Fiorenza confeziona questo pasticciato gialletto, dalla recitazione davvero imbarazzante e con interpreti deludenti. La storia gira intorno ad un omicidio collegato al mondo della droga e a un club di punk e travestiti, appunto il Dark Bar. Succede poco o niente, tanto che nella prima frazione al regista pare meglio soffermarsi su gambe e piedi delle attrici (non si sa perché quasi sempre sdraiate a terra) anziché articolare tensione e suspence. Successivamente il plot vira più sul thriller, ma il risultato rimane appena appena sufficiente.
MEMORABILE: La "siringata" nell'occhio del malvivente.
Singolare giallo che sembra volersi inserire nel filone italiano Anni Ottanta del genere. Più che verso Argento siamo verso certo Bava del periodo (Morirai a mezzanotte, per esempio) o verso certe atmosfere darkeggianti del Piana di Sotto il vestito niente 2; si resta comunque molto distanti sia dall'uno che dall'altro, specialmente a causa della violenza molto blanda, di una certa mancanza di tensione e di un'estetica non all'altezza di colleghi più dotati. Restano comunque qualche buona atmosfera e scenografia, un cast e una Ost discreti nonché un ritmo scorrevole.
MEMORABILE: I nudi della Suma; Il delitto della Cupisti.
Noir a basso budget con discutibili pretese autoriali in cui regna un'avvilente aria da "vorrei ma non posso", con lentezze totalmente gratuite e tentativi di creare atmosfera che si schiantano contro la piattezza della messinscena, a partire dal bar del titolo, piccolo e squallido locale punk buono giusto a intenerire i nostalgici, in cui a incutere timore sono soltanto i bruttissimi cocktail. La Cupisti in vesti dark ci stava pure benissimo, ma non sopravvive oltre il minuto 13. Finale fiacchissimo, che conferma l'insufficienza complessiva.
Mediocre giallo senza suspense, amentato nel mondo della droga e in un locale notturno troppo falso per essere credibile. Marina Suma cerca in tutti modi (anche con una strana parrucca rossa che sembra presa dal fumetto Satanik) di salvare l'impresa, ma purtroppo niente funziona e tutto scivola via senza interesse, con buchi di sceneggiatura che hanno dell'incredibile.
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Dal 10 dicembre in DVD, nel catalogo Avo Film.
Prima di tentare la via della direzione, Stelio Fiorenza è stato aiuto regista di Gariazzo (Play Motel) e Beppe Cino (Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo).
L'uomo che alla stazione porta la valigia nel deposito è Enzo Gallo, direttore di produzione del film (e anche di Senza scrupoli di Tonino Valeri, e poi di alcuni film porno) che è solo omonimo dell'Enzo Gallo produttore anche lui e marito di Mirca Viola
Sceneggiatura piuttosto carente: il protagonista maschile doveva partire con la Cupisti, ma il giorno dopo svolge tranquillamente il suo mestiere di proiezionista