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Titolo originale:Long Lost Son
Dati:Anno: 2006Genere: drammatico (colore)
Regia:Brian Trenchard-Smith
Cast:Gabrielle Anwar, Craig Sheffer, Chace Crawford, Philip Granger, Richard Blade, Dennis Garber, Ian Robison, Joshua Friesen, Michael McConnohie
Note:Film per la televisione.
Visite:728
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/8/09 DAL DAVINOTTI
Lagnoso dramma in salsa caraibica con Gabrielle Anwar sempre sull’orlo del pianto. Non che non abbia le sue ragioni, intendiamoci, visto che il marito (Craig Sheffer) con il quale era sul punto di separarsi, aveva appena preso il loro figlio di 4 anni e se ne era andato in mare scomparendo nella tempesta. Vengono entrambi dati presto per morti, ma dopo 14 anni, in un video girato da amici in vacanza sull’isola di Santa Alicia nei Caraibi, Kristen rivede chiaramente l’ex marito a bordo di una barca e con lui un baldo diciottenne (Chace Crawford) che ha proprio l’aria di essere suo figlio. La donna perde la testa: prende il primo aereo per i Caraibi e si precipita sull’isola, dove si metterà alla ricerca dei due. Non era facile tirare avanti per un’altra ora, visto che l’enigma è presto concluso, per cui il regista comincia a mostrarci un po’ di vita isolana con splendidi paesaggi caraibici annessi, mette a confronto madre e figlio senza che lei possa dire subito tutto a lui, rende poco rintracciabile il marito, crea dei disguidi burocratici per il permesso di soggiorno... Insomma, qualcosa deve pur fare per tirare avanti con un film che ha già detto tutto quasi subito. Si punta allora sull’aspetto psicologico della vicenda: spazio al volto straziato della Anwar, ai suoi sospiri, al rapporto con l’australiano playboy da strapazzo... E quando non si sa più cosa inventare ci si attacca a tutto, persino a una gratuitissima entrata in scena d’uno squalo presumibilmente affamato. Nel complesso non si può dire che sia un film girato poi così male: il cast è ben scelto, si cerca di infilare qualche discreto dialogo in una sceneggiatura inevitabilmente banale e di dare drammatica credibilità alla vicenda con buon esito. Per essere un filmtv non c'è troppo di che lamentarsi, insomma, anche se non saranno in pochi a trovarlo un polpettone privo di tensione.
il DAVINOTTI