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MADAME SANS-GêNE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/2/15 DAL DAVINOTTI
Parallelamente all'ascesa di Napoleone Bonaparte (a partire dai giorni della Rivoluzione Francese), le peripezie della lavandaia Catherine Sans-Gêne (Loren) e di suo marito François Lefebvre (Hossein) fino ai giorni in cui il secondo, ufficiale napoleonico della prima ora, dovrebbe essere incoronato, da Duca di Danzica, Re di Westfalia. Sullo sfondo quindi della Francia repubblicana un'avventura tra campagne militari e feste di corte, dominata ampiamente da una Sophia Loren che ruba la scena a tutti confermandosi diva ad ogni effetto: bella, volitiva, fiera, scollata, la sua Catherine non guarda in faccia nessuno imponendo il proprio turbolento carattere in ogni situazione, perfino quando sarà chiamata a colloquio da Napoleone (al quale lavava le camicie nei giorni della Rivoluzione). Di fronte a lei e alla sua prorompente bellezza scompaiono tutti, confermando quanto il film sia chiaramente pensato per darle modo di brillare in ogni scena. Volendo sorvolare sulla modestia generale dell'operazione non si può quindi non ammirare la bravura di un'attrice spontanea come poche, che nel lungo faccia a faccia finale con l'Imperatore ha definitivamente modo d'imporsi ravvivando una chiusura che tardava un po' ad arrivare. Quando lei non è in scena il film però crolla, evidenziandone la pochezza e la modestia della sceneggiatura, con un Napoleone (Bertheau) scarsamente incisivo e quasi sempre in ombra (d'altra parte non è certo lui il protagonista). Meglio invece Hossein con la sua costante aria da cane bastonato e buona la ricostruzione storica, con qualche lungaggine nelle scene di scontri in città, mentre piuttosto anonime si rivelano le musiche di Angelo Francesco Lavagnino. Ai fan dell'attrice, comunque, difficilmente non piacerà: le potenzialità (anche fisiche) della Loren vengono sfruttate al massimo e la sua caratteristica, invadente strabordanza sublimata ad arte.
il DAVINOTTI