Tutta un'altra vita

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Inevitabile sottolinearlo: il soggetto del film è quanto di più trito si possa immaginare, per una commedia italiana. Si è andati sul sicuro puntando a divertire sfruttando ciò che ai mariti su grande schermo viene più facile fare quando tradiscono le mogli: seppellire le poverette e chi sta loro intorno sotto una montagna di balle improvvisate con fantasia. L'effetto comico è assicurato. E infatti il Gianni di Enrico Brignano non fa che fingersi ricco con la bella di turno ideando ad uso e consumo della moglie mille inconvenienti che giustifichino le prolungate assenze da casa. Tassista frustrato adattatosi a una vita come tante, una volta entrato casualmente in possesso delle chiavi d'una villa superaccessoriata lasciate sul taxi da...Leggi tutto una coppia in partenza per le Maldive, vi si introduce appropriandosi della Lamborghini, degli abiti e in definitiva dell'identità stessa del padrone di casa (Sassanelli). A una festa conosce la splendida Lola (Spada), la rimorchia senza difficoltà, se la porta in villa, ci fa quel che s'immagina e il giorno dopo torna alla vita di ogni giorno come Cenerentola, preparandosi a ripetere l'esperienza poche ore dopo. Il film sta tutto qui, condito specialmente nella prima parte da un discreto numero di scene superflue (la lunga esplorazione domestica appena preso possesso del luogo è solo un esempio) che una colonna sonora davvero ben inserita riempie con furbizia mantenendo sufficientemente alti i ritmi. Ma se il film regge e fa sorridere il merito va ascritto in gran parte a un Enrico Brignano cui il ruolo del sognatore calza a meraviglia: interpreta al meglio il tipico maschio disilluso (fin quasi alla depressione) pronto a riprender vita - comunque senza eccessi - all'apparire della donna bella e impossibile. Per coprire la scappatella incappa in una moglie (Minaccioni) che non si tira indietro nel fargli notare ogni stramberia ma che in definitiva si mostra pronta a credergli, stranita dalle scuse “creative” che tutto sommato riescono a procurarsi un alone di assurda credibilità in grado di farle apparire plausibili. Molto meno presente in scena della Spada, la quale agisce da spalla di Brignano, la Minaccioni si produce in interventi azzeccati che, declinati in ovvio romanesco, aggiungono sale alla storia confermando l'attrice ai vertici di un ruolo chiaramente stereotipato ma che il suo effetto comico lo ottiene. Sceneggiato non così male come può sembrare, solo poco denso di battute come ci si aspetterebbe, il film si rivela più propenso a scandagliare - pur con molta superficialità - l'animo perennemente in subbuglio del protagonista, capace sempre di rispondere al volo alle domande più insidiose che lo smaschererebbero. Degli altri personaggi si ricorda solo lo stilista gay disegnato con acume e bella verve caricaturale da Maurizio Lombardi, presenza fissa alle aristocratiche feste. Sassanelli apre e chiude senza gloria mentre le scene finali col paracadute sul mare sembrano una ruffiana concessione a chi mal potrebbe sopportare la precedente chiusura “maschilista”. La “Vita in vacanza” dello Stato Sociale, onnispresente nel trailer, è nel film molto meno trainante ma indice di una colonna sonora ritmata che diventa accompagnamento fondamentale. A sprazzi ma si ride.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/09/19 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/09/19
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Markus 16/09/19 08:14 - 3327 commenti

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Tassista romano accompagna dei milionari in aeroporto. Questi lasceranno le chiavi della loro sontuosa villa in macchina... Il regista Alessandro Pondi sceglie la via del già visto, relegando quindi l'opera nel folto panorama dei film che sfruttano (talvolta anche bene) l'improvviso, effimero e fasullo benessere da parte di chi non ha i mezzi né il carattere per sostenerlo. Nonostante la basicità della scrittura la pellicola riesce qua e là a strappare un sorriso, grazie e solo a Enrico Brignano. La bella Ilaria Spada risulta convincente.

Digital 13/09/19 23:40 - 1122 commenti

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Quando a Gianni, tassista romano dalla vita routinaria, si presenta l’occasione di avere accesso a una meravigliosa villa momentaneamente disabitata, la sfrutta per vivere una vita al di sopra delle proprie possibilità. Commedia che centra il bersaglio di divertire, con battute che molto spesso favoriscono il sorriso e un Brignano letteralmente scatenato, capace, con la sua innata comicità, di tenere a galla praticamente da solo il film, non potendo contare su un partner all'altezza. Niente di memorabile, ok, ma spassoso quanto basta.

