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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Gli intenti sono lodevoli, perché denunciare attraverso un'opera di fantasia i soprusi subiti dai nativi americani nelle loro terre non può che aiutare a risvegliare le nostre coscienze e farci aprire gli occhi su crimini troppo spesso sottaciuti. A lasciare molti dubbi è la realizzazione, la costruzione di una storia che nel dipanarsi si rivela confusa, scritta approssimativamente, con spunti che potevano avere un loro buon motivo d'esistere ma che poi scolorano sullo sfondo per svanire o quasi. Prendiamo il personaggio di Luke Patterson (interpretato da uno spaesato Bradley Cooper): è un geologo chiamato nel Minnesota a indagare su uno strano terremoto lì verificatosi. Lo vediamo cominciare le ricerche,...Leggi tutto studiare vecchi giornali che riportano di un altro terremoto verificatosi molti anni prima in un convitto locale che si rivelerà essere il centro di tutto, scendere nelle cantine dello stesso scoprendo qualcosa di molto indicativo fino a che... fino a che la regia a sorpresa se ne disinteressa per ripresentarcelo solo nell'epilogo, quando si riunisce agli altri per ascoltare i canti tribali sui quali si chiude il film. Un trattamento singolare che fa capire quanto la sceneggiatura abbia le idee piuttosto confuse, condotta rischiosamente sul crinale che sconfina a tratti nel soprannaturale (visioni non si sa mai fino a che punto attinenti alla realtà del passato), indecisa se insistere sul thriller o se concedersi piuttosto a scene che si riallacciano alla spiritualità indiana (riti, canti...). L'insieme è legato goffamente tenendo aperte tutte le piste, faticando a individuare il tema principale da far seguire allo spettatore. Intorno alla storia del convitto di cui sopra - dove studiava anche Rain O'Rourke (Lightning, regista e co-sceneggiatrice del film) che ora insegna ai bimbi e abita da dieci anni con Johnny (Beach), agente della polizia tribale - ruotano personaggi tra i più disparati: dal candidato sindaco a una sorta di attempato conduttore radiofonico (Studi) che lo sostiene fino a un prete (Yoakam) dai trascorsi ambigui: tutti avranno una parte nello svelare lentamente cosa si nasconde dietro il convitto abbandonato sul quale è previsto si costruisca sopra a breve speculando. Sbrigativi elettroshock, tremendi ricordi che riaffiorano dal passato, omicidi inquietanti (c'è persino un tizio crocifisso in cima a un albero che viene assurdamente dichiarato morto suicida!) e la sensazione che in più d'uno voglia chiudere il caso il prima possibile. Gli elementi per imbastire un thriller insolito e valorizzato da argomenti legati ai maltrattamenti e le angherie subite dai nativi nelle scuole (ma anche al di fuori) non mancavano, peccato siano stati frullati insieme con scarsa logica, in modo dispersivo, provando a lasciar emergere il carattere e la lotta di chi parte da una condizione sociale svantaggiata. Il risultato non è disdicevole ma non può dirsi riuscito, perché anche il finale giunge completamente scarico di pathos e di tensione, così come non convincono i flashback degli orrori passati. E così sui titoli di coda si ha l'impressione di aver seguito una storia inafferrabile, evanescente, da cui evaporano i miasmi dell'odio razziale ma che in definitiva lascia poco o nulla.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/09/21 DAL DAVINOTTI

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