Dov'è finita la settima compagnia?

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Mais où est donc passée la 7ème compagnie
Anno: 1973
Genere: commedia (colore)
Note: Aka "Dov'è finita la 7a compagnia?" o ""Dov'è finita la 7 compagnia?". Seguito da "Tre eroi in fuga" (1975) e 2La 7ème compagnie au clair de lune" (1977).
Numero commenti presenti: 1
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Durante la ritirata causata dall'avanzata nazista del 1940, la settima compagnia francese finisce facile preda dei militari tedeschi in una radura. Qualcuno però riesce a fuggire nei boschi, dandosi alla macchia: sono un sergente (Mondy) e due soldati semplici (Lefebvre e Maccione), che circondati ovunque da armate nemiche si disperdono nella campagna francese pensando prima di tutto a sopravvivere. Il film non racconta molto altro dopotutto, ma l'aver saputo ritrarre umanamente i tre protagonisti (ai quali si aggiunge presto un tenente sopravvissuto all'abbattimento del suo velivolo), capaci di deridere il rigido esercito nazista, gli ha fatto guadagnare un ottimo successo (ben tre i seguiti!). Per Maccione eccellenti i riconoscimenti...Leggi tutto d'oltralpe, dove ha saputo costruirsi una parte importante della propria carriera d'attore: nei panni del soldato Tassin non ha in realtà modo di esprimere troppo la caratteristica verve, ma si integra bene nel particolare clima del film, che non ha il sapore della farsa ma che come commedia militaresca trova qualche buon momento manentendosi comunque in piedi grazie alla bravura del cast e a una confezione di livello ravvisabile fin da subito con le discese degli Stukas tedeschi tra le camionette francesi. Funziona bene l'idea dei tre soldati che si spacciano – agli occhi dei compatrioti civili che incontrano - per un avamposto pronto a sorprendere il nemico nel caso questi dovesse - hai visto mai... - retrocedere (la linea di difesa è ormai distante e loro sono rimasti indietro senza nessuna voglia di combattere). Divertente il malcelato disprezzo della signora che li ospita e ne intuisce lo scarso coraggio, ma risultano moderatamente piacevoli anche le soste tra gli alberi o il bagno nel lago (dove il sergente azzarda una nuotata a stile libero che anticipa nettamente quella comicissima del Villaggio fantozziano), la caccia al coniglio e il finale emblematico sul mezzo corazzato sottratto ai nemici. Per quanto si rilevi la perdurante latitanza di una sceneggiatura che possa donare un'ossatura davvero brillante al tutto, a colpire positivamente sono l'ambientazione solare nel verde e l'atteggiamento indolente (ma mai in modo ostentato) dei tre, col sergente che di tanto in tanto si ricorda di avere delle responsabilità e i due sottoposti che (almeno inizialmente) sembrano curarsi poco o niente di coltivare uno spirito guerriero. Ironico (nonostante qualche momento di ferocia, siamo pur sempre in guerra), un po' fiacco ma dotato di una bella vena mordace che innerva il filo conduttore e di un approccio che furbescamente copre una poco esaltante fase della storia transalpina raccontando di singoli gesti non troppo volontariamente eroici condotti con una bonomia di fondo vicina allo spirito di certa commedia italiana. Piuttosto innocuo, ma ha dato al suo regista (e sceneggiatore) Robert Lamoureux di che vivere per molti anni visto che, insieme ai tre seguiti, il film costituisce più della metà della sua carriera artistica.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/12/12 DAL BENEMERITO PANZA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/11/20
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Panza 21/12/12 15:47 - 1506 commenti

I gusti di Panza

Insulsa pellicola militaresca girata secondo gli standard francesi, quindi molto diversi da quelli italiani. Il film non si svolge in caserma, ma racconta una storia che è similare a molti film con Franco e Ciccio. Dopo 15 minuti iniziali molto piatti si passa al vero film, farcito di battute volgari e situazioni che vorrebbero far ridere ma non lo fanno. Lamoureux attinge a una sua vicenda personale e comunque lo sforzo produttivo è visibile, ma la pellicola non fa proprio ridere. Stranamente in Francia ebbe molto successo.
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