Cerca per genere
Attori/registi più presenti

ALLA MANIERA DI CUTTER

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/6/18 DAL DAVINOTTI
Alex Cutter (Heard) è un veterano del Vietnam, uscitosene dalla guerra senza una gamba, un braccio e pure un occhio (coperto da una benda). Naturale che, nostante una bella moglie (Eicchorn) che lo capisce e lo accudisce, sia spesso nervoso e irrequieto. Al contrario del suo amico Richard Bone (Bridges), belloccio sciupafemmine sfaccendato che abita con loro a Santa Barbara, in California, senza un vero sbocco nella vita. Una sera, quando questi è bloccato in un vicolo con l'auto in panne, qualcuno scarica una diciassettenne in un bidone dell'immondizia a due passi e la lascia lì, morta. Richard non vede bene in faccia l'uomo, ma qualche giorno dopo si dice certo di averlo riconosciuto in un riccastro del luogo. Assieme ad Alex e alla sorella (Dusenberry) della defunta, da poco conosciuta, si lascia convincere a ricattare l'uomo, ma tutto è organizzato come càpita, "alla maniera di Cutter" per l'appunto, il quale si lascia trascinare dagli eventi, reagisce istintivamente, sragiona di frequente e attacca pure briga coi vicini senza motivo. Sono i due amici il fulcro attorno al quale gira il film di Passer, molto più della componente gialla che in un primo momento sembra prendersi la scena della storia. Certo, l'omicidio cui per qualche momento anche la polizia si dedicherà resterà presente sullo sfondo fino all'ultimo, ma per l'appunto in secondo piano rispetto al rapporto tra i quattro protagonisti. Che diventa sempre più centrale favorendo le valide performance di un cast indubbiamente di qualità: Bridges, poco più che trentenne, esibisce un invidiabile fisico atletico e mostra già grandi personalità e carisma, Heard invece eccede straparlando (per quanto lo richieda il ruolo) pretendendo di prendersi la scena senza averne i numeri. Più riflessiva, dolce e disillusa la Eicchorn, che mostra di saper accettare le intemperanze del marito, defilata la Dusenberry, che subentra in un secondo tempo limitandosi a un ruolo da spalla. Passer prova a dare al film uno spirito indipendente, libero, che però porta a una disorganizzazione di fondo destinata a rendere confusi alcuni passaggi senza mai riuscire a coinvolgere davvero lo spettatore. Legato ancora più al cinema dei Settanta che a quello degli Ottanta cui appartiene (e dal quale derivano la fotografia patinata e uno stile “leccato” come nella lunga danza in strada sui titoli di testa), CUTTER'S WAY prosegue zoppicando come il povero Alex, perdendosi d'improvviso in divagazioni che rallentano spesso un ritmo già non così spedito e tuffandosi poi in un finale dove tutto dovrebbe trovare una soluzione ma che invece lascia più di qualcosa in sospeso per chiudersi inaspettatamente mostrando la voglia di sganciarsi dalle regole del suo regista. Al di là delle intenzioni, un film tecnicamente valido ma nel complesso deludente e fumoso.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

Minitina80 21/10/18 8:56 - 1774 commenti

Ha il difetto di essere inconcludente e privo di un’identità precisa. Parte come il più tipico dei thriller, salvo cambiare immediatamente direzione concentrandosi sui due protagonisti principali, interpretati da Bridges e Heard. Dell’omicidio, infatti, non resta alcuna traccia e prendono il sopravvento l’instabilità mentale e le turbe del personaggio di Heard, un veterano menomato del Vietnam. Tutto lecito, ma non riesce a farsi capire e il senso del film rimane un mistero appena accennato che lascia insoddisfatti.
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)