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• CHERNOBYL - UN GRIDO DAL MONDO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/7/19 DAL BENEMERITO GESTARSH99 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 25/7/19
La tragedia di Chernobyl vista sotto un'ottica diversa: quella di Robert Gale (Voight), un medico - realmente esistito e ad oggi ancora in vita - specializzato nella cura di leucemie con trapianti di midollo spinale che dopo aver saputo dell'incidente alla centrale scelse di andare in Russia per aiutare le vittime esposte alle radiazioni. Piuttosto indeciso sulla strada da intraprendere, il film tv comincia mostrandoci scene di vita a Pryp'jat' e dintorni alternate ad altre in cui seguiamo le giornate di Gale (evidentemente appassionato di jogging) tra casa e ospedale di Los Angeles. La successiva ricostruzione alla centrale del test fallito che porta alle drammatiche conseguenze che tutti conosciamo fa pensare a una precisa volontà di documentare quanto più possibile cosa realmente avvenne in quegli attimi; ci vengono infatti mostrati il fuoco che divampa, l'arrivo dei pompieri, l'evacuazione di Pryp'jat' in autobus... Fin qui insomma ancora si percepisce la volontà di documentare quanto accadde nell'aprile del 1986, ma poi ci si concentra sulle vicende legate alla degenza dei pompieri nell'ospedale di Mosca dove vennero ricoverati, monitorati costantemente da Gale e dai medici russi. Raggiunto lì dal filantropo e collezionista d'arte Armand Hammer (Robards), noto realmente per i suoi contatti con alte personalità sovietiche e che contribuirà all'insediamento dell'amico sul posto (i due vennero insieme candidati al Nobel per la pace), Gale prosegue nella sua missione umanitaria venendo in contatto finanche con Gorbaciov (Troshin), il Segretario Generale che più di ogni altro veniva ritenuto in grado di mediare con Reagan per dissipare il clima da guerra fredda che da troppo tempo teneva in stallo il processo di pace tra le due superpotenze. Girato infatti nel 1990, quindi negli anni in cui la Glasnost (“trasparenza”) stava di fatto portando alla fine dell'Unione Sovietica, il film parte da Chernobyl per affrontare temi più alti senza però disporre dei mezzi in grado di supportarne le ambizioni. Al di là di una confezione televisiva che mostra evidenti carenze dal punto di vista dell'impatto visivo, la regia di Anthony Page è fiacca, le interpretazioni dei protagonisti fin troppo compassate (il nostro doppiaggio non aiuta) mentre gli andirivieni in ospedale stancano presto. Difficile poi rinvenire nelle tante facce e negli atteggiamenti tipicamente americani del cast qualcosa che possa davvero ricordare i sovietici del tempo: non basta chiamarsi reciprocamente "compagno" per convincerci di esserlo; troppo diversi i due mondi per pensare di poterli sovrapporre così facilmente. E pure l'incontro finale con Gorbaciov in realtà dice poco. Peccato, perché le riprese alla centrale e nei dintorni rendono piuttosto bene l'idea dell'aria che si respirava (in tutti i sensi...) durante quei mesi disgraziatissimi. Robards che continua a ripetere di avere ottantotto anni quando non ne aveva all'epoca nemmeno settanta fa sorridere, ma non è colpa sua se il vero Hammer nel 1986 aveva davvero ottantotto anni...
il DAVINOTTI

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Gestarsh99 22/7/19 17:12 - 1175 commenti

Prima opera di fiction (con partecipazione straniera) a poter guardare negli occhi il mostro di Chernobyl. Una coproduzione televisiva anglo-russo-statunitense parecchio cauta e inamidata ma sufficientemente fedele ai fatti, realizzata fra l'altro pochi mesi prima della dissoluzione dell'URSS, approfittando del clima di distensione e fratellanza collaborativa maturato al culmine della Perestrojka. Preminente sull'individuazione di cause e responsabilità - quasi interamente eluse nel film - è la sottolineatura della volontà di cooperazione internazionale fra ex-rivali geopolitici. Infarinante.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il doloroso ma consapevolissimo colloquio in ospedale fra uno dei contaminati e il medico americano interpretato da Jon Voight.
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