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7 SCONOSCIUTI A EL ROYALE

All'interno del forum, per questo film:
7 sconosciuti a El Royale
Titolo originale:Bad Times at the El Royale
Dati:Anno: 2018Genere: thriller (colore)
Regia:Drew Goddard
Cast:Jeff Bridges, Cynthia Erivo, Dakota Johnson, Jon Hamm, Chris Hemsworth, Cailee Spaeny, Lewis Pullman, Nick Offerman, Xavier Dolan, Shea Whigham, Mark O'Brien, Charles Halford, Jim O'Heir, Gerry Nairn, Alvina August
Note:Aka "Sette sconosciuti a El Royale".
Visite:508
Il film ricorda:The hateful eight (a Caesars)
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/10/18 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 12/3/19
Tecnicamente il film non si discute: qualità altissima della fotografia, messa in scena di livello, location e ricostruzione d'epoca impeccabili o quasi... A lasciare perplessi è il lavoro di Drew Goddard in sceneggiatura e regia, chiaramente quello di chi il film se lo annette in toto. Perché vanno considerati aspetti importanti, a cominciare da una durata (2h21') del tutto ingiustificata, rispetto a quanto si dice e si vede in scena; tanto che i riempitivi non si contano e in alcuni casi (si veda la lunga parentesi in flashback alla comunità hippie di Hemsworth e compagni) si fanno irritanti per vacuità e scarsa attinenza con la storia. In aggiunta personaggi cui si tende a dare un'importanza che non hanno (il Laramie Seymour Sullivan di Hamm) e singolarità inserite a forza per simulare un'originalità inesistente (la stessa malattia di Padre Daniel). Valanga di hit d'epoca indubbiamente di valore (da “Hush” dei Deep Purple a “The Letter” dei Box Tops) in molti casi rilette a cappella dalla bella voce di Cynthia Erivo (“This Old Heart of Mine” degli Isley Brothers, “You Can't Hurry Love” delle Supremes, “Unchained Melody “dei Righteous Brothers) che però, a dire il vero, dopo un po' snerva... L'ombra di Tarantino, evidentissima, si allunga sul film pure nella costruzione a incastro con flashback e ripartenze senza che mai si abbia la sensazione che il tutto sia funzionale; come la presenza stessa dell'albergo El Royale, in fondo: è diviso in due al suo interno dal confine tra Nevada e California; ha un significato, la cosa? No. Se si finiva all'Overlook non cambiava nulla. L'hotel fa comunque da fascinoso set alla vicenda e va detto che Goddard è bravo nel non farci avvertire le limitazioni ambientali: entra nelle stanze e nelle sale con grazia maestosa, vi si muove con naturalezza scoprendone la ricchezza. Ad arrivare per primi sono una cantante (Erivo) e un prete (Bridges), ma in breve saran lì anche un tipo loquance (Hamm) e una ragazza (Johnson). Ad accoglierli il giovane concierge Miles Miller (Lewis Pullman, la cui somiglianza con papà Bill ha nello sguardo dell'incredibile). La sesta (Spaeny) e il settimo (Hemsworth) arriveranno più tardi. Quanti di loro sono alla ricerca del bottino di una rapina che nell'incipit un tizio aveva nascosto sotto le assi del pavimento prima di essere ucciso? Chi ha posizionato le cimici nascoste nella stanza di Sullivan o le telecamere dietro gli specchi per spiare gli ospiti dall'interno di un lungo corridoio buio? Risposte meno importanti della situazione di tensione che si vorrebbe creare, con improvvise esplosioni di violenza (ancora Quentin), dialoghi dai toni insinuanti, un po' di mistero mal abbozzato e personaggi decisamente fragili, nel tratteggio. Se escludiamo Jeff Bridges, due spanne sopra tutti, gli altri scompaiono nell'anonimato di una sceneggiatura ricercata solo in apparenza, in realtà debole quanto le aperture sui rami secchi di vicende scarsamente attinenti a quanto vedremo nello showdown finale (anch'esso sbrodolato oltre ogni limite). A tratti è impossibile non riconoscere il valore estetico dell'opera, nel complesso però si ha la sensazione di un prodotto derivativo che voglia suonare cult a ogni costo. Senza riuscirvi.
il DAVINOTTI

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Cotola 28/10/18 18:58 - 6862 commenti

Debitore di molte pellicole sia sul piano dello stile che su quello narrativo, è comunque un buon thriller che intrattiene piacevolmente come non sempre accade sullo schermo. La sceneggiatura è buona e ben strutturata ed alla fine i pezzi del puzzle si incastrano perfettamente tra loro: forse troppo. Certe cose sanno di forzato, ma ci può stare. Il ritmo non paga dazio ad una durata extra large per un thriller: 140 minuti non sono pochi. E invece non ci si annoia ed il livello di coinvolgimento è sempre abbastanza alto, anche grazie ai colpi di scena che ogni tanto rimescolano le carte. Buono.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Daniela 24/12/18 8:38 - 7702 commenti

Convergenze parallele in un hotel posto sulla linea di confine fra Nevada e California in questo thriller claustrofoico certo debitore verso altre pellicole ma apprezzabile per la tecnica eccellente con cui vengono gestiti incastri, disvelamenti, cambi di prospettiva, adottando un ritmo sincopato fra pause distensive e scoppi di violenza. Nel cast, Bridges vince facile, Hamm e Pullman risultano efficaci, meno bene gli altri, mentre Erivo gioca a parte: è infatti la sua stupenda voce, insieme alla colonna sonora fitta di hit d'epoca, a costituire un bonus ulteriore di questo film intrigante.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Caesars 29/10/18 11:14 - 2424 commenti

La prima parte è veramente molto valida, con continue sorprese che ci consentono di capire sempre meglio cosa abbia radunato i protagonisti nell'albergo al confine tra Nevada e California. Purtroppo la seconda soffre di qualche lungaggine di troppo e fa cadere un po' il ritmo della pellicola. Rimane comunque un prodotto buono, con idee valide (cosa non certo scontata al giorno d'oggi) anche se debitore verso altri autori, Quentin Tarantino in primis. Buoni gli interpreti, ma Dakota Johnson non convince particolarmente.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'incipit.
I gusti di Caesars (Drammatico - Horror - Thriller)

Digital 30/10/18 16:05 - 919 commenti

Partiamo col dire che le due ore e venti si avvertono inevitabilmente tutte; il che si ripercuote in un ritmo talvolta soporifero, ove il tedio tende soventemente a serpeggiare. La prima parte seppur non indecorosa è decisamente prolissa: succede poco e vi è un’abbondanza di dialoghi; il segmento migliore si trova nel mezzo, quando i nodi iniziano a venire al pettine e la suspense, pur se mitigata da un tono semi-serio, aumenta; il peggio lo si ha verso la fine con l'entrata in scena di un pessimo Hemsworth. Ondìvago; non male, dopotutto.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Darkknight 11/2/19 8:36 - 333 commenti

Più che un noir ingarbugliato, sono più storie semplici che s'ingarbugliano tra loro, come in Pulp fiction. D'altra parte, siamo nel tarantinismo puro: atmosfera 70s, buon uso delle musiche, ritmo soporifero, tensione dilatata, esplosioni di violenza, flashback vari... Solo i dialoghi non sono altrettanto brillanti. Ma poco male, l'intrattenimento c'è e regge la durata. Bravi tutti, Bridges in primis.
I gusti di Darkknight (Animazione - Horror - Western)