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IL SIGNOR DIAVOLO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 40
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/8/19 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 31/8/19
Avati legittimamente si riappropria dell'immaginario compagno dei suoi sforzi più amati sostituendo il Polesine con la laguna veneziana senza che l'incanto svanisca. La complessità dell'omonimo romanzo lascia come traccia di sé sparuti elementi irrisolti, fantasmi erranti di un quadro non sempre coeso e concluso, suggestioni che arricchiscono il dispersivo insieme sottraendo punti alla comprensione completa del tutto, modificandone la percezione soggettiva ma espandendo i confini del racconto. Il ritorno agli Anni 50, ancora una volta ricostruiti con il gusto e la precisione di chi quel tempo ha vissuto e acutamente osservato, è tuttavia fotografato con scelte in parte discutibili dal fido Cesare Bastelli: i colori fortemente desaturati paiono una mossa difensiva per restituire immagini che il digitale non può dipingere con la necessaria morbidezza, ma il contrasto tra l'effetto anticato e l'alta definizione crea anacronismi visivi che lambiscono talvolta l'impatto deleterio della fiction televisiva. Fortunatamente la magia degli scenari lagunari, l'impagabile eleganza delle riprese e l'immutata professionalità di Bastelli riallontanano l'impressione confermandoci quale sia stato il grado d'attenzione di Avati nella ricerca delle location e nella loro gestione. La stessa cura non comune percorre l'intero film illuminando vette che ancora il regista dimostra di poter scalare giocando con luci e ombre, muovendo la macchina da presa con consumata sapienza e dirigendo il cast con l'ammirata maestria di sempre. Scalda il cuore rivedere sullo stesso set Cavina, Haber, Capolicchio, un Massimo Bonetti che più dei colleghi stupisce per l'espressività e la profonda umanità infusa nel giudice che indaga sul delitto: scortano tutti, a intervalli, i volti meno noti donando loro spessore per osmosi. E' anche grazie a questo (quale fascino la marmorea “femme fatale” della Caselli!) se l'intricata vicenda, che a raccontarla tutta ci vorrebbero pagine, acquista vita, irradia morbidamente tra l'erba e i casolari l'orrore che s'accompagna alla superstizione e in essa s'innesta. Parole e pensieri ci riportano all'oscurantismo relativo di provincia, confondono sogno e realtà lasciando che a noi spetti l'onere di giudicare, vagliare e interpretare – se davvero lo vorremo – quel finale sospeso che sornione irride la logica; o quell'indagine dai contorni galli più da digerire nell'intimo che da comprendere, vaso di Pandora che da subito scoperchiato libera un vorticoso mulinare di sospetti, segni, volti. Sono tante e tali le note sfiziose, le piccole scene agganciate per trascinarci a forza nel passato, che non pare nemmeno corretto richiamare i precedenti classici: quelli occhieggiano sorridendo solari di lontano, senza potersi rispecchiare nell'inchiostro nero di un film che se ne fa summa racchiudendoli gelosamente in sé, marchi distintivi che rivendicano autonomia extra-cinematografica ad ogni nuova riproposizione. Un distillato avatiano puro nella forma, nella sostanza e persino nel suo disperato tentativo di narrare troppo senza disporre dello spazio necessario; rischiando fieramente di risultare a tratti abbozzato, irrisolto, persino approssimativo. Eppure quelle facce e quelle terre, quei colori e quel mondo restano ora e ancora testimonianza di un talento magari stinto ma estinto mai. Ritrovarne fulgido esempio, imperfetto ma sincero, a distanza di tanti anni commuove. E vien subito voglia di rivivere l'avventura per riscoprire e ricaptare, mettere a fuoco e reinquadrare, cogliere di più e riscoprire. Come sia il cinema d'oggi filtrato dai grandi uomini di ieri.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 27/8/19 22:46 - 4526 commenti

