CURIOSITÀ di I racconti di Viterbury - Le più allegre storie del '300 (1973)

CURIOSITÀ

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  • Undying • 27/07/09 07:41
    Scrivano - 7630 interventi
    Mario Caiano dixit

    Il titolo era mio, il film pure, però non me lo ricordo molto bene, perché di tanti film che ho fatto - e ne ho fatti tanti tra cinema e televisione, forse una ottantina - è quello che mi ricordo di meno, quindi vuol dire che sono moralista, perché proprio l'ho rimosso.
    Perché siccome doveva essere un pò scollacciato, sulla scia di Canterbury...
    Avevo un minimo di pudore nel fare queste cose un pò scollacciate.
    Tant'è vero che quando firmai il contratto alzai gli occhi sul calendario e vidi che era il giorno di San Edoardo Re, e quindi l'ho firmato Edoardo Re!

    Era una cosa abbastanza ingenua, con delle cose scollacciatelle, così... boccaccesche, si vedeva qualche sederino, qualche natica...

    (I nomi dei protagonisti Chiappadoro, minchiotto, bona) sono delle cose di una ingenuità bambinesca, da ragazzini: Chiappedoro è proprio una cosa da scuola....

    I produttori erano dei cilatroni, tranne pochissimi, quelli che facevano questi film erano dei cialtroni assoluti, tagliavano le pagine al copione perché avevano finito il budget e restava solo il margine destinato a loro quindi dicevano: "No il film è finito".
    "Come è finito?".
    "Non importa, vediamo al montaggio..."

    Le donne dovevano essere abbastanza disponibili, se si spogliavano facevano parte del cast, se avevano velleità artistiche, no.
    Rosalba Neri, Orchidea de Santis... e poi si prendevano questi comici che avevano fatto molto avanspettacolo però non erano mai riusciti a sfondare nel cinema tipo Toni Ucci, Giacomo Rizzo...

    Erano divertenti, erano allegri, erano spigliati, pecorecci, così, in senso buono..... e burini, infatti Viterbury si chiamava!

    Fonte: Stracult / 13 luglio 2009
  • Undying • 7/09/09 10:22
    Scrivano - 7630 interventi
    Cose che a volte si dan per scontate, però è sempre bene sottolinearle: il Viterbury del titolo è dato da una fusione scherzosa tra il più noto Canterbury (riferito ai racconti di Chaucer) e Viterbo, città nella quale parte del film venne girato.