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RICCHI DI FANTASIA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/9/18 DAL DAVINOTTI
Arieccoce con lo scherzo del finto biglietto vincente della lotteria, tra gli espedienti più abusati dalla commedia di casa nostra per trasformare i poveri in ricchi inadeguati e caciaroni (con tutte le conseguenze del caso, riportate di recente alla ribalta nella saga di POVERI MA RICCHI). Nel riprendere la vetusta idea, tuttavia, gli autori si rendono conto di non poterla tirare avanti per l'intero film (finirebbero col riprendere troppo smaccatamente l'episodio “interista” di ECCEZZZIUNALE... VERAMENTE) e decidono per una variante: dopo che lo scherzo dei colleghi di Sergio (Castellitto) ha funzionato e che Sergio ha convinto l'amante (Ferilli) a mollare il marito e a fuggire con lui mostrandogli il (falso) biglietto vincente, la verità irrompe infatti presto sulla scena: entrambi alla notizia svengono, s'imbestialiscono, ma poi si preoccupano di come nascondere la verità ai figli, già convinti di essere a un passo dalla svolta. Insieme, quindi, i due amanti decidono di fingere con le rispettive famiglie di aver vinto ma di essere inseguiti dal fisco, per questo impossibilitati a spendere i soldi del premio. Così, assieme ai parenti stretti di lei (figlio e sorellina) e quelli di lui (madre, figlia e nipote), partono alla volta della Puglia dove lui è proprietario, a quanto pare, di un trullo. Un viaggio percorso a bordo d'un furgone-camper in legno durante il quale i due protagonisti dovranno inventarsi falsità di ogni tipo per giustificare l'indisponibilità del denaro che i familiari si dimostrano sempre prontissimi a spendere. Poteva essere un'idea, una variante in grado di rivitalizzare la consunta trovata del biglietto vincente, ma se Castellitto e la Ferilli si completano ottimamente, altrettanto non si può dire delle loro famiglie, concentrato dei più vieti stereotipi: dalla nonna schietta e volgare (Fabrizi, poco sopportabile) alla ragazza in pace col mondo che vede il lato positivo in ogni cosa (Gioli, una lagna), dal bimbo petulante al giovane fissato con l'idea di diventare un calciatore. Portare on the road un simile “circo” (secondo la definizione dell'autore del tragico scherzo, cui dà il volto Paolo Calabresi) trasforma il film in una sorta di NATIONAL LAMPOON'S VACATION all'italiana (l'auto in legno pare proprio un omaggio), meno ingenuo ma anche scarsamente originale, pronto a condurci verso un finale con truffa uguale a mille altri, dove ci si dovrebbe divertire a vedere i poveri che si fingon ricchi uscendosene con inopportune frasi in romanesco da coprire con equilibrismi verbali ben poco credibili. Antonio Catania, che in quest'ultima parte recita il ruolo della vittima designata, se la cava col mestiere, Sergio & Sabrina si scambiano dolcezze alternandole a ovvie sfuriate e il carrozzone procede senza quella fantasia che il titolo promette, piazzando in mezzo pure l'ennesima partitella a calcio momento di rappacificazione e unione (gli attriti interni sono all'ordine del giorno). La sceneggiatura non è comunque disdicevole, i due protagonisti insieme funzionano e la regia di Francesco Miccichè riesce a mantenere il ritmo anche nella seconda parte. La Puglia con i suoi incantevoli paesaggi naturali (purtroppo sviliti da una fotografia pesantemente artefatta alla SMETTO QUANDO VOGLIO) fa da sfondo e fornisce simpatici attori locali (Uccio De Santis, l'agente immobiliare), Pupo e la sua “Su di noi” chiudono in bellezza lasciandoci un buon sapore in bocca. Tutto sa troppo di già visto però, e la moraletta sottesa - con mire a un target di famiglie - non predispone al meglio.
il DAVINOTTI

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Markus 1/10/18 8:26 - 2661 commenti

Un mediocre geometra e la sua amante sono ingannati dagli amici facendo credere loro di essere milionari grazie al lotto, ma lo scherzo si tramuterà in qualcosa d'altro. Il sogno proibito dell'italiano medio, quello d'avere soldi piovuti dall'alto per godersi appieno la "dolce vita", ancora una volta sviscerato attraverso una commedia riuscita solo in parte. Di buono c'è l'affiatata interpretazione dei protagonisti Castellitto/Ferilli, che del romanesco un po' di maniera riescono a farne virtù; di cattivo, invece, una "solfa" che sa ritrito.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 30/9/18 23:14 - 5407 commenti

Commedia fresca e divertente, che sa dosare bene momenti comici ed esagerati ad altri un po' più riflessivi (anche se talvolta banali). A farla da padrone un grande Castellitto, in gran forma e vero motore di tutta l'operazione, spalleggiato comunque benino dalla Ferilli nel suo personaggio più riuscito (la romanara de Roma) e da alcuni caratteristi piazzati in ruoli più o meno chiave come Calabresi e Catania. Peccato per una fotografia incomprensibilmente posticcia e giallastra che mortifica la Puglia, ma il film è comunque godibile.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Gabrius79 10/10/18 14:22 - 1067 commenti

Un film che parte da un'idea di base risaputa che però viene sviluppata in maniera gradevole, anche con trovate di buon gusto. L'accoppiata Castellitto/Ferilli funziona bene e diverte, stesso dicasi per la Fabrizi che rende ottimamente il suo personaggio. Catania e Calabresi sottotono. Peccato questo vizio abusato di usare pellicole a colori giallognoli.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)