Avati si rivolge a chi ama La casa e non resiste alla tentazione di pluricitarsi: non penso alle presenze attoriali, che sono graditissime, ma a situazioni, oggetti, luoghi, inquadrature. E in questo eccede. Il film è girato bene e con attori diretti benissimo (straordinaria la Caselli): alla Avati, insomma. È anche sincero, nell'andare a mettere in scena le paure infantili, sulle quali operava la rigida educazione cattolica dell'epoca, che creava colpe, le quali rendevano meno felice la vita dei bambini (paure che, però, hanno reso possibile il film). Bordate seminascoste pure contro la DC.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La copertina del quaderno si apre.
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Puppigallo 27/8/19 15:30 - 4397 commenti

Uno di quei casi in cui la pellicola ne avrebbe giovato se si fosse data una spiegazione razionale, che facesse leva sulle credenze popolari, sulla suggestione, sull'ignoranza e sulla paura del diverso. E invece... Comunque, grazie al parco attori della scuderia Avati, all'ambientazione e a una certa aria malsana, risulta comunque vedibile, nonostante gli scivoloni nel grottesco, nel caricaturale, con tanto di eccessi (la prima scena; il volto sfigurato del padre morto e la lunga estrazione dentale), che rendono il tutto esageratamente artificioso, stridente nei confronti della confezione.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Ogni qualvolta si vedono i denti (escludendo l'estrazione), le braccia tendono a staccarsi (sembrano quasi quelli di plastica del costume da Dracula).
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Cotola 26/8/19 23:25 - 7198 commenti

Avati torna alle atmosfere dei film padani: c'è la provincia veneta col suo carico di mistero e di segreti; ci sono Capolicchio e Cavina in piccole parti (anche Haber); c'è una bella confezione con nomi di lusso (Zuccon al montaggio e Stivaletti agli effetti speciali, tanto per fare due nomi). Cosa manca allora per farne un gran film? Una maggiore presa sullo spettatore, nonostante la storia sia gradevole e scorra via veloce grazie anche a una meritoria breve durata: meno di novanta minuti. E mancano le inquietudini del passato. Non male ma difficilmente rimarrà nella memoria del pubblico.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il finale.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Daniela 4/12/19 19:44 - 8568 commenti

Quando nelle campagne venete un ragazzino uccide un coetaneo ritenendolo il diavolo, la principale preoccupazione delle autorità è quella di evitare che nelle indagini vengano coinvolte persone legate alla Chiesa... Presentato dallo stesso regista come un ritorno al cinema horror delle origini, un film che ne riprende l'ambientazione e parte del cast ma non riesce a replicarne l'impatto, sia per qualche incertezza a livello di sceneggiatura che per alcune prestazioni attoriali poco convincenti. Nel complesso un film non pienamente riuscito ma interessante, visivamente suggestivo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'ostia calpestata.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Rebis 27/8/19 9:53 - 2075 commenti

C’è qualcosa di abissale che soggiace nelle terre tra Ravenna e Venezia e più su fino al Polesine. Avanti vi è convocato 43 anni dopo, come un rabdomante della paura, per intercettare ancora gli umori mefitici di una presenza antica e inalienabile: e la scova. Se l’articolata indagine investigativa avrebbe meritato più respiro – Ivan Zuccon monta con nerbo - e il finale disorienta più che atterrire, il film si sostanzia nelle luci sature di Bastelli, nel truce gore di Stivaletti e in un cast di sobria professionalità.
I gusti di Rebis (Drammatico - Horror - Thriller)

Caesars 2/9/19 10:42 - 2537 commenti

Più che gradito ritorno di Avati alla atmosfere "gotico padane". Il nostro, pur in età abbastanza avanzata, dimostra di non aver perso la mano e dirige con la consueta sapienza un cast attoriale di certo pregio (bravissima la Caselli). Il film non mette paura (per questo forse non è esatto parlare di genere horror), ma mette addosso molta inquietudine e questo è pregio non da poco. I difetti ci sono e non sono trascurabili (su tutti la scelta cromatica, desaturata, della fotografia e un finale troppo frettoloso), ma resta un film molto valido.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Purtroppo c'è da segnalare, in negativo, la scena della culla insanguinata, effetto digitale realizzato in maniera davvero imbarazzante.
I gusti di Caesars (Drammatico - Horror - Thriller)

