Il pugnale scomparso

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Titolo originale: Charlie Chan at the Opera
Anno: 1936
Genere: thriller (bianco e nero)
Note: Fa parte della serie di Charlie Chan.
Numero commenti presenti: 4

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/08/15 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 12/08/15 16:34 - 7406 commenti

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Sembra una sorta di variante de Il fantasma dell'opera questa nuova avventura del detective con gli occhi a mandorla. Stavolta l'elemento investigativo è meno presente che in altre pellicole della serie mentre c'è più "azione". Non c'è tanto mistero sul chi e francamente nemmeno sul come: o almeno così sembra. Perciò la tensione latita abbastanza ma alla fine c'è un colpo di scena che per l'epoca doveva essere ancor più incredibile. In definitiva l'episodio è comunque gradevole e presenta prestazioni attoriali migliori di altre occasioni, con un Karloff che ovviamente giganteggia su tutti.

Rambo90 11/07/16 17:48 - 6278 commenti

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Uno dei migliori capitoli della lunga saga su Chan: l'intreccio, pur non essendo particolarmente intricato, sa costruire personaggi più forti del solito. Inoltre giova la forte personalità di Karloff, alle prese con un personaggio molto drammatico e che sa incutere paura ma anche pena al tempo stesso. Oland al suo fianco appare attore più modesto, ma comunque abile come sempre nel tratteggiare il detective. Non male il ritmo, non appesantito nemmeno dagli intermezzi musicali, che anzi sono funzionali alla storia. Notevole.

Rufus68 26/01/17 21:37 - 3016 commenti

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C'è tanto di simpatico e nulla di rilevante in questa operina gialla. La trama ha il punto di forza nel proprio stesso svolgimento; solletica la consueta domanda: "Bah, vediamo un po' che succede". Oland, ossequioso e atarassico, fa storia a sé: più di Rathbone o Gabin (che incisero nella memoria dei cinefili indimenticabili Holmes e Maigret) egli statuisce una volta per tutte il personaggio di Earl Biggers. Oland è Charlie Chan e basta. Il resto è contorno.

Myvincent 5/06/20 07:26 - 2502 commenti

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Un'altra avventura per l'investigatore dagli occhi a mandorla che non lesina mai di fare deduzioni geniali e snoccialare saggezze cinesi (fin troppe). La scena inizia in un manicomio e si sposta in un teatro d'opera dove, fra azione e confusione, si sparge il panico per la presenza di un presunto assassino. Karloff è al centro della scena col suo personaggio cupo e lo sguardo annerito ma vibrante di umanità e pietas. Senza di lui il film non avrebbe le stelle per illuminare una trama che assomiglia a mille favolette "gialle" sparse qua e là nella letteratura di genere.
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