si pensi alla paternità di Oliver ma non solo) su cui si poteva anche glissare. Anche in questo caso il meccanismo giallo non è di quelli che avvincono inestricabilmente, ma visto il tipo di serie ci sta. Finale che, come nella stagione precedente, apre a un seguito. (Cotola)

***! Stessa formula della precedente, con un occhio in più per quanto riguarda le vicende personali dei tre protagonisti, cosa che qua e là allunga un po' il brodo, senza intaccare però la freschezza della serie. L'omicidio questa volta riguarda l'amministratrice di condominio del palazzo e questo permette di introdurre nuovi personaggi e di approfondirne alcuni secondari (come Tina Fey). Il trio è sempre in palla, con Short e Martin che se la cavano ancora alla grande e dispensano molte risate. La soluzione avverrà non senza colpi di scena e l'episodio finale, con la sua spiegazione, è un vero e proprio omaggio ai fan del giallo classico. Piacevole rivedere Shirley MacLaine. Notevole. (Rambo90) 


TERZA STAGIONE (2023, 10 episodi)
** Anche l'inizio della terza stagione si ricollega in modo diretto a quello della seconda, servendo subito allo spettatore un colpo di scena importante. Per il resto si seguono le strade del "capitolo" precedente, con il privato dei protagonisti che prende sempre più il sopravvento, mentre la detection è relegata sempre più sullo sfondo. Ciò non può non creare un calo di interesse, sebbene a tratti ci si diverta e il "prodotto" finale risulti comunque abbastanza gradevole. Qui in più c'è anche spazio per musica e canzoni, il che potrà irritare alcuni spettatori. Guest star di lusso Meryl Streep. Il finale apre quasi certamente a un'ennesima stagione. (Cotola)

**** Si torna ai livelli della prima stagione, sia grazie a una simpatica componente musical, che permette di fare satira sul mondo dello spettacolo in modo gustoso, sia grazie all'aggiunta nel cast di una Meryl Streep in gran forma. La componente gialla continua ad essere curata e a suscitare curiosità, tra colpi di scena e una soluzione non così facile da individuare. Martin è leggermente più in ombra, soprattutto rispetto a Short, davvero scatenato e con a disposizione la sottotrama migliore. Fantastico l'episodio con Matthew Broderick, che sfoggia grande autoironia. (Rambo90) 

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