Deepred89 6/1/20 23:29 - 3145 commenti

Lodevole la volontà di Avati di mettere in scena una sceneggiatura ambiziosa e sfaccettata, avvalendosi di vecchie glorie tuttora efficacissime (meno in forma, pur senza sfigurare, i più giovani) e riesumando suggestioni che parevano sopite da almeno tre decenni. Purtroppo fallisce nel dare respiro al suo dipanarsi di colpi di scena e cambi di rotta (peccando, peraltro, in una chiusa che lascia perplessi) ed esce tentennante dinnanzi allo scontro con la pochezza del budget, tra fotografia desaturata al risparmio, sonoro scarso e goffi ralenti.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Markus 1/9/19 21:13 - 3043 commenti

Di tanto in tanto Pupi Avati ritorna all'horror (ci provò l'ultima volta con Il nascondiglio, ma non se ne accorse quasi nessuno) per assecondare il folto pubblico che lo richiede. Ecco dunque una sorta di Casa 2.0: ci sono ancora la campagna lagunare veneta, le vecchie cascine, le credenze popolari, la chiesa e la politica, ma ahimé manca il pathos e soprattutto una vicenda che attanagli e che faccia paura. Niente da fare: nonostante il rassemblement di attori "avatiani" e l'anonimo score di Amedeo Tommasi, non si va oltre la bella estetica.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Capannelle 4/1/20 22:22 - 3620 commenti

C'è qualche buona sequenza, la prova della Caselli e un insieme di location e costumi ben studiati. Ma tutto il resto veicola la sensazione del voler rinverdire i fasti passati senza troppa convinzione e con diverse falle. Alcune scene ridicole e gratuite come quella iniziale; sottotrame slegate come la storiella tra Momentè e l'infermiera (anche se la Pedetta non è male); copione e ritmo televisivi e con molti passaggi didascalici; montaggio e sonoro discutibili e comunque poco funzionali rispetto alla tensione che si vorrebbe creare.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Hackett 1/9/19 12:21 - 1670 commenti

Pupi Avati torna a parlare di campagne avvolte dal mistero e di suggestioni religiose che sconfinano nell'orrore e lo fa partendo da un buon romanzo da lui scritto un paio di anni prima. La regia al solito è indiscutibile e ci regala tutto l'universo avatiano grazie alla partecipazione di parecchi suoi attori feticcio. Il montaggio è virtuoso, la fotografia intrigante anche se a tratti un po' patinata. Chi si aspettasse jumpscare non conosce lo stile di Avati, né il suo lavoro.
I gusti di Hackett (Giallo - Horror - Thriller)

124c 2/9/19 1:47 - 2735 commenti

Un giovane funzionario romano viene mandato in un paese della provincia veneta per investigare sulla tragica morte di una neonata a opera di un ragazzino che dice di aver visto in lei il diavolo. Pupi Avati torna all'horror circondandosi di volti noti del suo cinema che compaiono come guest star (Gianni Cavina, Lino Capolicchio e Alessandro Haber, per dirne tre), ma non tutto quadra come dovrebbe, nonostante le buone atmosfere grigie e la discreta ricostruzione della vita rurale dell'Italia degli anni '50, macabre chiesuole di paese incluse.
I gusti di 124c (Commedia - Fantastico - Poliziesco)

Trivex 27/8/19 12:40 - 1435 commenti

Ben costruita, anche nell'atmosfera, l'Italia di quel tempo, con il potere politico che palesemente deborda per perpetuare se stesso. Ordinario e formale il protagonista, un po' come il film medesimo. Ci si infila nel contesto contadino ove superstizione e religione spesso e purtroppo camminano insieme. Avati coglie le ragioni della critica al sistema e le incrocia con un fatto terribile. Poi si prosegue ancora spediti, senza indugi ma con poco "calore", sino al finale che coniuga una maliziosa ambiguità con la fretta, eccessiva, di chiudere la storia.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I denti; Il finale (poco riuscito).
I gusti di Trivex (Horror - Poliziesco - Thriller)

