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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Con qualche licenza rispetto a quanto realmente accaduto, Mario Soldati racconta la vicenda della principessa Tarakanova (il cui nome qui assegnatole di Elisabetta non è quello col quale era nota di Principessa Vladimirskaja), avventuriera russa che a metà del Settecento fece tremare Caterina II dichiarandosi figlia dell'imperatrice Elisabetta Petrovna. Dalla Francia dove risiedeva pare sia stata anche in Germania e a Venezia, dove nel film la vediamo vivere costantemente consigliata dal principe Radziwill (Karl), che trama per poterla un giorno sostituire all'imperatrice Caterina (Prim). Quest'ultima, venuta a sapere dell'esistenza di Elisabetta, spedisce a Venezia il fedele collaboratore Conte Alessio Orloff (Willm) con l'obiettivo di farla...Leggi tutto sedurre e salire con lei su una imbarcazione che la condurrà in Russia. L'incontro tra i due avviene in una Venezia in festa per il carnevale, cui Elisabetta (Vernay) dovrebbe partecipare con uno splendido vestito del quale Orloff ha avuto in segreto dai suoi collaboratori il disegno; ma quella sera Radziwill la costringe a rimanere in casa: nel caos il rischio è di non poterla proteggere a sufficienza. Ceduto il prezioso vestito e la maschera alla cameriera (Magnani), senza saperlo fa sì che sia lei ad essere avvicinata dal Conte convinto di aver a che fare con la vera Tarakanova. Un equivoco che non impedirà poi ai due protagonisti di conoscersi e di farli inevitabilmente cedere all'amore. D'altronde Elisabetta (Vernay) è "quasi una bambina, deliziosa del resto" (così la definisce il Conte in una sua lettera da Venezia facendo subito scattare la gelosia di Caterina) e lui un uomo non indifferente al fascino femminile. Si aprirà in questo modo un melodramma destinato a trascinarsi prevedibilmente, tra lacrime e struggimenti, fino alla conclusione. In una Venezia che si fonde chiaramente in alcuni frangenti con Cinecittà, si procede tra interludi “russi”, con la Prim che con enfasi teatrale fa di tutto per dimostrarsi arcigna e perfida, lunghi festeggiamenti carnevalizi e qualche fase in cui vediamo la principessa seguire le indicazioni di Radziwill, che le spiega come comportarsi in pubblico, cosa dire o anche come salutare solennemente i soldati pronti a partire per la Russia in missione segreta (tra di essi un Alberto Sordi ancora diciottenne - la stessa età della Verney – ampiamente riconoscibile in un paio di bei primi piani muti nell'ultima parte del film). Costumi e ricostruzioni nella norma e una recitazione complessivamente valida. E' ciò che permette al film di lasciarsi vedere insieme a qualche scorcio interessante, alla bella atmosfera e a scene che non la “buttano in caciara” come spesso capitava al tempo: pochissimi scontri a fuoco, una misura apprezzabile in regia. Certo visto oggi i suoi anni li mostra tutti, ma la curiosità di ritrovare un Sordi giovanissimo e una Magnani alle prime armi (nel ruolo della cameriera della principessa, scaricata brutalmente dal Conte quando durante un giro in gondola capisce di aver sbagliato persona) contribuisce a restituirgli un certo interesse. Incantevole la Verney.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/05/20 DAL BENEMERITO MARKUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 28/05/20
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Markus 27/05/20 18:18 - 3230 commenti

I gusti di Markus

La Venezia settecentesca è lo scenario di questo dramma pseudo storico che vede l'innamoramento, non previsto e per questo punito, tra una giovane principessa e un conte. L'opera appare dedita allo strappare lacrime e a far di tutto per poter rendere - all'epoca - un'operazione trionfale sotto l'aspetto della messa in scena e dei costumi. Si tratta però di una melassa straziante e già allora di vecchio stampo; il film non riesce mai a essere avvincente. Si segnalano due giovani che faranno carriera: Alberto Sordi e Anna Magnani.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 27/05/20 19:40
    Consigliere - 43808 interventi
    Nel ruolo di un soldato partito da Venezia per la Russia anche un giovanissimo Alberto Sordi, all'epoca appena diciottenne. Non parla ma nel finale si guadagna un primo piano: