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ATTENTI A QUELLE DUE

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® Attenti a quelle due
Titolo originale:The Hustle
Dati:Anno: 2019Genere: commedia (colore)
Regia:Chris Addison
Cast:Rebel Wilson, Anne Hathaway, Alex Sharp, Emma Davies, Dean Norris, Rob Delaney, Timothy Simons, Douggie McMeekin, Ashley McGuire, Casper Christensen, Eloise Lovell Anderson, Philip Desmeules, Ingrid Oliver, Nicholas Woodeson, John Hales, Francisco Labbe, Aaron Neil, Bruno Sevilla, Rebekah Staton, Tim Blake Nelson (n.c.)
Note:Remake de "I due seduttori" (1964) e di "Due figli di..." (1988). Aka "Attenti a quelle 2".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/5/19 DAL DAVINOTTI
E così, dopo un primo remake in cui la traccia veniva sostanzialmente mantenuta (finale a parte), I DUE SEDUTTORI vengono ora rivisti in chiave femminile, a sessi cioè invertiti: a Niven (e poi Caine) subentra Anne Hatahaway mentre a rifare Brando (e poi Martin) arriva Rebel Wilson. La prima è impeccabile, raffinata, sempre ben vestita e rigida come il "cadavere di una bibliotecaria", la seconda è rozza, volgare, invadente, petulante e naturalmente molto molto ingombrante. Pare infatti che per interpretare ruoli comici di questo tipo ultimamente l'adipe sia diventato un requisito fondamentale; dove non c'è Melissa McCarthy ecco quindi la Wilson, per certi versi alla prima sovrapponibile. A marcare la differenza è la qualità del copione; qui, pur partendo da basi solide già “garantite”, è la sceneggiatura a non trovare dialoghi che sappiano rendere sufficientemente spiritoso il film. Si rimesta troppo nel facile turpiloquio, si affonda nei doppi sensi a sfondo sessuale con una Wilson che si inserisce in ogni dialogo per azzardare la battuta anche quando è evidente che molte sarebbe stato meglio evitarle. La Hathaway abbozza a fatica, rigida come richiesto dal personaggio ma anche in imbarazzo di fronte all'esuberanza eccessiva della collega: l'affiatamento scarseggia, i tempi comici non sono quelli giusti e soprattutto la qualità delle battute è eccessivamente rivolta verso il basso, molto più che nelle precedenti occasioni. Se non si ricorre a rutti e scoregge è solo perché li si circoscrive alle parole evitando i rumori. Truffatrice di bassissima lega, Penny (Wilson) arriva a Beaumont-sur-mer, in Costa Azzurra (anche se stavolta siamo in realtà a Majorca), seguendo le tracce della sofisticata Josephine Chesterfield (Hathaway), che pur lavorando nello stesso “ramo” punta a inganni assai più ricercati e d'effetto. Beaumont è il suo regno e Penny, con la sua invadenza, rischia di rovinarle la piazza; per questo le due si sfidano: chi per prima riuscirà a sottrarre 500.000 dollari a colui che viene designato come il pollo di turno (Sharp), ovvero l'inventore di una app di successo che sembra preda fin troppo facile, si guadagnerà l'esclusiva sul territorio. Un duello senza esclusione di colpi da combattere ognuna con le proprie armi. Non si può dire che le due attrici nel loro campo non ci sappiano fare, ma la sguaiatezza dell'azione e una regia (dell'esordiente Chris Addison) poco all'altezza producono un risultato insipido, grossolano, diseguale; eppure non si può negare che talvolta la risata scappi: merito della goffaggine di Penny, come facilmente immaginabile (anche nei precedenti Niven e Caine erano costretti al ruolo di spalla) e a qualche catastrofismo fantozziano ben messo in scena, con il divertente rapporto tra Penny e il maggiordomo a dare un po' di gusto in più. La figura del “pollo” interpretato da Sharp delude però ampiamente: di una ingenuità puerile improbabile e schematico oltremisura. Insopportabili le prime truffe con la Wilson nel ruolo della finta sorella scema, indimenticabile la risata "di circostanza" della Hathaway durante il "tiro" al maggiordomo in giardino. Geniali i travestimenti da sacco d'immondizia e pacco di Natale.
il DAVINOTTI

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Markus 19/5/19 18:10 - 2827 commenti

Terza versione de I due seduttori (più il remake Due figli di...) nel tentativo di dare un'altra chance, stavolta nel nuovo millennio, a una vicenda ormai arcinota. Chris Addison sviluppa la storia con due donne agli antipodi (Rebel Wilson/Anne Hathaway), ma l'affiatamento comico pare non prenda mai quota (almeno con il doppiaggio italiano). Non c'è un solo momento davvero ridanciano e ben scritto nel film, che ricorre ai soliti mezzi della volgarità nel bieco tentativo di strappare un facile sorriso. Dal ricco cinema yankee ci si aspetta di più.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

124c 20/5/19 2:21 - 2656 commenti

Due truffatrici scommettono su chi per prima riuscirà a sottrarre dei soldi a un giovane e ricco tycoon del computer. Dopo aver visto Due figli di..., del 1988, con Michael Caine e Steve Martin, (che già facevano il verso a David Niven e Marlon Brando, in I due seduttori, del 1964), rivedere più o meno lo stesso copione, anche se in versione aggiornata e femminile, sa di minestra riscaldata. Fra le cose da salvare ci sono le gag fra Rebel Wilson e il maggiordomo della Hathaway e i vestiti firmati di Anne, scarpe con i tacchi alti inclusi.
I gusti di 124c (Commedia - Fantastico - Poliziesco)

Digital 22/5/19 12:09 - 961 commenti

Senza conoscere i precedenti film di cui questo è il remake, se ne può godere senza dover necessariamente avere metri di paragone, come se fosse una novità. La regia frizzante e dinamica garantisce ritmo, mentre le battute - pur non centrando tutte il bersaglio - riescono a smuovere il sorriso. Nel cast è la Wilson a meritarsi il premio di migliore (sue le gag più simpatiche); la Hathaway convince poco, esattamente come Alex Sharp. Niente di particolarmente trascendentale, ma fa trascorrere novanta, spensierati minuti.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)