Enzus79 28/8/19 20:48 - 1639 commenti

Storia gotica nostrana firmata Pupi Avati, che ritorna all'horror dopo un bel po' di tempo. Non siamo ai livelli né de La casa dalle finestre che ridono né di Zeder, ma è un buon film che ha nel finale la più grande pecca: troppo veloce nello svelare il perché di certe situazioni. Scene raccapriccianti ci sono, ma si contano sulle dita di una mano. Comunque, dei film diretti da Avati negli ultimi dieci/venti anni, è il migliore.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La prima comunione; L'estrazione dei denti.
I gusti di Enzus79 (Fantascienza - Gangster - Poliziesco)

Rambo90 27/8/19 2:30 - 6063 commenti

Una delusione. Avati torna agli orrori della campagna ma con scarsa vena. La trama si fa anche seguire, ma la pessima confezione paratelevisiva e la recitazione dei protagonisti non aiutano. Nella seconda parte, poi, diventa sempre più evidente che la sceneggiatura abbia ben poco cui approdare, vivendo di un generale senso malsano e non di una vera costruzione. Rimangono le partecipazioni di lusso di vecchi compagni sodali e qualche momento disturbante affidato agli effetti di Stivaletti. Mediocre.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Lucius  27/8/19 10:07 - 2774 commenti

La formula è quella de La casa dalle finestre che ridono, quindi vincente. Ben recitato dall'intero cast, il nuovo lavoro di Avati risulta in linea con le tappe padane, nere, della sua filmografia. A lasciare perplessi è la sola fotografia (anche se non è del tutto insalvabile). Una storia diabolica la cui inquieta atmosfera contribuisce a dare quel quid di mistero e di malefico all'intera trama. Un'opera nera che attinge non solo dalla filmografia del regista ma anche dall'horror in generale, plasmata dall'autore e in grado di incutere paura.
I gusti di Lucius (Erotico - Giallo - Thriller)

Paulaster 8/1/20 9:52 - 2479 commenti

Funzionario deve influenzare un processo d'omicidio tra ragazzini. Clima che tende all'orrorifico ma che invece indaga sui misteri di provincia. Trama inusuale che solo Avati può ripercorrere e in cui il climax è raggiunto in brevi momenti mentre il fondo di superstizione toglie pathos. Fotografia che usa troppi filtri (a volte è satura di colore, a volte grigia o quasi slavata...). La fase governativa è molto televisiva. I vecchi amici del regista fan la loro parte, con la Caselli in una grande interpretazione.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La deposizione della Caselli; Il segno che deve mandare l'amico da morto.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Myvincent 29/8/19 16:21 - 2396 commenti

La bruttezza, il raccapriccio, la deformità, viste con la doppia lente della superstizione/religiosità (facce della stessa medaglia), raccontate con l'usuale profonda capacità a cui Avati ci ha abituato. Non solo un horror, ma un film d'autore, il cui "romanzo" accurato è un mezzo per far riflettere sui labili confini che si stabiliscono tra il reale e l'innaturale, lasciando a ognuno di noi di ultimarne l'interpretazione. Un film che i registi di "genere" dovrebbero guardare per capire quanto ancora sia possibile creare un buon film.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I volti spietatamente invecchiati dei suoi attori feticcio: Capolicchio, Cavina, Haber; La suprema interpretazione di Chiara Caselli.
I gusti di Myvincent (Drammatico - Giallo - Horror)

