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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Nel 2307 la Terra è ricoperta dai ghiacci e la temperatura esterna arriva ai -60°: una voce narrante ci spiega che sono ormai trecento anni che è in queste condizioni e, considerando che il film è del 2018, un veloce calcolo fa un po' dubitare dell'acume degli sceneggiatori. Ad ogni modo conta il fatto che gli uomini si sono autoconfinati in rifugi sotterranei dove hanno progettato umanoidi sbiancati e dal sangue nero (chiamati familiarmente “noidi”) in grado di resistere al freddo. E' tuttavia noto che dei replicanti non conviene mai fidarsi troppo, e difatti un bel giorno il generale della base decide di farli sterminare. Solo uno di loro, Ash-393 (Coles), che pare abbia strappato la figlia...Leggi tutto (appena nata) dalle braccia della madre, riesce a fuggire; cinque anni dopo si viene a sapere che ha intenzione di organizzare una sorta di rivoluzione contro gli uomini. Tocca andarlo a stanare (chissà dove poi, c'è un intero pianeta in cui cercare, ma vabbè) e per farlo il generale richiama in servizio al corpo speciale Spartan 7 tale Bishop (Sidhu), il padre della bimba scomparsa che si era ritirato straziato dalla morte della moglie e dal rapimento della figlia. Armi in spalla, insieme a un altro manipolo di valorosi se ne parte in missione protetto da tute speciali che lo preservano dal gelo. L'avventura tra la neve comincia e va detto che scenograficamente le distese ghiacciate, l'aurora boreale, le foreste imbiancate il loro bell'effetto lo fanno. Un punto a favore del film, certo. Uno dei pochissimi però, insieme alla buona colonna sonora d'ambiente di Joachim Horsley. Per il resto ci tocca un'esplorazione tra rifugi dove stanno umani impellicciati dal grilletto facile e perennemente imbufaliti, giovani donne sexy in abiti succinti (Henley) o pronte a svestirsi davanti al fuoco (Hatte). Ma anche tra la spedizione di ricerca le cose non vanno bene, visto che la più dura del gruppo (Holmes) ha portato con sé il "Mein Kampf" e non manca mai di citare Hitler come fonte d'ispirazione... Quando poi c'è da buttare dentro qualche straccio di idea per far progredire la storia le cose vanno peggio che mai, con evidenti buchi in sceneggiatura, incontri insignificanti, corpo a corpo buttati lì tanto per poter mostrare un po' di azione a buon mercato, umanoidi che spuntano a smuovere le acque e un finale che azzarda un colpo di scena in realtà ben poco significativo. E' fantascienza low budget, con tutta evidenza, che i begli scenari e una buona fotografia fanno a prima vista credere sia meglio di quanto poi non si riveli. Perché invece i dialoghi sono esageratamente terra terra e le interpretazioni non riescono proprio a far emergere un personaggio rispetto agli altri, donando al tutto un andamento monotono e soporifero ravvivato qua e là da una piccola trovata ad effetto (il sogno cogli umanoidi abbattuti) o da una ripresa suggestiva sotto la neve. Insomma, nel genere si è sicuramente visto di molto meglio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/11/21 DAL DAVINOTTI

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