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GOTTI - IL PRIMO PADRINO

All'interno del forum, per questo film:
Gotti - Il primo padrino
Titolo originale:Gotti
Dati:Anno: 2018Genere: biografico (colore)
Regia:Kevin Connolly
Cast:John Travolta, Spencer Rocco Lofranco, Kelly Preston, Pruitt Taylor Vince, William DeMeo, Leo Rossi, Chris Kerson, Stacy Keach, Ashley Drew Fisher, Jordan Trovillion, Nik Pajic, Chris Mulkey, Greg Procaccino, Donald John Volpenhein, Andrew Fiscella
Note:Ascesa e caduta del boss della malavita statunitense John Gotti.
Visite:311
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/9/18 DAL BENEMERITO NONCHA17 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 15/9/18
L'ambizione evidente è quella di recuperare la maestosità dei migliori affreschi scorsesiani e coppoliani, con passo cadenzato e tempi dilatati, l'attenzione per la messa in scena e le musiche. Ma è forse solo con la delicata ed evocativa colonna sonora che il film può avvicinare i suoi modelli, perché per il resto l'impressione è quella di un ritratto non riuscito, assemblato con una serie di scene goffe che messe in sequenza non riescono affatto a restituire la pienezza del personaggio Gotti, i cui contorni restano indistinti, fumosi. Al di là dell'ovvia ambizione di portarsi in cima all'organizzazione mafiosa che tiene in mano New York, il Gotti di Travolta non ha un carattere che colpisca, una personalità che lo porti ad agire in modo deciso da vero leader. Sembra scalare la gerarchia per caso, tra un abbraccio alla moglie dopo la perdita del figlio dodicenne e due parole col padrino in pectore. Non lo vediamo muoversi nel suo ambiente distinguendosi come si addice a individui del suo calibro. E non è certo colpa di Travolta, che anzi ben si addice a portare su grande schermo l'amore di Gotti per l'eleganza e il doppiopetto di alta sartoria. In un ruolo per lui non facile, il fu Tony Manero si destreggia con bravura: se non riesce ad emergere dall'ambiente circostante lo si deve a una sceneggiatura raffazzonata (co-scritta anche dal redivivo Leo Rossi, eroe di tanti action e thriller Anni Ottanta qui anche attore nel ruolo del braccio destro di Gotti), a una regia che non sa mai come smuovere le acque né come infilare quelle tracce di epicità che invano abbozza fin dall'inizio. I ricordi sono vissuti da un John Gotti chiuso in carcere ormai in fin di vita, preda di un cancro alla gola che lo sta distruggendo. E se i primi passi del boss sono ripercorsi velocemente (chissà, forse anche per l'ormai scarsa plausibilità nel ringiovanimento di Travolta), è l'ascesa a capo di Cosa Nostra il periodo preso in esame, con la contemporanea benedizione del figlio Johnny (Lofranco) ad affiliato dell'Organizzazione. Ma delle lotte di potere e della figura di Paul Castellano, gran capo della famiglia dei Gambino, poco si rinviene nel film. Si preferisce buttare lì vicende in apparenza del tutto marginali (le intercettazioni delle telefonate di Angelo), lasciar spazio ad un Lofranco che sembra uscito da una fiction per adolescenti e a sprazzi di buon cinema che però una fotografia troppo scura e mal filtrata tende ad ammazzare, immergendo il film in una cappa plumbea dalla quale non sembra possa uscire mai. In aggiunta, se Travolta si impegna riuscendo originale (in un ruolo troppo spesso stereotipato) e convincente grazie anche alla sua innata ironia, chi gli sta intorno si confonde in un grigio anonimato. Curioso l'inserimento di filmati d'epoca ben fusi nel contesto, ma un film dalle ambizioni simili necessitava di altro spessore e di una narrazione diversa, che non galleggiasse costantemente nel limbo.
il DAVINOTTI

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Markus 15/9/18 9:29 - 2620 commenti

Vita e malavita del mafioso italo-americano John Gotti, narrata attraverso giochi spazio/temporali per tutto l'arco del film. Chi volesse conoscere il "personaggio" Gotti rimarrà deluso, in quanto i fatti raccontati - attraverso l'ennesima formula processuale e vari cliché - non riescono a essere chiari in tutti i passaggi. Certo c'è il divo John Travolta, che da attore consumato riesce a dare al suo Gotti credibilità muovendosi con grande disinvoltura, ma non basta e sostenere la pellicola, che evidentemente ha qualche ambizione.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 16/9/18 22:52 - 5318 commenti

Un film mediocre, sbrindellato nella sceneggiatura che fa un misto di eventi senza approfondirne nessuno e opaco nella regia che non sembra riuscire a gestire un materiale così vasto. Se si arriva alla fine è per Travolta, che calza bene il suo ruolo, dimostrando di averi creduto. Non male anche trucco e parrucco, mentre tutto il resto sa di televisivo, con una ricostruzione d'epoca davvero incolore. Insignificante.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Digital 20/9/18 9:41 - 831 commenti

Storia dell’ascesa e declino di John Gotti, temibile mafioso italo-americano. Partiamo dalle note liete: Travolta è convincente nel ruolo del criminale ed è impressionante come riesca a interpretarlo nelle varie età (merito anche dell’ottimo make-up), ma sostanzialmente i pregi finiscono. Già, perché il film non è niente di trascendentale, avanza fiaccamente e senza colpi di ali, con un ritmo lento cui i molteplici andirivieni temporali contribuiscono a spezzarne ancor di più la fluidità. Non indecoroso, ma del tutto trascurabile.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Noncha17 14/9/18 14:30 - 42 commenti

Girato male, montato male, sceneggiato male, musicato male, diretto male. Basterebbe quest'incipit per chiuderla qui... Eppure qualcosa si salva: l'interpretazione di Travolta. Che, purtroppo, facendo da produttore esecutivo (erano anni che provava a realizzarlo: chiedere a Joe Pesci) avrà sicuramente contribuito ad azzopparlo. Anche perché, a parte qualche lieve alzata di capo durante la seconda parte, si perde in inutili riproposizioni di cose straviste (eccetto l'accento nostrano). Aggiungiamoci poi la regia "televisiva", che fa più danni che altro!

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'attesa durante l'uccisione che lo incastrerà; Le immagini di repertorio con la gente che prima protesta e, poi, lo adula durante il suo funerale.
I gusti di Noncha17 (Azione - Fantascienza - Giallo)