Questa libertà di avere... le ali bagnate - Film (1971)

Questa libertà di avere... le ali bagnate
Locandina Questa libertà di avere... le ali bagnate - Film (1971)
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Anno: 1971
Genere: drammatico (colore)

Cast completo di Questa libertà di avere... le ali bagnate

Note: Aka "Dolce pelle di donna".

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Tutti i commenti e le recensioni di Questa libertà di avere... le ali bagnate

TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/12/20 DAL BENEMERITO FAUNO
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Fauno 31/12/20 23:59 - 2268 commenti

I gusti di Fauno

Capolavoro non solo per quel che dimostra con la scusa delle ali bagnate per lasciare tante buone idee incompiute ma anche per l'impostazione onirica, che vorrebbe coinvolgere le lotte politiche dell'epoca ma finisce inevitabilmente per cacciarle nel pentolone assieme a tutti i personaggi del film, che verranno inesorabilmente sconfitti (e guarda caso l'ultimo a cadere è proprio quello che sulla carta è il più riprovevole, ma anche l'unico capace e coerente). Estetica da urlo, non mancano neppure l'intellettuale e lo straordinario festino con gli hippies.
MEMORABILE: Ariannino Marchiapopulus; Il microbo della pace; Le accuse di Pierre a Robin; "Hai paura?" "Sì, perché io so solo programmare, tu sai anche agire".

B. Legnani 5/04/21 20:05 - 5697 commenti

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Strambissimo oggetto con gran titolo, di impossibile valutazione ponderata perché: 1) visibile in edizione monca; 2) dà l'idea di essere stato diretto da mani diverse; 3) alterna momenti incomprensibili (come i giornali iniziali) a trovate sorprendenti e azzeccate; 4) inserisce personaggi centrati (come quello della Benussi) e altri sballatissimi (il folle Mazzinghi). Come se non bastasse, in un cast che non ha grandi attori, i quattro più presenti sono perfetti per il ruolo da ricoprire. Il film è un continuo saliscendi, che talora attrae magneticamente, talora fa scuotere il capo.
MEMORABILE: La sorprendente apparizione del fucile; La Benussi preme il bottone; La fresca bellezza della Calderoni.

Myvincent 13/05/21 08:25 - 4087 commenti

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Pastrocchio settantiano, si "avvale" di dialoghi aberranti dentro a una storia a dir poco delirante che è inutile stare a ricostruire. Uno di quei film psichedelici in cui le pretese socio-politiche, figlie del ribellismo sessantottino, sono solo il pretesto per mostrare nudi femminili e scene di lesbismo. Merito di Femi Benussi, protagonista qui dedita anche alla body-art! Ci sarebbe stato bene come protagonista il buon Gianni Macchia.

Marcolino1 19/05/21 14:54 - 558 commenti

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Inizia con l'affabulazione che si ricongiunge ad una morale-non morale impostata, a partire dal titolo, sulla contraddizione. Tale originalità è seguita da un assemblaggio di tematiche sessantottine scontate e prevedibili, un breve segmento più registicamente polselliano teatrale-onirico (dopo i titoli di testa vagamente godardiani) e l'introduzione di un personaggio positivamente bizzarro. L'identità personale dello stile e del linguaggio cinematografico sfugge, ma la provocazione stimola disquisizioni infinite. L'ideologia in buona fede rimane sparuta tra le posizioni accomodanti.
MEMORABILE: Il microbo della pace; "Morirete di pace poiché non potrete curare la guerra";  La riscrittura di Tolstoj; La cocorita con le ali bagnate.

Ronax 2/07/21 00:52 - 1455 commenti

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All'inizio dei '70, mentre il cinema italiano ufficiale tornava alla normalizzazione una volta esaurita la spinta sessantottina, il filone contentastario proseguiva con opere sotterranee destinate a una circolazione marginale e semiclandestina, dai contenuti spesso deliranti e fortemente contaminate da elementi erotici. Tipico esempio ne è questo film, sulla carta diretto da Santini ma dietro cui si sente la mano di Polselli, autore di soggetto e sceneggiatura. In un contesto a dir poco farneticante, un plauso va comunque alla brava Femi, unico personaggio minimamente credibile.
MEMORABILE: Il body painting sulla Benussi; I primi piani sul viso della Calderoni.

