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PEZZI DURI... E MOSCI

All'interno del forum, per questo film:
Pezzi duri... e mosci
Titolo originale:The Naked Truth
Dati:Anno: 1992Genere: comico (colore)
Regia:Nico Mastorakis
Cast:Robert Caso, Kevin Schon, Courtney Gibbs, Herb Edelman, Brian Thompson, M. Emmet Walsh, Billy Barty, David Birney, Alex Cord, Yvonne De Carlo, Erik Estrada, Norman Fell, Lou Ferrigno, Zsa Zsa Gabor, Dick Gautier, Ted Lange, Little Richard, Bubba Smith, Camilla Sparv, Shannon Tweed, John Vernon, Nico Mastorakis (n.c.), Scott Shaw (n.c.)
Note:In vhs come "Verità seminuda".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/12/19 DAL DAVINOTTI
Strano regista l'ateniese Nico Mastorakis, capace di passare da un cult oscuro e violentissimo come DESTINATION a un demenziale di scarsa qualità come questo THE NAKED TRUTH, che pone al centro della scena due giovani giunti a Hollywood sognando fama e gloria, tali Frank e... Frank (Caso il castano, Schon il moro). Testimoni nelle toilette dell'aeroporto dell'omicidio di un testimone in un processo di mafia, per scappare al loro destino si travestono da donne e s'intrufolano in un concorso di miss per finire poi nientemeno che nella villa del boss (Edelman) della cui preziosa agenda sono entrati casualmente in possesso in aeroporto. Senza poter più rinunciare alla loro doppia identità, i due Frank si alleeranno con Joanne (Courtney Gibbs, che fu davvero miss America nel 1988), una splendida agente della narcotici incontrata nei bagni della villa e proseguiranno a tallonare il boss, nel frattempo innamoratosi di uno di loro, il Frank con parrucca biondo platino (Caso). Una storia assolutamente pretestuosa che dovrebbe fare da tappeto per una serie di gag tendenzialmente demenziali. Mastorakis però non ha i tempi comici dei maestri del campo e il film si trasforma in un ibrido poco riuscito, una commedia virata in farsa caciarona con elementi da comico puro e un discreto numero di giochi di parole al solito da noi faticosamente traducibili. Naturalmente, visto il gran numero di miss presenti e un genere cinematografico che alle belle donne in abiti succinti si associa per tradizione, non si lesina coi nudi (spesso del tutto gratuiti), coi corpi femminili perfettamente torniti coperti da costumini succinti in pose provocanti. Edelman come prevedibile è un gangster all'acqua di rose, dal forte accento tedesco che purtroppo non sortisce gli effetti comici sperati, mentre il glorioso M. Emmett Walsh, ovvero il testimone fatto fuori nei bagni all'inizio, rispunta poco dopo sfoderando fiero il giubbotto antiproiettile: lavora anche lui per l'FBI e dirigerà le operazioni dei due (aiutati da Joanne), presto reclutati dalla polizia con l'obiettivo di sgominare un'operazione legata al narcotraffico. Si procede per brevi sketch, spesso con qualche guest star d'accompagnamento (Erik Estrada dei CHIPS nel viaggio in jeep, Norman Fell di TRE CUORI IN AFFITTO come dentista sanguinario in una estenuante parentesi a base di anestesia con gas esilarante, Zsa Zsa Gabor hostess, Yvonne De Carlo nei panni di mrs. Hess), ma il risultato è quasi sempre desolante, troppo urlato e sgangherato, umoristicamente quasi mai ricercato. Fanno stranamente eccezione gli ultimi venti minuti, in cui la qualità si alza e – a tratti – potrebbe a sorpresa riportare il film tra i prodotti meno beceri del filone, con tanto di entrata in scena di Bubba Smith (l'Hightower di SCUOLA DI POLIZIA) e una lunga citazione – nemmeno malfatta – alla scena in aeroporto di CASABLANCA (“Che cos'è tutta questa nebbia?” “Non è nebbia, è smog, sei a Los Angeles”). Dei due protagonisti è soprattutto Caso a truccarsi da donna (amorevolmente definito “baldracca” dal boss che vorrebbe sposarlo), perché Schon abbandona in breve la parrucca per agire “dall'esterno”. Fin troppo ovvi i riferimenti al classico di Wilder A QUALCUNO PIACE CALDO, ennesima conferma che Mastorakis il cinema lo conosce e lo ama.
il DAVINOTTI