L'amante sconosciuta

Media utenti
Titolo originale: Équateur
Anno: 1983
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Equator - L'amante sconosciuta". Tratto dal romanzo di Georges Simenon "Le coup de lune".
Numero commenti presenti: 1

LE LOCATION

I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/08/12 DAL BENEMERITO BUIOMEGA71
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Buiomega71 16/08/12 00:05 - 2231 commenti

I gusti di Buiomega71

Afoso, lascivo, adombrato da cinismo e perfidia che resta appiccicata sulla pelle. Gainsbourniano fino al midollo, tutto trasuda della poetica sporca e laida del musicista/regista maledetto. Pervaso da bellissime sonorità tribali, dal pezzo "Je t'aime moi non plus" sui titoli di testa, dalla bellezza sensuale, carnale e odorosa della Sukowa spregiudicata dark lady dall'animo nerissimo. Un viaggio nell'inferno africano e nelle maglie ingannatrici dell'amore e del sesso, dove Gainsbourg non ha pietà per nessuno. Stonano gli inserti hard, ma e peccato veniale. Straordinaria la fotografia di Willy Kurant.
MEMORABILE: La Sukowa e Huster fanno l'amore con sottofondo una musica tribale; L'allucinato processo farsa; Il viso lynchiano pieno di odio della Sukowa nel finale.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Buiomega71 • 16/08/12 09:47
    Pianificazione e progetti - 21759 interventi
    * Il film arrivò in Italia nel 1991, spacciato per un erotico con aggiunta di posticci inserti hard.

    * Il Mereghetti dà una trama errata del film (la Sukowa non vuol far cadere la colpa del delitto su Huster, ma su un indigeno locale).

    * Equateur fu una specie di Apocalypse Now per Gainsbourg: la lavorazione tardava a decollare, a causa della mancanza di fondi, Gainsbourg stesso pagò di persona la troupe che si era arenata tra condizioni di lavoro pessime e malarie.

    * Il film fu presentato a Cannes, fuori concorso, accolto da fischi e sghignazzi. Usì nelle sale francesi nell'Agosto del 1983.

    * Le scene hard sono state insertate in un secondo momento, si vedano i differenti cromatismi e la mano femminile con le unghie laccate di rosso che estrae il pene. La Sukowa, nel film, non ha le unghie smaltate!

    Fonti: Nocturno Book: Franceros.
  • Discussione Buiomega71 • 16/08/12 10:19
    Pianificazione e progetti - 21759 interventi
    L'ESTATE FRANCESE IN NERO

    Gainsbourg e solo Gainsbourg, se il film rispecchia il suo autore, Equateur e distillato puro del regista/cantante/compositore maledetto di Je t'aime moi non plus (mio cult assoluto) e Charlotte for ever.

    La storia, ambientata in un Africa coloniale sporca e maleodorante, e solo un pretesto per mostrare bassezze umane, cinismo, torride storie di amour fou, corpi nudi e sudati, ammantati di puzzo e carnalità, tradimenti e processi farsa che sanno di kafkiano allucinogeno.

    Ci sono tutti gli stilemmi del noir classico: i ventilatori , ambienti afosi chiusi e fumosi, la spietata e seduttiva dark lady (un odorosa e carnale Barbara Sukowa, di un fascino ipnotico, corpo nudo e voglioso, smaniosa e al contempo algida, che rivaleggia con la Kathleen Turner di Brivido Caldo), il protagonista con voce fuori campo, che casca nelle maglie perverse della "vedova nera", perdendo definitivamente la brocca.

    Ma a Gainsbourg interessa si e no l'aspetto prettamente noir, il suo e un cinema fatto di odori, lascività, sporcizia, cinismo, disprezzo per esseri infidi e gretti, facce patibolari della peggior risma.

    Se in Je t'aime moi non plus il rapporto tra il camionista gay di Joe D'Alessandro e l'androgina Jean Birkin era ora tenero, ora violento, ma comunque passionale, il rapporto Sukowa/Hustler e invece basato sulla menzogna, sull'interesse venale e gretto di lei, che si passa tutti gli uomini, che usa a piacimento il suo magnifico corpo per scopi oscuri e delittuosi.

    Da antologia la scena in cui confessa (a modo suo) l'omicidio a Hustler. Lei sotto a lui, nuda, piangente, ammantata da una luce bluastra quasi da morgue. Lui che non si lava da giorni, ubriaco di gelosia e alcool, ormai prossimo a perdere la ragione.

    Amore, odio, sesso , follia , dialoghi devastanti e sporchissimi. Due su tutti : La Sukowa a Hustler punto dalle zanzare :" Le zanzare continuano a pungerti, hai un corpo da checca!". Hustler alla Sukowa :" Parli bene il francese, ma da quella fogna ti escono solo parole da puttana".

    Un pò come ha fatto Tavernier in Colpo di spugna, anche il sommo Gainsbourg mostra un Africa colonizzata da francesi ottusi, razzisti, senza scrupoli e amorali, pronti a tutto per salvaguardare i loro interessi e omettere le loro colpe.

    Bellissima e cromatica la fotografia di Willy Kurant, e ipnotiche quanto travolgenti musiche tribali (su tutte quella in sottofondo alla scena d'amore tra la Sukowa e Huslter) composte dallo stesso Gainsbourg.

    Inutili e posticcie le due sequenze hard messe lì per far cassetta (un handjob e un blowjob), insertate malissimo con una specie di ralenti inutile quando gli inserts).

    Indimenticabile, poi, lo sguardo torvo della Sukowa che chiude il film, così lynchiano e spettrale.

    Puro cinema gainsbourghiano fino al midollo, chi non ama il poliedrico artista francese si astenga, gli altri si accomodino pure nella sua Africa torrida e ben poco turistica.
    Ultima modifica: 18/03/14 18:54 da Buiomega71
  • Discussione Zender • 16/08/12 14:02
    Consigliere - 43516 interventi
    E comunque s'è ristabilita verso l'alto la rassegna... Meno male.
  • Discussione Buiomega71 • 16/08/12 14:22
    Pianificazione e progetti - 21759 interventi
    Zender ebbe a dire:
    E comunque s'è ristabilita verso l'alto la rassegna... Meno male.

    Con pezzi da 90 come lo zio Gains era prevedibile, ma la strada e ancora lunga...