Discussioni su Compagne nude - Film (1977)

DISCUSSIONE GENERALE

115 post
  • B. Legnani • 6/07/19 01:39
    Pianificazione e progetti - 15018 interventi
    Lucius ebbe a dire:
    Chissà cosa ne pensa Faggi dei corti elementari di Andy Warhol.. Intanto non esiste solo la tecnica ma un'altra cosa che si chiama stile. Lo stile fa l'autore.

    A mio parere il linguaggio del corto non è paragonabile al linguaggio del lungometraggio, perché la dinamica di fruizione è diversa. E spesso lo è anche la modalità di erogazione.

    Lo stile fa l'autore, è vero, ma non è che avere stile renda di per sé l'autore un buon autore. Avere uno stile personale è cosa che spesso hanno anche i pessimi. Avere stile, per dirla "more logico", è condizione necessaria, ma non sufficiente, per essere un buon autore.
  • Faggi • 6/07/19 09:01
    Addetto riparazione hardware - 434 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Lo stile fa l'autore, è vero, ma non è che avere stile renda di per sé l'autore un buon autore. Avere uno stile personale è cosa che spesso hanno anche i pessimi. Avere stile, per dirla "more logico", è condizione necessaria, ma non sufficiente, per essere un buon autore.

    Infatti. Ed è anche per questo che la parola stile si accompagna con i più disparati aggettivi: elogiativi, di apprezzamento, di sospensione del giudizio, genericamente critici o decisamente stroncanti. L'aggettivo può essere tagliente - quindi preciso - come un rasoio. Esempi a caso: "stile barocco", "stile manierista", "stile ampolloso", "stile sobrio", "stile burocratico" ... E poi minimale, sulfureo, lunatico, eloquente, ermetico, citazionista, anarchico, surreale, magico, infantile, acerbo, pedestre, ubriaco, accademico, seduttivo, pestifero, scalcagnato, enfatico, e chi più ne ha più ne metta... Esiste poi il cosiddetto esercizio di stile (ma non è il caso di approfondire, per chi fosse curioso l'enciclopedia Treccani è sempre a disposizione in ogni buona biblioteca).

    Nel mio precedente intervento ho accennato al giardinaggio per chiarire un concetto sulla forma; di riflesso si entra nel campo dello stile. Un buon giardiniere (consideriamo il giardiniere come esempio figurato dell'autore in genere) per potare ad arte un albero deve innanzitutto possedere una tecnica, poi è solo poi potrà sbizzarrirsi (diciamo così) nel dimostrare uno stile. E l'albero potato avrà la sua forma. Ma se il giardiniere non possiede una tecnica molto probabilmente farà un disastro e il povero albero, se come in una fiaba potesse parlare, gli direbbe: "Caro giardiniere, cosa te ne fai dello stile se non hai una tecnica? Niente, anzi nella maggior parte dei casi produrrai solo dei disastri".

    Ah, poi c'è il nostro Edoardo Sanguineti che in una sua poesia scriveva "Il mio stile è non avere stile"; ma lui amava i paradossi e le provocazioni sensate e poi poteva permetterselo perché, appunto, possedeva la tecnica.
    Ultima modifica: 6/07/19 11:39 da Faggi
  • Fauno • 6/07/19 21:40
    Contratto a progetto - 2747 interventi
    Il discorso è ottimo, peccato che Compagne nude per me non sia un albero tagliato né tantomeno tagliato male. Ero solo curioso di sapere su quali capolavori di fine anni 70 avrebbe gettato un cono d'ombra. Poi se la tua era un'iperbole, allora OK.
    Ultima modifica: 6/07/19 22:03 da Fauno
  • Lucius • 6/07/19 22:03
    Scrivano - 9041 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Lucius ebbe a dire:
    Chissà cosa ne pensa Faggi dei corti elementari di Andy Warhol.. Intanto non esiste solo la tecnica ma un'altra cosa che si chiama stile. Lo stile fa l'autore.

    A mio parere il linguaggio del corto non è paragonabile al linguaggio del lungometraggio, perché la dinamica di fruizione è diversa. E spesso lo è anche la modalità di erogazione.

    Lo stile fa l'autore, è vero, ma non è che avere stile renda di per sé l'autore un buon autore. Avere uno stile personale è cosa che spesso hanno anche i pessimi. Avere stile, per dirla "more logico", è condizione necessaria, ma non sufficiente, per essere un buon autore.