Didda23 30/12/19 10:07 - 2179 commenti

Un'opera indubbiamente meritoria sotto il versante dell'ambientazione e della scelta degli attori (bravi come spesso capita Bonetti, Cavina e Haber), molto meno per quanto riguarda la fotografia (decisamente sottotono) e l'abuso dei ralenti (che penalizzano- imperdonabilmente - la tensione). Nel mentre una sceneggiatura molto ambiziosa che mescola sacro e profano, politica e ricerca della verità con risultati modesti soprattutto per colpa di un finale di rarissima inefficacia. Qua e là si respira il genio del maestro che fu, ma è davvero troppo poco.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'interrogatorio condotto dall'eccellente Bonetti; La morte della sorellina del "mostro"; I denti.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Minitina80 23/9/19 15:45 - 2148 commenti

Chi conosce Avati non rimarrà deluso in quanto gli elementi tipici del suo cinema sono presenti. Si torna alla provincia italiana dai volti imperfetti e consumati in cui il folklore ben si amalgama con la religione e le credenze popolari. Mancano quei picchi fatti di sussulti e rumori improvvisi, ma è un elemento che distingue la capacità narrativa di Avati dalla maggioranza dei registi dell’orrore, incapaci di andare oltre il sobbalzo dalla sedia. Molti gli spunti riusciti, tra cui il raggelante epilogo a sugellare un’ora e mezza spesa bene.
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)

Ryo 17/9/19 0:11 - 1976 commenti

Il ritorno all'horror di Pupi Avati è un po' sotto le aspettative, specie se paragonato alla Casa dalle finestre che ridono e Zeder. L'atmosfera cerca di essere cupa e malsana in ogni inquadratura, ma non sempre ci riesce. La credibilità della vicenda, poi, viene compromessa da una terribile recitazione del bambino protagonista (ma anche della maggior parte dei comprimari), che spesso recitano a memoria, senza esprimere ciò che realmente dicono le loro parole. Ritmo troppo lento. Ottimi gli effetti speciali e la cura degli ambienti.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Nicola81 10/12/19 21:53 - 1790 commenti

Avati quando si è cimentato nell'horror non ha mai deluso e non lo fa neppure con questo film, parco di spaventi ma attraversato da un'inquietudine costante che raggiunge il suo apice nell'epilogo (forse fin troppo sbrigativo). Molto efficaci la ricostruzione degli anni '50 e l'ambientazione nelle campagne venete, con tutto il corollario di ignoranza, credenze popolari e ipocrisia cattolica. Recitazione un po' troppo sussurrata, ma alcune caratterizzazioni (in particolare la caselli nerovestita e Bonetti giudice istruttore) sono rimarchevoli.
I gusti di Nicola81 (Gangster - Poliziesco - Thriller)

Il ferrini 16/12/19 18:54 - 1563 commenti

Di certo è emozionante rivedere Cavina, Haber, Capolicchio su un set di Avati. Apprezzabile anche l'atmosfera orrorifica da provincia fulciana e l'onestà intellettuale del regista (cattolico e da sempre considerato vicino al centrodestra) nell'affrontare in modo critico e tagliente il conservatorismo. Fotografia desaturata un po' modaiola (vedi The nest) ma un livello di recitazione finalmente degno e una storia che pur senza grossi picchi si fa seguire volentieri, complice anche la breve durata. Un po' nostalgico, forse autocelebrativo ma elegante.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)

Taxius 10/9/19 13:18 - 1500 commenti

Avati dopo tanti anni torna all'horror e lo fa in grande stile, con un bellissimo e inquietante film con tanti pregi e qualche difetto. Lo stile usato dal regista bolognese è simile a quello già usato per La casa dalle finestre che ridono: protagonisti assoluti sono infatti i segreti, le bugie e le superstizioni di un'Italia contadina e rurale appena uscita dal secondo conflitto mondiale. Purtroppo il film paga un finale sbrigativo (ma non deludente) e qualche sottotrama di troppo che non porta da nessuna parte. Spettacolare l'ambientazione.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I primi 30 secondi.
I gusti di Taxius (Commedia - Horror - Thriller)

