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AMERICAN HEIST

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® American heist
Titolo originale:American Heist
Dati:Anno: 2014Genere: gangster/noir (colore)
Regia:Sarik Andreasyan
Cast:Hayden Christensen, Adrien Brody, Jordana Brewster, Akon, Tory Kittles, Luis Da Silva Jr, Lance E. Nichols, John McConnell, Joe Chrest, Aaron V. Williamson, Rachel Bilson, Laura Cayouette, Carol Sutton, Elena Sanchez, Belinda Delgado
Note:Remake di "Gli occhi del testimone" (1959).
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Filmati:
Approfondimenti:1) MASCHERE E TRAVESTIMENTI NEL CINEMA DI RAPINA
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/4/19 DAL DAVINOTTI
Remake molto libero degli OCCHI DEL TESTIMONE, noir del 1959 con Steve McQueen, il film di Sarik Andreasyan è un discreto concentrato di luoghi comuni del genere a cui le interpretazioni dei due protagonisti cercano di dare un senso che vada oltre le fiacche apparenze. Periferia di Toronto, Canada. Jimmy (Christensen), finito in prigione per qualche mese dopo una tentata rapina assieme al fratello Frankie (Brody), si è faticosamente ricostruito una vita, non certo agiata, lavorando in un'officina. Quando, dopo dieci anni di reclusione, Frankie torna in libertà, è inevitabile si rifugi dal fratello, il quale per tutta risposta lo prende subito a calci e pugni. Eppure è proprio Jimmy il più debole, incapace di mandare Frankie al diavolo come davvero meriterebbe. Si lascia anzi coinvolgere in una nuova rapina assieme a due avanzi di galera e fin dalle prime fasi le cose sembrano girare storte. Per non parlare del riavvicinamento alla bella Emily (Brewster), impiegata al centralino operativo della polizia a fatica riconquistata e presa presto di mira dai due “esterni” alla famiglia, che del gruppo sono i meno disposti alle mezze misure. Il film è tuttavia condotto sempre guardando al rapporto di odio e affetto tra i due fratelli, con lunghi faccia a faccia in cui regolarmente Brody fa il matto e Christensen quello affranto che scuote la testa e con le lacrime agli occhi si chiede come uscire da una situazione che non ha certo cercato. Più il primo prova a convincere il secondo di quanto abbia messo la testa a posto e di quanto la nuova missione sia semplice e senza rischi, più il secondo capisce di essere sulla via del non-ritorno, ritrascinato suo malgrado in quel vortice di violenza e sangue nel quale aveva cercato in ogni modo di non precipitare di nuovo. Immerso in una bella fotografia notturna per buona parte del tempo, il film si connota come un noir dalle trame classiche improntato a uno stile moderno, ravvisabile in particolar modo nel lungo finale dedicato alla rapina del titolo: montaggio secco, azione, grida, minacce, pallottole e sangue. Tutto già visto, ben s'intende, ma condotto con buon senso della spettacolarità. Fin lì poco aveva dimostrato di poter dire AMERICAN HEIST, incanalato nel più tipico dei timidi riavvicinamenti per quanto riguarda la parte sentimentale (fortunatamente solo marginale) e non molto meglio scritto nei rapporti tra i due fratelli e gli altri due arroganti, feroci compari di colore. Pretestuosa l'apertura che dopo poco ci riporta indietro di un giorno, simpatica l'idea dei fazzoletti col disegno di un teschio (dalla mascella in giù) a coprire il volto utilizzati per la rapina. Il film dovrebbero comunque farlo i faccia a faccia tra i fratelli, non malvagi ma decisamente ripetitivi, con Christensen prigionero della stessa gamma espressiva dall'inizio alla fine e Brody che si lancia sopra le righe con discreti risultati. La pioggia battente in alcune scene testimonia del ricercato lavoro sulla forma.
il DAVINOTTI

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Kinodrop 16/6/19 18:16 - 1048 commenti

Sin dalle prime inquadrature di presentazione è tutto prevedibile: dal conto in sospeso e l'amore-odio tra i due fratelli alla frettolosa preparazione e l'inevitabile conclusione del colpo. La trovata di riservare al finale la parte action costringe il regista a un lungo prologo "sentimentale" di ricostruzione del rapporto tra i fratelli tra scazzottate, pianti e nostalgie. Ripetitivo anche per il focus mirato solo a disegnare i due protagonisti (con qualche deviazione di riempitivo), si salva per il mestiere di un Brody sopra le righe e poco più.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I foulard-maschera scheletrici; Il colpo sotto la pioggia.
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