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CHIARA FERRAGNI - UNPOSTED

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/11/19 DAL DAVINOTTI
I dubbi non vengono da Chiara Ferragni, anzi splendida ragazza dotata di sincera spontaneità issatasi su vette impensabili scalate grazie alle enormi potenzialità dei social media. Quello che poco convince è piuttosto il documentario in sé: contiene esattamente quanto ci si poteva aspettare, senza mai azzardare un briciolo di novità nell'esposizione, nella trattazione di argomenti oggi fondamentali per la comprensione del mondo in cui viviamo. Quello che in CHIARA FERRAGNI UNPOSTED si dice è quello che già chiunque s'informi sui fenomeni legati all'attualità già sa. L'analisi dell'ascesa dei social nel quotidiano dei giovani viene spiegata da chi lavora nell'ambito della moda (e non solo) ripetendo ovvietà a cui per forza di cose non è evidentemente facile sottrarsi. Perché in fondo non c'è da stupirsi né troppo da scervellarsi, sull'idea vincente che sta dietro non tanto al successo della Ferragni (una delle naturali conseguenze del fenomeno) quanto di Facebook, Instagram, Twitter e altri marchi simbolo dell'oggi; toccherebbe altrimenti affrontare temi filosofici ed evolutivi che giustamente qui non potevano trovare spazio. La rivoluzione comunicativa degli ultimi anni viene seguita di pari passo con gli step di Chiara Ferragni riassunti frammentariamente da lei stessa, che spiega come nacque il suo blog “The Blonde salad”, come fu faticoso introdursi in un mondo che le persone come lei tendeva ad allontanare per principio. Influencer, fashion blogger... i termini moderni (e tutti inglesi) per definire un'occupazione ormai non più singolare come la sua si sprecano e ne identificano la funzione di unico vero tramite tra la gente comune e la realtà apparentemente inavvicinabile dell'alta moda. Chiara è in scena dall'inizio alla fine, i meravigliosi occhi azzurri che saettano timidi fin dalle numerose riprese di lei bambina ripresa dalla madre. Una dolce Barbie un po' bamboleggiante che si mette in testa di mettere in piazza il proprio privato ad uso e consumo di chi è felice di condividere poi con lei esperienze di vita, impressioni, sensazioni, il successo. Lasciando trasparire nel contempo la forza d'animo e la risolutezza di chi non è solo apparenza come può sembrare ma legittima incarnazione del proprio tempo. Un documentario che tuttavia poco aggiunge alle parole e ai pensieri di chi è quotidianamente abituato a renderli di pubblico dominio. Corretto, montato con cura, svelto ma a lungo andare mortalmente ripetitivo; e la richiesta di matrimonio di Fedez sul palco o le riprese di lui e lei col figlio non spostano l'asse di molto. Immagini patinate, una molteplicità di abiti e di look, di sovrapposizioni grafiche e di incontri con personaggi celebri (Paris Hilton, Diane von Fürstenberg...), le session fotografiche, fugacemente il rapporto con gli haters e i followers e le testimonianze di chi in Chiara vede l'obiettivo a cui tendere. Probabilmente non era lecito chiedere di più, ma l'impressione è quella del semplice prodotto dedicato ai fan, a cui può essere sufficiente vedere Chiara e sentirne magnificare le doti da chi con lei ha lavorato e lavora. Non c'è grande differenza tra il posted e l'unposted, a ben vedere, come non può essercene tra il virtualmente reale e il realismo virtuale; e anche questo era facilmente immaginabile, dopotutto.
il DAVINOTTI

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Lou 2/12/19 0:01 - 844 commenti

Autocelebrazione della Ferragni che poco aggiunge a ciò che già si conosce del suo personaggio e del suo incredibile successo mediatico. Una confessione autobiografica che utilizza i consueti toni di apparente spontaneità e è intervallato dalle testimonianze di familiari colleghi e amici, il più delle volte banali e ripetitivi. La parte più interessante è la descrizione degli inizi della carriera da influencer, che può essere di ispirazione ma anche di monito per chi vuole mettersi in gioco nel campo dei social media.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)