Geppo 30/07/21 12:38 - 319 commenti

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Il titolo (molto bello) spiega, in senso figurato e psicologico, la trama della pellicola. Durante la visione si ha addirittura la sensazione di assistere a un'opera teatrale, grazie alla scenografia e alla sceneggiatura scritta da Polselli. Il tutto quasi ambientato all'interno di una villa molto elegante (a parte le scene finali girati sulla spiaggia). La storia è composta da diversi personaggi abbastanza cinici (con tanto di ricatti e delitti). Ottimi Mark Damon e Femi Benussi (con acconciatura bionda), poco curata la colonna sonora; comunque un film da riscoprire.
MEMORABILE: Il soffocamento con il gas; Le scene girate sulla spiaggia; La locandina del film.

Schramm 12/01/22 13:41 - 4089 commenti

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L'incipit è quintessenziale della polselleide e nel suo dare la grammatica in pasto al tritolo ventila baccanali dei più dissoluti a chi nel cinema cerca un'equazione manicomiale. Il tempo di prelibare frane sintattiche sataniche, e il grosso della pacchia finisce bruscamente. Da lì, la follia ronza solo in quotes che paiono sonniloqui di uno Tzara con 39 di febbre (Ariannino Marchiapolus santo ed eroe subito!) e circostanze che sono un precipitato di patafisica degenerata in volo per Faenza. Si ghigna ma la compostezza registica di Santini tiene in cattività il Renato più sedizioso.

Panza 24/03/22 21:10 - 1957 commenti

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Accantonato ogni riferimento alla contestazione studentesca, a dispetto di quanto mostrato nel prologo dove si vedono diverse prime pagine dell'Unità, la pellicola si concentra piuttosto su una strana storia ambientata in una villa ove si muovono diversi personaggi. Colpiscono solamente le bizzarrie linguistiche di certi dialoghi, tipiche della penna di Polselli, purtroppo abbastanza contenute dato che, specialmente nel secondo tempo, l'opera prende un piglio serioso che suscita sbadigli sino a un finale davvero tedioso. Memorabili gli interventi del personaggio di Piero Mazzinghi.

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  • Discussione Fauno • 1/01/21 00:24
    Formatore stagisti - 2772 interventi
    Dovevo per forza lanciare la bomba sul filo della sirena. Non è stato così facile, ma ce l'ho fatta. Il commento non si addentra troppo nei meandri del film proprio perchè lo si può interpretare in molte maniere, tutte comunque accettabili, fino a considerarlo simile a due matti che si chiedono:
    "Dove vai?"  "Al cinema"  "Cosa vai a vedere?" "Quo vadis" "Cosa vuol dire?" "Dove vai?" "Al cinema" ...

    Ma alla fin fine è un film sull'incoerenza, che dimostra come alla fin fine le ali bagnate sono una scusa, che chiunque ha la vitaccia che si merita, perchè se non si hanno coerenza e volontà non c'è ala di turbogetto che tenga... o si resta nei confini chei ci si è creati o ci si schianta al suolo. Quindi direi che è più anti che pro-sessantottino...e soprattutto anti-supercazzole...

    La Torosh non la si distingue, ma mi sa che la Mancini, non accreditata, la si veda eccome. Sembrerebbe esserci anche Bruna Beani. L'impronta polselliana la si sente, anche se non ci si spinge alle protratte stravaganze euforiche tipica del Maestro. C'è molta eleganza e tantissima raffinatezza estetica, sia negli abiti femminili che nella splendida e sontuosa villa...

    Mentre la Benussi gioca più il ruolo della bella che viene sconfitta dalle scelte sbagliate, la Calderoni è una perfida e furba approfittatrice, e si supera quando è talmente brilla da dire di preferire salire anzichè scendere le scale per paura dei capogiri, in quanto la sua scelta determinerà il tragico epilogo.

    Fra i film ai quali poterlo riallacciare o quantomeno collegare, ricordo senz'altro La verità secondo Satana, Lo strano ricatto di una ragazza perbene e Perversione-Diario di un assassina.

    Se non altro abbiamo terminato in bellezza un anno scalognato come quello appena trascorso ;-) ;-)



  • Discussione B. Legnani • 1/01/21 00:28
    Pianificazione e progetti - 15282 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Dovevo per forza lanciare la bomba sul filo della sirena. Non è stato così facile, ma ce l'ho fatta. Il commento non si addentra troppo nei meandri del film proprio perchè lo si può interpretare in molte maniere, tutte comunque accettabili, fino a considerarlo simile a due matti che si chiedono:
    "Dove vai?"  "Al cinema"  "Cosa vai a vedere?" "Quo vadis" "Cosa vuol dire?" "Dove vai?" "Al cinema" ...

    Ma alla fin fine è un film sull'incoerenza, che dimostra come alla fin fine le ali bagnate sono una scusa, che chiunque ha la vitaccia che si merita, perchè se non si hanno coerenza e volontà non c'è ala di turbogetto che tenga... o si resta nei confini chei ci si è creati o ci si schianta al suolo. Quindi direi che è più anti che pro-sessantottino...e soprattutto anti-supercazzole...