Greymouser 14/1/20 18:43 - 1459 commenti

Una storia morbosa di provincia con risvolti horror e qualche svolazzo soprannaturale poco organico alla trama. D'altronde, Avati sembra irresoluto fra due tesi: quella della realtà di un male diabolico che affligge la piccola comunità lagunare degli anni 50 e quella del pregiudizio e della superstizione che uccidono corpi e dvastano anime. In molti passaggi c'è la mano del maestro, ma il film, in complesso, sembra zoppicante e il finale, per quanto inaspettato, sembra poco più che un gratuito "coup de theatre".
I gusti di Greymouser (Fantastico - Horror - Thriller)

Ultimo 1/1/20 13:23 - 1283 commenti

Il ritorno di Avati al genere horror dà vita a un film non brutto ma ben lontano dal suo capolavoro degli anni '70. L'ambientazione lagunare è azzeccata e la vicenda è inquietante al punto giusto, ma quello che manca è un cast convincente: gli unici attori promossi fanno parte della vecchia guardia (Cavina e Capolicchio, per intenderci...). Finale tipicamente avatiano, che lascia di stucco e apre la fantasia dello spettatore. Non male, nel complesso.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La prima comunione dei bambini.
I gusti di Ultimo (Commedia - Giallo - Thriller)

Pumpkh75 16/1/20 13:33 - 1241 commenti

Se Aiazzi e Maroccolo incidessero domani un nuovo disco con i Litfiba non uscirebbe mai un altro 17 Re. Allo stesso modo, pur non versando lacrime, oggi le finestre di Avati non ridono più: il regista benedice il buon cast, ristagnano amate atmosfere padane e malesseri ecclesiali ma poi i difetti della pellicola spengono l’attesa e l’inquietudine, principalmente quando gli occhi si arrendono alla fotografia smunta, all’aria da sceneggiato RAI e a un finale troppo colmo da svuotarsi. Fa, purtroppo, meno paura delle lancette che rintoccano.
I gusti di Pumpkh75 (Fantastico - Horror - Thriller)

Digital 27/8/19 10:58 - 1084 commenti

Lascia piuttosto perplessi quest’ultima fatica di Avati. L’atmosfera richiama le pellicole padane, con la classica provincia arretrata fitta di misteri e personaggi inquietanti. La storia però fatica a carburare: non riesce mai a intrigare come dovrebbe, perdendosi lungo le maglie di una vicenda che non avvince e, soprattutto, non spaventa. La tensione si riduce a sporadiche sequenze e al colpo di scena finale (che resta con molti punti di domanda) mentre il tedio serpeggia agevolmente seppur mitigato dalla breve durata. Più ombre che luci.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Von Leppe 5/12/19 13:12 - 982 commenti

Avati torna all'horror ma lo fa utilizzando la pessima recitazione sussurrata odierna e questo mina una trama non male. Altra difetto è che nelle scene inquietanti il film manca di un certo mordente. L'ambientazione veneta è ottima (le location azzeccate). Tutti gli edifici sono fatiscenti (perfino lo studio del dentista) e creano atmosfera. Il personaggio di Emilio è riuscito ed è l'elemento più interessante del film. Finale che spiega poco ma è buono.
I gusti di Von Leppe (Giallo - Horror - Thriller)

Bubobubo 27/8/19 11:20 - 948 commenti

Riunione di grandi nomi, attoriali (Cavina, Capolicchio, Haber...) e tecnici (Zuccon, Stivaletti) per il celebrato ritorno di Avati all'horror padano. Il problema è che, tolte le atmosfere plumbee e malate del Polesine e un paio di scene di grande impatto visivo, il film non sta in piedi: registicamente sciatto (l'abuso del ralenti è insopportabile), scritto approssimativamente (gli ultimi 10' arrivano dal nulla, quasi al fast forward) e con svariate sottotrame superflue (la cornice politica), quando non inutili (la liaison amorosa).

