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SUPER VACANZE DI NATALE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/12/17 DAL DAVINOTTI
Vista la mala parata degli ultimi cinepanettoni DeLaurentiis gioca ulteriormente al risparmio e invece di produrre un nuovo film punta all'effetto nostalgia facendo montare a Paolo Ruffini un "the best" ricavato da tutti i cinepanettoni dal 1983 in poi; da quando cioè i fratelli Vanzina aprirono la strada col loro classico epocale. Era il 1983 e la "Moonlight Shadow" di Mike Oldfield marchiava a fuoco le piste innevate dove sciatori provetti slalomeggiavano coi turisti in vacanza tra disimpegno e spensieratezza. Ruffini parte da lì, da Mike Oldfield e da un mondo virtuale in cui contano solo scherzi, tresche e capitomboli. Come evitare la trappola di un'operazione potenzialmente troppo simile ai mille collage che su Youtube già selezionano da questi film le scene migliori a discrezione dell'autore? Semplice: con la professionalità; vale a dire con un montaggio serratissimo che incastra centinaia di scene diverse una nell'altra raccogliendole in modo (quasi) ragionato, come in un blob che le agganci tra loro per inseguire un inafferrabile filo logico; con citazioni "alte" (da Kant a Ezra Pound) che sovrimpresse qua e là diano la sensazione di presentare insiemi a tema ma che in realtà sono solo semplici suggestioni da cui si allarga il campo fino a comprendere tutto e il contrario di tutto. L'impressione iniziale è quella di un trailer senza fine che parte e riparte soffermandosi di tanto in tanto per qualche scena più lunga del previsto; in poche parole quello che si temeva: una semplice collezione di momenti "cult" tagliati e cuciti in un collage evocativo quanto sterile. Perché un conto è seguire una scena all'interno di un film con una propria storia, altra isolarla alternandola ad altre del tutto fuori contesto: l'impatto comico è giocoforza dimezzato, ancor di più se si accostano battute su battute dimenticando l'importanza rivestita dalla preparazione delle stesse. Si ride come di sketch estemporanei che tradiscono il loro stesso spirito perché interrotti, fatti a pezzi e centrifugati in un minestrone senza alcun filo conduttore, sparati in sequenza come spot pubblicitari che non superino una durata massima stabilita nel vano tentativo di restituire l'essenza di un intero filone. Poteva essere un'idea (diciamo una furbata), visto che si tratta di pellicole che nei ricordi tendono già a confondersi e sovrapporsi tra loro, ma l'aver voluto inserire troppi titoli di ambientazione extra-natalizia annulla ogni tipo di unitarietà producendo un non-film che vale giusto come revival, bigino stucchevole di un filone d'oro dominato largamente dalla figura di Christian De Sica (la cui straordinaria mimica e talento emergono prepotentemente), in parte assistito da un Boldi che ai bei tempi ci duettava bene e da partner occasionali non sempre all'altezza. Ma all'ampia selezione manca l'anima che ad ognuno di questi lavori dava una sua compiutezza e dignità e alla fine, gira e rigira, monta e rimonta, taglia e ritaglia, l'effetto da compilation di Youtube è difficile da evitare. Frammenti che estrapolati così, sviliti e depauperati, dispiace anche rivedere perché rischiano di compromettere la sorpresa di chi ha voglia di rivedersi gli originali. Poi si ride, naturalmente, ma non certo per merito del montaggio di Ruffini e di chi l'ha aiutato, che d'altra parte ha fatto (mostrando filologico amore per il genere) quel che non si poteva poi fare in modo troppo diverso. O forse sì, ma chissà con quale dispendio di mezzi, tempo e fantasia.
il DAVINOTTI

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Markus 24/12/17 0:04 - 2383 commenti

Trentacinque anni di cinepanettone della celebre Filmauro riassunto in un'ora e mezza di collage - più o meno agganciato da un fil rouge - a opera di Paolo Ruffini. Spicca per ovvie ragioni l'icona del genere Christian De Sica, seguito a ruota da Massimo Boldi e uno stuolo di volti che hanno fatto passerella nel corso dei decenni. La sensazione è quella di osservare nostalgicamente il passato per non vedere il presente in cui si palesano mancanza di idee, autori e... incassi. Film celebrativo/didascalico: come tale va preso e giudicato.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 3/1/18 23:10 - 5001 commenti

L'effetto che provoca questo blob di commedie natalizie è la voglia di vederne uno intero. Pezzi troppo brevi nella maggior parte dei casi, agganciati tra loro con un minimo di senso, depauperati di senso che li rende molto meno divertenti; l'unica cosa che si esalta è la verve dei vari interpreti. Tanta nostalgia per la coppia storica Boldi-De Sica, per gli anni 80/90 e per un cinema spensierato ma ben girato (allora). Rivedere alcune parti fa piacere, ma l'operazione non convince perché raffazzonata e priva di un vero motivo se non quello di far cassa.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)