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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Drammatico a tinte gialle dalle molte ambizioni, lento e riflessivo, risparmia sulle parole preferendogl la descrizione degli stati d'animo. Principalmente quelli del suo indiscusso protagonista Abe Applebaum (Brody), il "kid detective" del titolo, prototipo del ragazzino di acume superiore che ha sviluppato un intuito straordinario già in tenera età, quando in città tutti lo chiamavano per risolvere i piccoli casi per i quali nessuno scomoderebbe mai la polizia. Stabilito il suo ufficio in una casa in legno costruita su di un albero, Abe era un piccolo fenomeno, nei dintorni. Almeno fino a quando la sua "segretaria", la coetanea Gracie, non scomparve nel nulla. E qui c'è lo stacco: la...Leggi tutto storia riprende mostrandoci Abe ormai cresciuto. Non ha perso la passione per le indagini, ma qualcosa s'è incrinato nel suo carattere, e quelli che sembravano essere i prodromi di una luminosa carriera nel campo si sono infranti contro qualcosa che l'ha invece lasciato a risolvere questioni irrilevanti in un ufficio frequentato da nessuno o quasi. Almeno fino a quando non si presenta lì Caroline (Nélisse), una giovane studentessa (Nélisse) che gli chiede di scoprire chi abbia ucciso a coltellate il suo ragazzo, un orientale. Come nel caso di Gracie la polizia non è evidentemente riuscita a scoprire nulla e per questo, pur non potendolo pagare, Caroline chiede aiuto a quel giovane che molti anni prima aveva saputo risolvere il piccolo caso che gli aveva sottoposto. La possibilità di far luce su un crimine tanto “importante” pare restituire una ragione di vita ad Abe, che ci si mette quindi di buzzo buono. Indagini piuttosto singolari, contrappuntate da lunghi silenzi che sottolineano lo stato di estrema solitudine del protagonista, che abita con un coinquilino col quale nulla condivide. Si lascia prendere dalla malinconia, talvolta dallo sconforto, ma forse qualcosa dell'intuito di un tempo gli permetterà di scoprire qualcosa. E magari si riuscirà pure a capire come finì il caso della scomparsa di Gracie, posto in corrispondenza della frattura temporale che ci ha nascosto buona parte della vita di Abe. A contare comunque, più di una storia che unisce senza troppa fantasia la scomparsa del passato al delitto del presente, è il modo con cui Evan Morgan (regista e sceneggiatore del film) la conduce, alla ricerca di uno stile personale che rallentando i ritmi prova a staccarsi dalle produzioni di facile consumo per occuparsi della psiche e dei turbamenti di un giovane che potremmo sostanzialmente definire un fallito, proporzionalmente alle aspettative generate dai suoi successi adolescenziali. Ma il desiderio di stupire (anche nel faccia a faccia finale) non sembra giustificare troppo la mano pesante di Morgan, che trova sì momenti felici ed effettivamente efficaci, ma lascia anche la sensazione di un'inconcludenza di fondo ben riassunta nel poco giustificato epilogo lacrimevole. Brody ha la faccia giusta da eroe incompreso, la confezione è di qualità, qualche spunto interessante non manca, ma assodato che lo svolgimento della matassa è ben poco consistente (per quanto escogitato con una certa coerenza), per dare un senso al tutto ci sarebbe voluta una maggiore freschezza e originalità nel tratteggio del personaggio, con caratteri secondari che potessero offrire qualcosa in più...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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In attesa di comparire nel box Ultimi commenti: Daniela (28/02/21 13:27)
TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/02/21 DAL DAVINOTTI
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Daniela Oggi 14:53 - 9963 commenti

I gusti di Daniela

Da bambino detective prodigio, amato da tutta la città, a trentenne fallito che si ostina a fare lo stesso mestiere senza che nessuno abbia più fiducia nelle sue capacità, almeno fino a quanto una ragazza gli chiede di scoprire chi abbia ucciso il suo fidanzato. E' l'inizio di una investigazione alla moviola, punteggiata di ironia, incentrata soprattutto sulla goffaggine e l'insicurezza del protagonista che nella soluzione del mistero vede l'occasione di un riscatto personale. Un film originale, ben interpretato da Adam Brody, in cui il sorriso si mescola con la malinconia. 

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