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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dramma bifronte: Nord e Sud Italia a confronto, con i due protagonisti che vengono individuati nel loro ambiente fin da piccoli senza che ci si sposti da Brescia e Agrigento, le città dove cresceranno. Da una parte Filippo, che si muove in un clima di degrado in cui il sesso pretende la sua parte fin dalla più tenera età, con qualcuno che se ne approfitta in cambio di pochi gettoni per la sala giochi. Dall'altra Ludovico, ricco, indisponente, il primo a maltrattare chi vorrebbe solo essergli amico. Tredici anni dopo, la loro situazione in ambito familiare non è cambiata di molto: Filippo (Taormina) è ancora poverissimo, lavora da operaio per mantenere una famiglia in cui il padre non riesce a trovare un'occupazione,...Leggi tutto mentre a Ludovico (Mariottini), al contrario, non manca nulla: bei vestiti, auto, ragazze... Ha mantenuto lo stesso atteggiamento irritante di quando era bambino e non risparmia i suoi genitori, cui riserva un atteggiamento canzonatorio, di sufficienza e nessun rispetto. Per questo viene spedito a vivere da solo a Milano, proprio dove anche Filippo emigra con la famiglia perché suo padre possa finalmente trovare un lavoro grazie a un parente da tempo trasferitosi lì. E un lavoro dovrà trovarlo anche Filippo, a questo punto, il quale però, presentando il curriculum che si può immaginare, troverà solo porte chiuse. E allora ecco affacciarsi di nuovo il sesso come ultima spiaggia, facile guadagno per chi, come i due protagonisti, ha la prestanza fisica e la bellezza dalla sua. Ludovico e Filippo finiranno per incontrarsi, naturalmente, stabilendo un rapporto di complicità cementato dalla comune sofferenza, diversa ma in qualche modo associabile. Nel passato di Ludovico, poi, anche il ricordo di una ex fidanzata scomparsa tragicamente, che rivive in flashback mostrando un talento da disegnatrice che è lo stesso di cui pare in possesso Filippo. Ci sarà spazio anche per un colpo di scena nell'ultima parte che riporterà ancora il sesso (mai vissuto nel film con trasporto o amore) alla ribalta, lasciando che il tema percorra l'opera sottotraccia per esplodere di quando in quando. Il film di Giuseppe Lazzari (scritto da Paola Golferini) ha momenti anche di ottima intensità, evidenzia qualche dialogo ricercato di buon effetto, che però in bocca ad attori ancora chiaramente in fase di rodaggio rischia di apparire artificioso, mai sentito come dovrebbe. Si respira un'aria di quasi amatorialità, stemperato comunque da squarci paesaggistici talvolta azzeccati (i parchi con gli alberi secchi al Nord, il grigio del cielo che contrasta col sole e il mare del Sud); si affonda nel dramma senza arretrare di fronte a scene di una certa scabrosità, si cerca di costruire psicologicamente con attenzione i caratteri dei due protagonisti. La regia però indugia troppo, rallenta i ritmi senza avere i numeri per caricare i silenzi e le attese della giusta tensione emotiva, alterna freneticamente col montaggio sequenze in cui Flippo è dalla psicologa ad altre in cui Filippo ha un duro confronto coi genitori senza che l'idea paia giustificata da nulla. Eppure SENTIRSIDIRE non è un'operazione da bocciare completamente, perché conserva una sua sincerità di fondo, una capacità inattesa di descrivere la grettezza, l'abiezione, la spoglia desolazione di anime perdute. E anche le musiche sono spesso scelte con attenzione. Certo il finale lascia un po' l'amaro in bocca...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/04/21 DAL DAVINOTTI

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