    La Torosh non la si distingue, ma mi sa che la Mancini, non accreditata, la si veda eccome. Sembrerebbe esserci anche Bruna Beani. L'impronta polselliana la si sente, anche se non ci si spinge alle protratte stravaganze euforiche tipica del Maestro. C'è molta eleganza e tantissima raffinatezza estetica, sia negli abiti femminili che nella splendida e sontuosa villa...

    Mentre la Benussi gioca più il ruolo della bella che viene sconfitta dalle scelte sbagliate, la Calderoni è una perfida e furba approfittatrice, e si supera quando è talmente brilla da dire di preferire salire anzichè scendere le scale per paura dei capogiri, in quanto la sua scelta determinerà il tragico epilogo.

    Fra i film ai quali poterlo riallacciare o quantomeno collegare, ricordo senz'altro La verità secondo Satana, Lo strano ricatto di una ragazza perbene e Perversione-Diario di un assassina.

    Se non altro abbiamo terminato in bellezza un anno scalognato come quello appena trascorso ;-) ;-)




    Questo è un grande recupero. Davvero.
    Applausi.
    Poi, magari, avremo pareri divergenti, ma ciò non toglie che l'inserimento sia da encomio incondizionato.
  • Discussione Fauno • 1/01/21 18:47
    Formatore stagisti - 2772 interventi
    Per completezza incollo qui il mio primo commento, che, in accordo con la Direzione, ho preferito cambiare perchè era troppo divagatorio. In effetti se parlavo in prima persona plurale era solo perchè farlo alla terza persona mi avrebbe portato via molto più spazi e non ci sarei stato dentro, solo che a quel punto l'assieme del discorso poteva sembrare più una mia filosofia personale o addirittura una lezione di morale più che un commento cinematografico. Lungi dalle mie intenzioni.
    E' però vero che condivido spassionatamente quanto espresso dal regista nel film, e scorgo più che mai attuali gli atteggiamenti assolutamente deleteri di questi personaggi, specialmente, ahinoi!, nel mondo della politica.

    Ecco quindi il mio commento di ieri:

    L'inizio con voce fuoricampo sembra il non-sense più totale, ma alla fine sarà fin troppo chiaro a che cosa si riferiva. Il punto fondamentale, che salta fuori a più riprese e in quasi tutti i personaggi, è proprio quello delle ali bagnate, con le quali è impossibile volare. Ebbene, le ali non si bagnano da sole, le bagniamo noi allorché rimaniamo con tante belle idee e tanti bei principi che non fanno una piega salvo poi farcela sotto al momento diconcretizzarli o finalizzarli. Fare i matti è fantastico, ma se matti non siamo il farlo è un lusso non alla nostra portata.
    Ultima modifica: 1/01/21 18:49 da Fauno
  • Discussione Schramm • 9/01/22 18:26
    Scrivano - 7844 interventi
    ...ah, la bellezza-fortuna di aver visto un telecinema casereccio rovinatissimo e sballonzolante che sembra venire dagli scantinati degli anni 30 tutto - specie nel quarto d'ora final e- macchie di rorschach, cadute di fotogrammi, metri di pellicola semibruciata, pastellate alterazioni cromatiche tra il verde il rosé il giallo ittero e il magenta, fuori quadro e fuori fuoco continui, un ciclico ronzio da calabrone che fa fare ipnotico saliscendi all'audio e strapponi con personaggi che scompaiono e riappaiono spostati di qualche metro. dà quel che di lisergico a un plot che è un salmo responsoriale di pura farneticazione e a dialoghi che paiono venire da tristan tzara con 39 e mezzo di febbre. peccato che polselli abbia abdicato registicamente (ma la mano nel folle incipit è indubbiamente sua e lasciava presagire tanto di superdelirio fotonico alla verità secondo satana) e che santini opti per un composto taglio visivo che lo ingessa, rendendolo raffermo e tedioso.

    cosa sarebbe stato un passaggio tv locale d'epoca con annesse interruzioni pubblicitarie non meno deliranti!! (vero, mco?!)
  • Discussione Fauno • 10/01/22 12:04
    Formatore stagisti - 2772 interventi
    Sarebbe stata semplicemente una proiezione alla boia, perchè interrompere un film simile è un crimine contro l'umanità. Ed è proprio l'inizio delirante che non ti farebbe mai più staccare fino a che non te ne fai una ragione...chiaro che lo puoi trovare noioso per una caterva di motivi, ma i messaggi e le componenti ci sono tutte...