Vienna di Strauss

MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Waltzes from Vienna
Anno: 1934
Genere: commedia (bianco e nero)
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Tratto da una commedia di successo, un Hitchcock decisamente minore, che romanza la vita e i primi successi di Johann Strauss figlio raccontandone gli amori, la genesi della sua opera più famosa (il valzer “Sul bel Danubio blu”) e i contrasti col padre celebre musicista a sua volta, che come noto ha cercato di osteggiare la carriera del figlio in ogni modo. Strauss (Knight) è infelice, nonostante l'amore della bella figlia (Matthews) di un pasticcere; lo è perché sente che il suo talento musicale è frustrato: suona nell'orchestra che accompagna il padre ma sa che questi lo giudica un inetto e sognerebbe per lui un mestiere ben diverso. Quando casualmente conosce una contessa (Compton) che dice di ammirarne le qualità, accetta di mettere...Leggi tutto in musica i di lei versi dando vita – lentamente e con l'aiuto anche della sua giovane fidanzata, che gli suggerisce qualche nota - al valzer che gli regalerà poi gloria imperitura: “Sul bel Danubio blu”, che avremo modo di sentire a lungo nel finale quando il figlio sostituirà un po' subdolamente il padre in un concerto ricevendo applausi scroscianti. La mano di Hitchcock nel film si sente poco, nonostante qualche inquadratura insolita e di qualità (le riprese dal basso dietro i bicchieri, ad esempio, o quelle sulle scale di casa), un paio di momenti in cui sperimenta tecniche di tensione (quando la fidanzata del figlio si avvicina a Strauss padre mentre dirige l'orchestra senza mai riuscire a trovare il momento per interromperlo, o quando nel finale cresce l'attesa per il concerto del padre senza che questi mai compaia), qualche invenzione rimarchevole come nelle cantine della pasticceria, dove i rumori provocati da chi vi lavora regalano a Strauss il tempo giusto e le note per perfezionare il suo valzer. Ma è davvero poca cosa se si considera il talento che Hitchcock avrà modo di esprimere di lì a poco. L'armonia nella messa in scena, la capacità di gestire molte persone in uno stesso ambiente sono rintracciabili nella prima scena, in cui i pompieri arrivano in una piazza viennese per domare un incendio, mentre il gusto per l'ironia, per quanto ancora molto ingenuo (ma è molto simpatica la disputa sull'origine del colore associare al Danubio), già lo si percepisce. La vicenda comunque, un gioco a tre in cui s'innestano i ripetuti scontri verbali col padre e i momenti melodrammatici in cui la giovane fidanzata crede di perdere il suo amato, non offre nulla di particolare che meriti d'essere ricordato. Fortunatamente, e senza considerare l'inevitabile finale in cui il valzer “danubiano” prorompe in tutta la sua straordinaria forza suonato dall'orchestra, le parentesi musicali si limitano a qualche breve intermezzo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/11/15 DAL DAVINOTTI

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