    Ne abbiamo già parlato. Evidentemente la pensi così. Non si tratta di paragonare. Lo stile può venir fuori da un corto come da un lungometraggio. Vedi La matta dei fiori: di gran lunga superiore a centinaia di film italiani. Potevo benissimo dire: "Cosa ne pensa dei lungomentraggi di Warhol", ma non credo che abbia visto Blue movie... Intendevo citare un autore blasonato che ha fatto anche del "cinema" sull'onda del suo talento pittorico. Quanto alle spiegazioni sugli aggettivi che si possono abbinare alla parola stile, bastava sfogliare il vocabolario Treccani, non mi interessano risposte didattiche. Al di là di uno stile "buono" o "meno buono" se un'opera che sia audiovisiva o no trasmette qualcosa, anche solo un'emozione, vuol dire che ha una sua consistenza filmica, indipendentemente dalla sua tecnica. Ovvio tutto è relativo. Personalmente quando commento un film cerco di inquadrarlo nel periodo (decennio) in cui è stato realizzato (e con periodo intendo includere anche le maestranze, il budget, la tecnologia di cui ha potuto godere). Non credo assolutamente che un'opera del genere, naif quanto si vuole, disonori certo film di genere, anzi il contrario. Spero presto un'edizione in dvd. Ringrazio gli intervenuti.
  • Fauno • 8/07/19 22:14
    Contratto a progetto - 2747 interventi
    Di alcune domande fatte ad Helga Blumen all'inizio della discussione son riuscito ad avere risposta direttamente da Bruno Pischiutta, e forse potranno essere decisive a chiarire qualche dubbio.

    1) L'attore che interpretava Claudio, il marito di Sandra, era Riccardo Bertelli.

    2)Susanna Salmaso invece interpreta Gabriella, l'amante più recente di Marisa che fra le altre cose racconta la storia del professore di equitazione

    3) Mariangela, la giovane sposa coi bambini, che dapprima discute con Sandra sul ruolo della donna e alla fine ha il marito che brontola perché il pranzo non è pronto, è Olga Cechova, già a quel tempo da qualche anno moglie di Pischiutta.

    4) Tutti gli attori sono doppiati. La Cechova dà però la voce a Nancy, l'amante americana di Claudio, marito di Sandra, e Pischiutta dà la voce al matto, interpretato come sappiamo da Rocco Morleo.

    5) Pischiutta non doveva interpretare il personaggio che fa rapporti sessuali con Sandra all'inizio e alla fine, in quanto il ruolo era stato assegnato ad un attore più attempato e con qualche chilo in più, ma sfortunatamente quest'ultimo si era ammalato al momento delle riprese e il film si doveva terminare entro pochi giorni, e questo avvalorerebbe l'ipotesi che tali scene siano state girate per ultime, ma che non siano posticce.
  • B. Legnani • 8/07/19 22:43
    Pianificazione e progetti - 15018 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Di alcune domande fatte ad Helga Blumen all'inizio della discussione son riuscito ad avere risposta direttamente da Bruno Pischiutta, e forse potranno essere decisive a chiarire qualche dubbio.

    1) L'attore che interpretava Claudio, il marito di Sandra, era Riccardo Bertelli.

    2)Susanna Salmaso invece interpreta Gabriella, l'amante più recente di Marisa che fra le altre cose racconta la storia del professore di equitazione

    3) Mariangela, la giovane sposa coi bambini, che dapprima discute con Sandra sul ruolo della donna e alla fine ha il marito che brontola perché il pranzo non è pronto, è Olga Cechova, già a quel tempo da qualche anno moglie di Pischiutta.

    4) Tutti gli attori sono doppiati. La Cechova dà però la voce a Nancy, l'amante americana di Claudio, marito di Sandra, e Pischiutta dà la voce al matto, interpretato come sappiamo da Rocco Morleo.

    5) Pischiutta non doveva interpretare il personaggio che fa rapporti sessuali con Sandra all'inizio e alla fine, in quanto il ruolo era stato assegnato ad un attore più attempato e con qualche chilo in più, ma sfortunatamente quest'ultimo si era ammalato al momento delle riprese e il film si doveva terminare entro pochi giorni, e questo avvalorerebbe l'ipotesi che tali scene siano state girate per ultime, ma che non siano posticce.


    Tutto molto interessante.
    Grazie.
  • Kanon • 15/07/19 04:58
    Fotocopista - 839 interventi
    Versione trasmessa su Iris castigatissima a quanto pare : 69 minuti coi titoli di coda a fronte degli 85 reperibili su Youtube.
  • Zender • 15/07/19 07:44
    Capo scrivano - 48085 interventi
    Peccato, perché si vedeva davvero bene, dieci passi avanti rispetto alla versione circolante...
  • Fauno • 15/07/19 10:41
    Contratto a progetto - 2747 interventi
    Per quel poco che ho visionato data l'ora direi proprio 10 passi indietro, comunque su questo devo dire più che mai che è una questione di punti di vista...
  • Herrkinski • 16/07/19 16:07
    Consigliere avanzato - 2642 interventi
    Kanon ebbe a dire:
    Versione trasmessa su Iris castigatissima a quanto pare : 69 minuti coi titoli di coda a fronte degli 85 reperibili su Youtube.
    Peccato, anche a fronte della miglior qualità visiva; non mi pare ci fosse poi così tanto da sforbiciare...
  • Markus • 16/07/19 16:16
    Scrivano - 4776 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    Kanon ebbe a dire:
    Versione trasmessa su Iris castigatissima a quanto pare : 69 minuti coi titoli di coda a fronte degli 85 reperibili su Youtube.
    Peccato, anche a fronte della miglior qualità visiva; non mi pare ci fosse poi così tanto da sforbiciare...


