Il passo del grande Buddha

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Titolo originale: Dai-bosatsu tôge
Anno: 1966
Genere: arti marziali (bianco e nero)
Note: Aka "Sword of doom", "Il passo del grande Bhudda", "Il passo del grande Buddah".
Numero commenti presenti: 3

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/06/17 DAL BENEMERITO GIùAN
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Giùan 15/06/17 11:04 - 3459 commenti

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Lo spietato samurai Ryunosuke, affiliato al clan della Shinsengumi, semina odio e raccoglie (tentativi di) vendetta. Il film di Okamoto smantella il mito del Samurai, facendo del suo (anti)eroe una esasperata incarnazione del male per il male. Così al di là di una trama contorta e di un metraggio pesante, resta indelebile nella memoria la performance mefistofelicamente carismatica di Nakadai, "terminator" sociopatico, strupratore senza scrupoli (baratta sesso con una donna, venendo meno alla promessa fattale di non ucciderne il marito), nichilista e dissoluto.

Rufus68 3/03/18 00:09 - 3394 commenti

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Elegante chambara (al netto di qualche punto morto) in cui furoreggia un incredibile Nakadai. Il primo omicidio, insensato, reca il protagonista (come ne "Il vecchio marinaio") a una spirale di morte e abiezione: dapprima agisce come trasognato, con crudeltà psicopatica, quindi inizia a dubitare e a riconoscersi per ciò che è; una rivelazione, questa, che lo porterà alla follia e a un ultimo cruento massacro. Nakadai domina incontrastato e la sua vitrea fissità che, infine, si distorce in uno sguardo allucinato ha qualcosa di scespiriano.
MEMORABILE: Il combattimento nella neve, la follia, il massacro finale.

Fulleffect 18/09/21 10:16 - 96 commenti

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Chambara atipico che vede come protagonista un samurai senza scrupoli che, una volta scoperto di non essere imbattibile, scivola lentamente nella follia. Il film è ricordato per alcune delle sequenze di combattimento all'arma bianca più belle del genere, estetizzate in maniera impeccabile grazie alla bellissima fotografia e all'ottimo uso del montaggio. Fantastica la caratterizzazione del protagonista (uno straordinario Tatsuya Nakadai) che diventa preda dei suoi demoni. Ci sono alcune situazioni inutili che sarebbero dovute servire come base per un seguito, mai realizzato.
MEMORABILE: La carneficina sul sentiero di montagna perpetuata dal protagonista contro i samurai in cerca di vendetta, quasi interamente girata in piano sequenza.

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