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La sanguinolenta scena iniziale; L'estrazione dei denti. In negativo: l'uso estensivo del ralenti; Le scene all'ospedale; Il finale.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)

Ira72 27/8/19 8:24 - 835 commenti

Grande ritorno di Avati in chiave horror, dal sapore d'altri tempi ormai raro nel panorama cinematografico. Si parte subito con una scena impattante e rivelatrice per proseguire nei lidi tanto amati dal regista, permeati di decadenza, umidi e piovigginosi, tra vecchi casali malridotti, atmosfere cupe e inquietanti. Efficaci gli interpreti, con volti cianotici e profonde occhiaie su cui spicca una Caselli dalle calze sgualcite e dall'aria sinistra che sorprende per la prova attoriale. Il made in Italy, nel genere, non ha eguali, se in così sapienti mani!
I gusti di Ira72 (Documentario - Horror - Thriller)

Rocchiola 27/8/19 10:12 - 742 commenti

Avati torna alle atmosfere gotico-padane degli esordi e firma il suo miglior film degli ultimi vent'anni. Un'opera genuinamente inquietante che, prendendo spunto dalle storie di paura della credenza popolare, si inserisce tra le migliori produzioni del filone demoniaco. Peccato solo per la fotografia modernamente incolore (le finestre che ridono erano molto più colorate) e un finale un po' frettoloso e telefonato. Interessante anche la figura dell'ispettore del ministero, un povero travet che scoprirà a sue spese come il male esista e sia tra noi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La sorellina uccisa a morsi; La culla sanguinante; Il calpestamento dell'ostia consacrata; L'uccisione del maiale sacrilego.
I gusti di Rocchiola (Guerra - Poliziesco - Western)

Graf 2/9/19 23:11 - 652 commenti

Il "signor diavolo" esiste davvero e Pupi Avati prova a rappresentarlo. Coraggiosa testimonianza estetica di un artista fedele alle sue idee, il film mette in scena una complessa e sofferta esplorazione sulla seduzione del Male. Il Mysterium iniquitatis è una forza oscura e tremenda che il regista, fondatore del gotico padano, riesce a evocare attraverso la proliferazione di atmosfere arcane e tenebrose. Regia di nerbo, tecniche sopraffine, recitazione al diapason; peccato per il finale irrazionale, che contraddice il racconto fino ad allora nitido e logico.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Pupi Avati si conferma gran direttore di attori.
I gusti di Graf (Commedia - Poliziesco - Thriller)

Noodles 29/8/19 0:58 - 548 commenti

Le atmosfere, le inquietudini e le ambientazioni suggestive sono quelle di sempre e Pupi Avati non ci tradisce. La storia, pur scorrendo piacevole per tutta la sua breve durata e pur presentando notevoli spunti di interesse resta sempre un po' sul vago e vi sono anche un paio di difetti di sceneggiatura, che a volte si fa un po' confusa. Un piacere rivedere alcuni grandi nomi del cinema di Avati: si amalgamano bene in una recitazione generalmente buona. Meritevole di visione.
I gusti di Noodles (Commedia - Drammatico - Horror)

Metuant 12/9/19 11:11 - 454 commenti

Nel quasi deserto panorama horror italiano di oggi, un film come questo è una bella boccata d'aria fresca. Pupi Avati non ha perso la mano e più di una volta si può sentire nella pellicola l'eco di Zeder o della Casa dalle finestre che ridono, in particolar modo nell'ottima ambientazione. Forse il colpo di scena finale poteva essere gestito un po' meglio, ma è un difetto minore rispetto a un film decisamente riuscito. Menzione di merito per un cast azzeccato e inquietante.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La disturbante sequenza iniziale.
I gusti di Metuant (Commedia - Giallo - Horror)

Maxx g 12/9/19 12:19 - 448 commenti

Film horror di Pupi Avati ambientato in Veneto negli anni '50, si avvale di un'ottima scelta di luoghi che emanano atmosfere piuttosto tetre. Efficace la ricostruzione di quel periodo, costumi compresi. La tensione c'è, è presente, sottolineata dal cielo grigio e plumbeo che porta l'orrore. Efficace il cast, anche se la prova della Caselli lascia qualche dubbio. Forse Roncato e soprattutto Haber meritavano maggiore spazio. Da brividi e, come annunciato dallo stesso Avati, l'orrore non finisce qui. Da vedere.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le scene con il temporale, a sottolineare il clima nel paese e nei cuori delle persone; Il finale.
I gusti di Maxx g (Comico - Horror - Western)

