JFK revisited: Through the looking glass

MMJ Davinotti jr
Titolo originale: JFK Revisited: Through the Looking Glass
Anno: 2021
Genere: documentario (colore)
Cast: (n.d.)
Note: Nuove rivelazioni sull'omicidio di John Kennedy dopo la desecretazione di molti fascicoli sull'argomento. Ne esiste anche una versione lunga da 4 ore. Trasmesso (con sottotitoli nelle interviste e doppiaggio per la narrazione) da La7 all'interno della trasmissione "Atlantide".
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

A trent'anni di distanza dal capolavoro che seppe riaprire gli occhi all'America, Oliver Stone ritorna sul tema dell'omicidio Kennedy per raccontare dei passi avanti fatti da allora grazie soprattutto alla desecretazione di importanti documenti dell'epoca e per chiarire quanto non si possa più parlare di semplici teorie cospirative: chi sparò quel 22 novembre 1963 a Dallas non fu un killer solitario (Lee Harvey Oswald) ma chi partecipò a un complotto ordito quasi certamente dalle forze conservatrici americane per invertire drasticamente la rotta politica del governo, che "pericolosamente" deviava in direzione della pace, del ritiro...Leggi tutto del contingente americano dal Vietnam, di un rinnovato dialogo con l'Unione Sovietica e con Castro... Diversamente da JFK non siamo tuttavia di fronte a un'opera di fiction, di drammatizzazione, di ricostruzione attraverso (grandissimi) attori di una vicenda triste e complessa. No, questa volta Stone abbandona i grandiosi orizzonti di un lavoro cinematografico che dimostrò allora potenza evocativa inarrivabile per cimentarsi con la forma più tradizionale del documentario, naturalmente montato ad arte e costruito con grande attenzione nei confronti di chi potrebbe non conoscere affatto tutto ciò che si nasconde dietro all'omicidio Kennedy. Ritorna in scena la famosa "pallottola magica" (quella che dal corpo del Presidente perforò la coscia dell'autista passando per il suo polso), qui ancor più ridicolizzata nelle sue folli traiettorie di quando la incontrammo sulla lavagna di Kevin Costner/Jim Garrison. Ma altre parti importanti riguardano ad esempio il foro d'entrata della stessa, che si volle ad ogni costo far credere fosse d'uscita impedendo in tal modo di credere a un killer che avesse sparato da davanti rispetto all'auto (annullando la possibilità che l'avesse fatto Oswald dall'alto della libreria in Dealey Plaza). Così come colpisce molto la vicenda relativa alle foto scattate al cervello di Kennedy prima e dopo l'autopsia. Particolari inquietanti che fanno chiaramente comprendere quanto fosse necessaria un'ampia copertura dei servizi segreti (la CIA, of course, che riuscì a piazzare uno dei suoi tra i membri della Commissione Warren), per nascondere una teoria che grondava particolari più impossibili che improbabili. Stone insomma porta alla luce ulteriori contraddizioni che gettano facile discredito sull'operato di chi era deputato a indagare sul delitto e si preoccupò invece di insabbiare, arrivando a negare l'evidenza in più occasioni. Interviste, documenti filmati, materiale indubbiamente di enorme interesse storico riportano Stone di nuovo al centro del caso Kennedy, divulgatore massimo in possesso di una tecnica notevole per  gestire e montare al meglio il materiale a disposizione. Eppure, al di là del valore intrinseco dell'opera, è difficile pensare a questo documentario diversamente da un'appendice doverosa a un film che resta su un'altro pianeta, dal punto di vista artistico e del coinvolgimento. JFK REVISITED non è in fondo molto diverso da quanto potrebbe realizzare una qualsiasi altra buona produzione esperta del campo, aggiungendo molto senza poter arrivare a dare risposte definitive. Non può insomma fornirci il "perché" a cui nel film alludeva il "mister X" di Sutherland. Le inchieste analizzano da sempre il "come", ma resta il movente dell'omicidio a insinuare i dubbi più angosciosi e ancora sospesi nel vuoto. Fu davvero un attentato studiato per cambiare il corso della politica estera ancor prima che interna del governo Kennedy? Le decisioni prese in seguito (e conservativamente) dalla presidenza Johnson parrebbero rispondere affermativamente, ma manca la pistola fumante. O il fucile, meglio, il Mannlicher-Carcano che Oswald avrebbe imbracciato per sparare ma che sembra diverso da quello che aveva comprato per corrispondenza. Le colossali menzogne che ancora si nascondono tra le righe della pagina più nera dell'America non permettono ancora di chiuderla e Stone non manca di ricordarcelo con la consueta schiettezza.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/11/21 DAL DAVINOTTI

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