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DOLOR Y GLORIA

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Dolor y gloria
Titolo originale:Dolor y gloria
Dati:Anno: 2019Genere: drammatico (colore)
Regia:Pedro Almodóvar
Cast:Antonio Banderas, Penélope Cruz, Asier Etxeandía, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Asier Flores, Cecilia Roth, Raúl Arévalo, Julieta Serrano, Pedro Casablanc
Visite:496
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MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 9
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/5/19 DAL BENEMERITO IL FERRINI

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Cotola 19/6/19 11:22 - 6896 commenti

Uno degli Almodovar meritoriamente più sobri di sempre e non è poco: visto l'alto tasso di autobiografismo avrebbe potuto eccedere col melodramma ed invece si contiene, forse persino troppo. Poiché ciò che si può imputare maggiormente alla pellicola è proprio di essere poco viscerale e quindi coinvolgente. Tutto sembra troppo pulito, asettico. Forse sarebbe stato meglio se il regista avesse almodovareggiato di più. Siamo comunque in presenza di un buon film da cui ci si poteva aspettare di più sul piano emozionale. C'è anche qualche bella scena ma nulla che resti davvero nella memoria.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Rambo90 22/5/19 20:43 - 5683 commenti

Un Banderas particolarmente ispirato per un Almodóvar altrettanto ispirato. Un film intimo, che emoziona fin da subito per come i personaggi trasudano veridicità e per alcuni grandi piccoli momenti di sceneggiatura. Il dolore fisico, la depressione e lo sfogo artistico come cura, ben raccontati, che colpiscono soprattutto chi come il protagonista vive con le proprie storie. Notevole.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Il ferrini 17/5/19 23:38 - 1430 commenti

Senza dubbio l'opera più personale di Almodóvar, quasi un'autobiografia. Un film assolutamente maschile (insolito per lui) e al contempo di grande intimità, con un Banderas forse al ruolo della vita e un Etxeandía altrettanto sorprendente (il suo monologo sulla dipendenza è uno dei momenti più alti). Bellissime le location, soprattutto quelle dell'infanzia in cui si muove una Cruz magnetica. Il dolore, fisico e mentale, è il fulcro di tutto. La gloria l'unica cura possibile.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La conferenza via cellulare per "Sabor"; Il monologo "La dipendenza"; Il coup de théâtre finale.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)

Digital 5/6/19 12:13 - 961 commenti

Il polo d’attrazione principale è un monumentale Banderas, eccellente nel ruolo di regista in declino che abusa di ogni tipo di farmaco e sostanza stupefacente per alleviare i numerosi problemi che lo affliggono. Almodóvar dirige elegantemente e, pur dovendo scontare ritmi talvolta pachidermici, il film riesce a non annoiare neppure per un secondo, riuscendo peraltro a emozionare e, nella parte finale, commuovere. Tra i molteplici pregi, una Cruz, as usual, bravissima. Quando il cinema d'autore può arrivare anche al grande pubblico.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Xamini   22/5/19 10:32 - 884 commenti

Un racconto personale, questo di Almodóvar, un mosaico, come la locandina, che il buon Banderas (alter ego del nostro e decisamente in parte) cerca di riallineare ma in cui, come le piastrelle del giovane illetterato, ogni pezzo trova il suo posto solo nel finale, in un delicato percorso catartico. A uno sguardo distratto il film può apparire banale, a tratti lento (la madre anziana), ma è ricco di finezze, dettagli, elementi non casuali e calore umano. Senza dimenticare la maestria dell'autore.
I gusti di Xamini (Commedia - Drammatico - Fantastico)

Lou 18/5/19 1:04 - 792 commenti

Il regista spagnolo fa i conti col suo passato in un film intimo e intenso. La crisi espressiva di un regista maturo, bloccato da dolori fisici e da una sindrome depressiva, può essere superata solo elaborando il passato, con un percorso lento e nostalgico che, soprattutto nella seconda parte, si rivela molto coinvolgente. Grande cura dell’immagine, con i consueti colori intensi stavolta usati con garbo. Banderas si rivela perfettamente adeguato nella sua dolente interpretazione.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)

Bubobubo 18/5/19 20:41 - 785 commenti

Giunto alla soglia della mezza età, in occasione della retrospettiva sul proprio esordio cinematografico, per Salvador (un ottimo Banderas) è arrivato il momento di ripercorrere il proprio passato, immergendosi nuovamente nella propria infanzia, negli amori della giovinezza e nel declino degli ultimi tempi. Composito tematicamente, con fin troppa carne al fuoco e un generale sfarzo espositivo che non sempre brilla per puntualità, ha tuttavia il merito di cercare (e trovare) la quadra del cerchio, in un finale poetico e delicato. Buono.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Alberto Crespo (Etxeandia) che interpreta il monologo "La Dipendenza" tra giochi di colore e prospettiva; Il finale.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)

Nancy 27/5/19 18:12 - 768 commenti

Almodovar mette in scena un'opera dai toni autobiografici, malinconica e auto-commiserativa: non si intravede del reale dolore né nessuna gloria se si esclude l'unico evento della rinnovata ispirazione per il ritrovamento (a ritroso nel tempo) della prima fonte del desiderio del protagonista, che porta a un finale inaspettato ma che tuttavia non spiazza, un po' come l'intero film, che pare più una messa in scena del "malato immaginario" e mette a segno solo un paio di scene. Banderas catatonico non brilla. Ridicola la scena alla "Medicina 33".

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La scena nella grotta per come è fotografata e per la battuta: "Vi invidio, vivete come i primi cristiani nelle catacombe!".
I gusti di Nancy (Commedia - Drammatico - Thriller)

Hearty76 22/5/19 17:41 - 203 commenti

Film maturo d'un regista complesso ma dal mirabile tocco poetico. Il tema cardine è il dolore in tutte le sue forme, spesso difficili da descrivere e affrontare. Attraverso un percorso di giochi cromatici e di sottintesi, lo spettatore si ritrova trasportato in un piano ove memoria e rappresentazione della stessa si fondono. Un po' metafisico un po' metacinematografico, in ogni caso capace di far riflettere sugli aspetti più crudi della vita e sul concetto di redenzione. Non si ride e non si piange, ma il finale "appaga" le emozioni in sospeso.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La predominanza del rosso in vari passaggi e scenari, tinta fortemente iconica della contrapposizione sofferenze e passioni dell'esistenza.
I gusti di Hearty76 (Comico - Horror - Sentimentale)