Gabrius79 15/09/19 03:48 - 1205 commenti

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La resa di Brignano al cinema non è mai stata al top, ma in questa occasione possiamo dire che rende meglio del solito grazie al suo modo di fare un po' stralunato e ad alcuni momenti che vanno a segno. Disseminati qua e là alcuni sorrisi che talvolta danno vigore a una sceneggiatura altrimenti scontata. Bene la Minaccioni che, pur non apparendo tantissimo, lascia il segno e conferma la sua innata simpatia, mentre la Spada se la cava al meglio e ci regala una deliziosa silhouette. Bene le musiche.

Rambo90 17/09/19 00:23 - 6424 commenti

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Commedia dallo spunto stravisto, tenuta in piedi da Brignano che con la sua naturalissima comicità strappa più di un sorriso. Purtroppo la sceneggiatura non gli serve granché, perché indecisa fino alla fine tra la farsa pura (dove funziona meglio) e la velleità di raccontare qualcosa sull'animo umano. Brava la Spada, così come la Minaccioni che è relegata però a semplice macchietta. Ritmo non sempre alto, non aiutato da una regia inesperta, ma la bravura del protagonista fa arrivare alla fine.

Corinne 3/10/19 19:36 - 405 commenti

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E' Brignano, con la sua comicità pulita e mai urlata, seguito a ruota da una Minaccioni che pur in un ruolo secondario l'aiuta a tenere in piedi la baracca, l'unica ragion d'essere di un film altrimenti piatto e noioso. La prima parte funziona abbastanza, in classico stile commedia degli equivoci, poi c'è una virata verso il sentimentale e un flebile tentativo di lasciare qualche sorta di morale, di messaggio e il soufflè si affloscia miseramente. Gradevole ma nulla di più.

Graf 24/09/19 14:24 - 700 commenti

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La storia di Gianni, taxista frustrato, è un'astuzia sfruttata dal cinema di ogni epoca e il film di Pondi non brilla certo per inventiva; la sceneggiatura è però semplice e scritta con attenzione: la riflessione minuziosa sui mutamenti d’animo che un simile salto può provocare in una persona non abituata alla ricchezza, le sfumature e i mezzi toni di una comicità non agevole e non affidata alle battute crasse e volgari accoratamente definita da Brignano, determinano la discreta riuscita di un film che ha il torto di avere un finale troppo pessimista.

Galbo 9/03/20 19:19 - 11445 commenti

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Una commedia che nasce da uno spunto vecchio quanto il cinema, quello dello scambio di persona e della ricerca di una seconda opportunità. Alle prese con un ruolo in apparenza poco attrattivo, Brignano tira fuori una delle sue migliori interpretazioni regalando al personaggio sfumature non scontate e trovando un ottimo feeling con le sue partner, la Spada e la Minaccioni. Alla fine, tra qualche gag riuscita e le buone intepretazioni degli attori il film riesce ad essere abbastanza godibile, nonostante le premesse.

Lupus73 22/03/20 16:48 - 680 commenti

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Un tassista prende il posto dei clienti in vacanza nella loro villa e ha una relazione extraconiugale. Fiacca commediola con sfumature vicine al surreale, alcuni spunti divertenti, ma in generale si respira stanchezza e la sceneggiatura non è particolarmente brillante. Nemmeno la comicità di Brignano (solitamente piuttosto effervescente) riesce a sollevare le sorti della pellicola, destinata a rimanere molto sullo sfondo dell'attuale commedia all'italiana. Se ne può fare tranquillamente a meno e optare per l'esilarante Un Natale per due.

Redeyes 11/04/20 10:29 - 2159 commenti

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Gianni cerca il botto col superenalotto e invece lo fa con un mazzo di chiavi che rivoluzionerà la sua routine ricordandogli l'importanza di sognare. Sceneggiatura abbastanza banale che tuttavia può contare su un ottimo Brignano e una Spada (oltreché bellissima) molto in parte. Lo sviluppo non ha grandi spunti comici, in questo senso la Minaccioni sembra col freno a mano tirato, ma i sorrisi che prevalgono sulle risate alla fine strappano la sufficienza. Fra lusso e curve mozzafiato un po' sogniamo anche noi maschietti.

Ira72 26/08/20 19:04 - 969 commenti

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Una commedia leggera, che vira talvolta sulle difficoltà quotidiane dell’italiano medio ma che vuole essenzialmente divertire. E lo fa discretamente, grazie ad un Brignano a cui le gag riescono particolarmente bene. La sceneggiatura non apporta nulla di nuovo ma, pur essendo déjà vu, mette il buonumore e intrattiene. Brave anche le due partner femminili (ia “borgatara” Minaccioni strappa più di una risata, forte anche di un look coatto che ne esalta il personaggio). Godibile e perfetto per una calda serata estiva senza pretese.
MEMORABILE: “Eri un principe e manco ce lo sapevi! Guarda come me butta!” Brignano, in smoking non suo, compiacendosi allo specchio.
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