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LA VITA è UN GIOCO

All'interno del forum, per questo film:
La vita è un gioco
Dati:Anno: 2000Genere: commedia (colore)
Regia:Fabio Campus
Cast:Bebo Storti, Piero Gremignani, Niki Giustini, Graziano Salvadori, Evelina Gori, Riccardo Pangallo, Renato Sarti, Sabina Began, Katia Beni
Note:Aka "Denaro".
Visite:396
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Era l'epoca in cui Bebo Storti furoreggiava in televisione interpretando a “Mai dire gol” il personaggio del nobile toscano parolacciaro, vestendo in costume con lo sfondo dell'interno di una villa fiorentina. Naturale quindi che, per provare a esportare Storti al cinema, il regista esordiente Fabio Campus riprenda le caratteristiche del personaggio televisivo (il conte Uguccione) togliendone solo gli abiti d'epoca e facendogli subito perdere la villa in apertura. Resta l'ambientazione toscana (siamo a Firenze) con dialetto annesso, resta la tendenza ad abusare in volgarità (“Fatti i cazzi tuoi” diventa un vero tormentone), restano le debolezze per il sesso femminile e l’atteggiamento indisponente. La storia però, invece di indirizzarsi come pareva all'inizio verso un racconto delle difficoltà nella vita d’un ricco ritrovatosi improvvisamente povero (causa perdite al gioco), preferisce purtroppo la rivisitazione della commedia corale alla FEBBRE DA CAVALLO (con tanto di tappe all’ippodromo), senza poter però disporre di comprimari all'altezza. Storti non sarebbe nemmeno male come attore e certe uscite sono anche divertenti, ma i tre amici inseparabili che l'accompagnano assecondandolo (Piero Gremignani, Niki Giustini e Graziano Salvadori) non sono alla sua altezza e una regia tristemente televisiva completa l'opera rendendo il film decisamente insipido. Soprattutto nell'ultima parte, quando i quattro, dopo aver vinto qua e là cento milioni, approdano al Casinò di Saint Vincent sognando di sbancare: tutto ampiamente prevedibile, con un epilogo insopportabile.
il DAVINOTTI

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Cotola 9/9/10 14:01 - 7038 commenti

Spenta commediola a base di ricchi spiantati, debiti, gioco d'azzardo e via dicendo che non può contare su uno straccio di regia o di sceneggiatura degne di questo nome. Il solito tentativo (uno dei tanti) di sfruttare il comico televisivo di turno in ascesa: Bebo Storti. Anche i risultati sono i soliti: desolanti. La dimostrazione -ce ne fosse bisogno- che certi "personaggi" vanno bene a piccole dosi ma non reggono la lunga durata poiché, alla fine, non hanno molto da dire e mancano di vero talento.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)