Lupus73 5/1/20 16:56 - 213 commenti

Avati torna ancora all'horror, stavolta non padano ma veneziano. Stupenda fotografia, molto desaturata con effetto retrò, atmosfera radicata nella tradizione popolare, recitazione a volte suggestiva (Cavina e Haber) a volte scolastica per un folk horror squisitamente italico che si esprime criticamente nei confronti di una superstizione religiosa che diviene istituzione (e politica). Il secondo periodo horror di Avati è abbastanza ermetico, quindi il film necessita di una seconda visione. Ottimo esempio di cinema horror culturalmente italico.
I gusti di Lupus73 (Horror - Peplum - Thriller)

Gmriccard 29/8/19 12:06 - 82 commenti

Mezza delusione. Buona la fotografia (ma colorimetria noiosa), bene gli attori (salvo il ruolo più importante, il piccolo Franchini, anche troppo allampanato). Il problema principale risiede nello storyboard: troppe informazioni fuorvianti, location sovrabbondanti, personaggi solo abbozzati che appesantiscono la messa in scena e la logica della trama. Ottimo soggetto originale, solita maestrìa registica e consueto, sorprendente finale. Se il grande schermo deve morire a colpi di remake e avengers vari, meglio mille film così di registi satolli.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Senz’altro il finale.
I gusti di Gmriccard (Commedia - Drammatico - Poliziesco)

Zaratozom 1/9/19 0:46 - 56 commenti

Il film è noioso e adatto soprattutto a un pubblico anni '70. Le credenze popolari e la superstizione perdono il loro fascino tra i pissi pissi bao bao dei vari Haber, Cavina e Capolicchio. Gli omaggi alle location de La casa dalle finestre di Comacchio, i trucchi di Stivaletti che omaggia se stesso nello sfascio dentale già visto in Mater Lacrimarum di Argento, il finale agghiacciante che ti aspetti e che però arriva come una liberazione, son tutti indice di quello che sarebbe potuto essere un bel film se solo si avesse avuta una marcia in più.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il finale che cerca di ricalcare l'effetto di successo delle altre escursioni di Avati nel gotico padano.
I gusti di Zaratozom (Fantascienza - Horror - Thriller)

Nergal 27/8/19 14:38 - 6 commenti

Il ritorno di Pupi Avati al gotico padano soddisfa solo a metà: l'atmosfera morbosa c'è, la storia pure, ma non si può far finta di ignorare gli evidenti limiti tecnici (la regia piatta, la fotografia eccessivamente desaturata, il montaggio grossolano) e attoriali che inevitabilmente incidono sulla qualità complessiva del film; la scena della culla insanguinata è terribile. Fa però piacere rivedere alcuni dei volti storici del cinema di Avati riuniti ancora una volta sul set. Tre palle per la simpatia e l'affetto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La scena del dentista; La discesa nelle tenebre.
I gusti di Nergal (Drammatico - Horror - Thriller)

Dìmio 30/8/19 17:05 - 1 commenti

L'attesa c'era e le premesse pure, ma Pupi Avati, uno fra i pochi registi rimasti di un certo calibro, non riesce a riempire lo stomaco dello spettatore, che anzi rimane a digiuno e deve accontentarsi di una trama promettente con un titolo, "Il signor Diavolo", che suona un po' come uno degli albi più belli di Dylan Dog. Purtroppo, a cose fatte, tutto è zoppicante e niente funziona a dovere. È come rimettere in moto una macchina d'epoca: tanto fascino ma senza ottime garanzie.
I gusti di Dìmio (Drammatico - Fantastico - Horror)