    Infatti, un po' di seni 70's qua e là, capirai! Per quanto mi riguarda una messa in onda totalmente inutile: chi mi conosce sa che mi urterebbe persino un secondo di taglio. Meglio la copia marcia che gira, perché almeno è uncut (al di là del fatto che il film non m'è piaciuto; parlo da mero collezionista).
  • Herrkinski • 16/07/19 16:23
    Consigliere avanzato - 2642 interventi
    Markus ebbe a dire:
    Herrkinski ebbe a dire:
    Kanon ebbe a dire:
    Versione trasmessa su Iris castigatissima a quanto pare : 69 minuti coi titoli di coda a fronte degli 85 reperibili su Youtube.
    Peccato, anche a fronte della miglior qualità visiva; non mi pare ci fosse poi così tanto da sforbiciare...


    Infatti, un po' di seni 70's qua e là, capirai! Per quanto mi riguarda una messa in onda totalmente inutile: chi mi conosce sa che mi urterebbe persino un secondo di taglio. Meglio la copia marcia che gira, perché almeno è uncut (al di là del fatto che il film non m'è piaciuto; parlo da mero collezionista).

    Sottoscrivo in toto.
  • Geppo • 17/07/19 07:22
    Call center Davinotti - 4301 interventi
    Markus ebbe a dire:
    Herrkinski ebbe a dire:
    Kanon ebbe a dire:
    Versione trasmessa su Iris castigatissima a quanto pare : 69 minuti coi titoli di coda a fronte degli 85 reperibili su Youtube.
    Peccato, anche a fronte della miglior qualità visiva; non mi pare ci fosse poi così tanto da sforbiciare...


    Infatti, un po' di seni 70's qua e là, capirai! Per quanto mi riguarda una messa in onda totalmente inutile: chi mi conosce sa che mi urterebbe persino un secondo di taglio. Meglio la copia marcia che gira, perché almeno è uncut (al di là del fatto che il film non m'è piaciuto; parlo da mero collezionista).


    Bella fregatura :-)
  • Alex75 • 18/08/22 14:12
    Call center Davinotti - 709 interventi
    Ho trovato che la discussione attorno a questo film, anche grazie alle preziose testimonianze di chi vi ha partecipato (MariaCarla e Rocco), a ricordi d’epoca e all’acceso scambio di idee e di opinioni sul suo valore sia una delle più stimolanti e coinvolgenti che abbia mai letto sul Davinotti, a dimostrazione di come certe opere marginali (spesso liquidate come bizzarrie o, semplicemente, come “film brutti”) possano offrire spunti quanto e più di altre più celebrate e passate alla storia. Sul tema proposto e sulle conclusioni sconfortanti si potrebbe discutere a lungo: la “morale borghese” si mostra qui in tutta la sua stupidità, ma l’antitesi libertina e sregolata non è migliore e si rivela sterile e deleteria soprattutto per chi non riesce ad accettarne l’assenza di regole e/o ricerca qualcosa di più rispetto a un mero soddisfacimento dei sensi. E, quel che è peggio, è che sembrano mancare “terze vie” accettabili. Purtroppo, (forse per una scelta di libertà formale non adeguatamente sorretta e controllata dalle capacità tecniche che, a quanto ho capito, l’autore ha affinato in seguito), mi è parso che la seconda parte sia stata lasciata troppo al caso e che giri un po’ a vuoto, con ricadute negative sulla sua fruibilità e inoltre alcune scene che avrebbero voluto essere drammatiche (lo scontro tra “compagni” e “camerati”, lo stupro) hanno finito per sortire in me l’effetto opposto, proprio per questo scarto tra ambizioni e resa sullo schermo che finisce per prevalere sul messaggio e sui contenuti. Di qui la mia valutazione pari al minimo sindacale, data con un certo rammarico.
  • Fauno • 18/08/22 17:04
    Contratto a progetto - 2747 interventi
    La valutazione è soggettiva e accettabilissima, ma certe scene anche drammatiche come stupri e pestaggi sono più di accompagnamento ad un dramma (ben più grande) di mancanza di identità (o di tenuta identitaria) e di smarrimento totale della protagonista. Un tracollo e una stagnazione totale...lo si può considerare bradicardico come ritmo, ma a livello morale per me è un film estremo...non plus ultra!!! E la narrazione di Carla è tanto agghiacciante quanto sublime, proprio perchè integrale...non si lascia dietro niente...nei particolari e nelle sensazioni del sadismo più assoluto...
    Oltre agli infiniti altri particolari più volte citati.
    Indipendentemente dalla valutazione, certi film è importante vederli...