Addio alle armi

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Titolo originale: A farewell to arms
Anno: 1932
Genere: guerra (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 4

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/07/12 DAL BENEMERITO GIùAN
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Giùan 15/07/12 14:38 - 3303 commenti

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Il masterpiece di Hemingway viene abilmente sfrondato da Borzage, il quale lo "acconcia" al suo stile intensamente minimalista, in cui le passioni degli uomini si misurano con i drammi della Storia. Il discorso antimilitarista, pur annacquato da ragioni censorie, è trasparente e i chiaroscuri di Charles Lang disegnano magistralmente lo stato di oppressione in cui si svolge la vicenda amorosa tra un Cooper nel pieno del suo fulgore divistico, nonchè della sua sicumera e la tenera, languida infermiera Hayes. Di struggente secchezza.
MEMORABILE: L'inquietante divario di statura tra la Hayes e Cooper; Il bombardamento sulla colonna militare che secondo alcuni avrebbe ispirato a Picasso Guernica.

Deepred89 10/06/15 14:25 - 3385 commenti

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Vetustissimo melodrammone guerresco elementare nella regia ma tutto sommato di piacevole fruizione, con ritmo discretamente sostenuto e una piacevole abbondanza di valori e romanticismo estremo. Cast tutto sommato funzionante e se talvolta scatta la risata involontaria essa concorre ad accrescere il fascino vintage. Non lascia moltissimo a fine visione, ma può andare.

Daniela 13/05/20 04:34 - 10348 commenti

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Anche se del romanzo di Heminguey resta ben poco, questa trasposizione è migliore di quella successiva diretta da Vidor: come di consueto, Borzage predilige toni intimistici, dando uno spazio preponderante alla storia d'amore tra il volontario americano e l'infermiera inglese, mentre la guerra sul fronte italiano resta quasi sempre sullo sfondo, a parte la sequenza che mostra lo sbando dell'esercito dopo Caporetto. La tematica pacifista resta sottotraccia, mentre il finale è tragico come nel libro con modifiche che ne accentuano il carattere melodrammatico. Film datato ma apprezzabile.

Anthonyvm 10/05/21 15:46 - 2743 commenti

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Poco apprezzato da Hemingway, si tratta comunque di un buon melodramma della Hollywood Pre-Code, quindi non del tutto reticente sul lato erotico (fra la parentesi feticistica della scarpina e il sesso extra-matrimoniale con sverginamento non sorprende che ci siano stati attriti con la censura, specie negli anni seguenti). Il focus si concentra sulla travagliata love-story dei protagonisti (tenera la Hayes, ottimo Cooper), lasciando l'elemento bellico in secondo piano (non male il montaggio muto che sintetizza Caporetto e la diserzione). Regia ed effetti visivi di grande suggestione.
MEMORABILE: Gli sfondi dipinti e i modellini; Il divertente Menjou; Il matrimonio segreto; L'infermiera ostile; Le lettere censurate; Il cimitero espressionista.

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