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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

I francesi alle prese con i romani e la Gallia, ma per una volta Asterix non c'entra. Il protagonista qui è Bruto (Kheiron), il figlio di Cesare, e già la prima sera viene invitato a partecipare a una riunione per la congiura (lui capisce “tempura” e si presenta per mangiare, ma lo lasciano passare lo stesso). Papà non lo vede di buon occhio (“E basta con questa storia! Non è che perché ho messo incinta tua madre che ora sono tuo padre!”), il ragazzo non è una cima ma i congiurati cominciano a capire che nonostante tutto potrebbe essere un valido candidato ad aiutarli nell'impresa. Perché Cesare è un despota, passa il tempo a mandare a morte chiunque, non...Leggi tutto si rende conto di come Roma stia indebolendosi e si diverte a raccontare barzellette (“Ci sono un ostrogoto e un visigoto che entrano in un alimentari...”). Dall'altre parte i Galli si organizzano, lottano per resistere e in uno dei loro villaggi Bruto, salvatosi dall'arena, si rifugia con la speranza di sposare la bella Albana (El Arabi). Lì si stanno preparando allo scontro con le sparute legioni, mentre il duo di inseparabili congiurati Rufo e Cassio (Lhermitte e Darmon, due pesi da novanta della comicità made in France) fanno la spola tra la fortificazione romana e il villaggio, dove tentano di convincere Bruto a tornare con loro. L'impostazione, che non ha certo nella storia uno dei punti di forza, è quella della commedia con ampie derive nel demenziale, soprattutto nei dialoghi relativi ai personaggi secondari (tra i quali non si può non citare il grande Pierre Richard, qui capo spirituale dei Galli), ma non sono troppe le battute che vanno a segno. Ciononostante la confezione è dignitosa, il film si segue e qualche risata ci scappa, specialmente quando in scena c'è Cesare (Bedia). Evidente l'intento di parodiare i luoghi comuni di molto cinema (anche action, si veda Bruto che al ralenti inciampa mille volte prima di riuscire a soccorrere Albana in pericolo di morte), lodevoli alcune battute sulla potenza di Roma (Vercingetorige che vi si trasferisce per le belle donne e i soldi), ma è proprio nella figura del protagonista che spesso il film rallenta, cercando vanamente di donargli uno spessore di cui in un lavoro del genere davvero non si sente la necessità. Lui, Kheiron, regista francese nato in Iran, qui fa un po' tutto: dirige, si scrive da solo la sceneggiatura e ritaglia per sé il ruolo di protagonista. Senza gran gloria, a dire il vero, comunque il film scivola via veloce, leggerissimo, seguendo le tracce di quella comicità francese che una sua storia indubbiamente ce l'ha: non può essere travolgente come certi prodotti analoghi statunitensi ma nemmeno scade mai nel triviale, mantendendo una propria dignità e offrendo prove attoriali complessivamente discrete. Una commedia comica futile e inconsistente, come prevedibile, tuttavia non annoia e anche se poche ore dopo già la si è dimenticata, si può tranquillamente dire che nel campo (soprattutto in America) s'è visto di peggio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/09/21 DAL DAVINOTTI

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