Delitto impossibile

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1967
Genere: giallo (colore)
Note: Film tv di 100 minuti andato in onda per la prima volta il 2/07/1967.
Papiro: elettronico

Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Dall'opera di Ernest Dudley e Arthur Watkyn una riduzione italiana - adattata da Francesco Ceschi e diretta da Sergio Velitti per la Rai - che segue i canoni del teatro televisivo del tempo. Questo significa, innanzitutto, tempi dilatati e un'impostazione fin troppo enfatica nella recitazione che ne compromette in parte il risultato. Si apre su Massimo Serato: nel ruolo di Brian Cartwright spiega al proprio maggiordomo (Garay) come dovrà accogliere in sua assenza un giornalista (Dettori) che vorrà vedere la casa perché lì si verificò tempo prima un omicidio. Arrivano invece quattro amici di Brian, sconvolti: in auto, dopo una festa, hanno investito un uomo e non hanno avuto il coraggio di fermarsi per...Leggi tutto soccorrerlo. Spiegano il loro dramma a Brian il quale, tuttavia, riferirà in privato a uno di loro (Volpi) che non ha intenzione di tenere la bocca chiusa: se vorranno il suo silenzio lo dovranno comprare a caro prezzo, e per questo li convoca tutti e quattro a casa propria il martedì successivo. Manco a dirlo, qui l'uomo verrà ucciso, durante un improvviso black out mentre risponde a una telefonata. Gli amici lo ritrovano morto in soggiorno con la porta d'ingresso chiusa dall'interno. Il classico delitto in camera chiusa, in poche parole, sul quale subito comincia a far luce il criminologo (Checchi) che lo stesso Brian aveva convocato in casa insieme al giornalista di cui sopra (non voleva trovarsi solo in un momento tanto teso). Senza praticamente mai spostarsi dalla stanza, si avvieranno indagini destinate a chiudersi con un buon colpo di scena in grado di spiegare quello che a tutti gli effetti parrebbe davvero un delitto impossibile. La storia fila pur contando qualche intoppo nella spiegazione di alcuni particolari mentre il cast, di qualità, si ritrova al servizio di una regia poco capace di dare vivacità a un'opera decisamente sorpassata nella gestione dei tempi e nella sua impostazione eccessivamente teatrale. E se la soluzione (ad oggi un po' prevedibile, per chi conosce il genere) deve aver colpito all'epoca più d'uno, a non tornare sono le inspiegabili scelte di alcuni personaggi. Perché Brian ad esempio sfidi tanto apertamente chi vuole ucciderlo andandosi a chiudere nella stanza, mentre poco comprensibile è la resa del colpevole di fronte a prove inizialmente ben poco decisive. Anche nel campo del teatro filmato di casa Rai, insomma, si trovava di meglio, perché questa sorta di NODO ALLA GOLA casereccio fatica a coinvolgere e difetta nello stimolare l'attenzione necessaria a seguire la trama, che ha una sua inevitabile complessità logica come in quasi tutti i gialli di un tempo, quando ancora lo spettatore era disposto a concentrarsi a lungo. Ci si sofferma però troppo in fasi non necessarie aggravando il difetto con le pause che gli attori si prendono nel recitare. Lo spiegone interminabile di Checchi, di conseguenza e per citare un caso evidente, poteva essere facilmente sintetizzato per acquistare la giusta efficacia. Sapendo comunque a cosa si va incontro e mettendo in conto di rischiare l'assopimento, si può anche apprezzare.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/05/14 DAL BENEMERITO DUSSO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 13/05/22
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Dusso 2/05/14 17:11 - 1548 commenti

I gusti di Dusso

Buon giallo (di stampo britannico) con un delitto apparentemente impossibile avvenuto in una camera chiusa. Solito ruolo di simpatica svampita per la Sofio mentre notevolissimo è il cast maschile: ottimo Checchi come "investigatore", ancora un po' acerbo Dettori e forse esagerato Garay nel ruolo del rigido maggiordomo. Forse un po' troppo teatrale nella recitazione, specie inizialmente.

Myvincent 10/05/22 07:20 - 3189 commenti

I gusti di Myvincent

Da un soggetto di Dudley/Watkyn, un tipico giallo-rebus dalla risoluzione apparentemente impossibile, che vede un assassinio consumato in una stanza buia e chiusa a chiave dal di dentro. La paziente ricostruzione è in mano ad un ispettore (Andrea Checchi) attorno a cui ruotano svariati personaggi sospettabili. Un’occasione per godere di un modello recitativo d’altri tempi, in cui spiccano Serato, Volpi, Dettori e un’affascinante Luisella Boni. Un po’ troppo teatrale qui e là, ma dopotutto il racconto prevede un’ambientazione “ferma”.

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