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IL TUTTOFARE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/4/18 DAL BENEMERITO GABRIUS79 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 3/10/18
Il maestro e l'apprendista: storia di un rapporto tra i più comuni anche in ambito lavorativo, dove il giovane praticante viene spesso biecamente sfruttato dal principale che fa leva sul proprio carisma e potere per vessare (magari anche innocentemente) chi sta sotto di lui. Il mondo degli avvocati si presta molto, a una facile applicazione del concetto: i posti, anche per chi vince un concorso, son pochi; vanno avanti i raccomandati e la meritocrazia è notoriamente una chimera. Così Toti Bellastella (Castellitto), professore universitario e penalista di successo, assume a 300 euro al mese il giovane Antonio Bonocore (Poggi), che se all'inizio si piega ad ogni volere (arrivando al punto di cucinare da gourmet per il suo principale), quando si trova a dover addirittura sposare un'amichetta argentina di questi solo per permetterle di ottenere regolare permesso di soggiorno, comincia a farsi due calcoli; ma siccome diecimila euro mensili non sono noccioline... E' solo il primo passo verso il caos, che il regista Valerio Attanasio porta in breve all'ammasso volgendo il tutto in farsa caciarona, appoggiandosi a un Castellitto in vena di gigionismi che accresce la sensazione di aver a che fare con un film che guarda talvolta alla commedia dagli accenti più comici; i quali però non sembrano sposarsi granché al contesto in cui sono calati generando uno strano ibrido che può infastidire, vicino al gusto americano che sfiora il paradosso e che, rivisto in chiave italiana, porta con sé non pochi difetti. Anche perché il giovane protagonista gioca da spalla: si trova al centro dell'attenzione ma non sembra avere la personalità necessaria per farlo. La regia vuol essere fin troppo svelta, tratta la mafia alla stregua di una una barzeletta e il risultato appare inevitabilmente di rara superficialità, a dispetto dell'approccio professionale di Castellitto, costretto a giocare da guitto pur mantenendo l'aplomb dell'avvocato impettito. Scontate le gag sui raccomandati di ferro (fino all'esagerazione di richiamare in aula, dopo averlo cacciato con ignominia, il figlio del presidente della Corte Istituzionale per dargli un 30), stereotipatissimi tutti i personaggi e in particolare i pochi femminili (la moglie e l'amante dell'avvocato), un ricorso costante alla facile battuta che indica con chiarezza la strada intrapresa consapevolmente dal film. La fase centrale, in cui gli ovvi abusi sul praticante si esauriscono per lasciare spazio a qualcosa di più strutturato, è la più accettabile, mentre l'ultima con la deriva mafiosa legata al processo del condannato che deve cambiar sesso per farsi assolvere (!) la meno sopportabile, condita pure da un'interminabile sparatoria. Qua e là, sparse, sorprendenti tracce di una sceneggiatura che avrebbe potuto anche produrre un'opera piacevole e divertente (notevole la scena del matrimonio davanti al sindaco). L'improvvisa malattia in pieno processo riporta alla mente il Sordi avvocato di TROPPO FORTE.
il DAVINOTTI

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Gugly 23/9/18 11:44 - 954 commenti

Al di là delle solite facilonerie sull'esame (per diventare avvocato tra scritto e orale possono passare anni), il film è una grottesca ma tutto sommato accettabile rappresentazione di quello che può capitare in uno studio legale di qualsiasi dimensione con capi esauriti e intrallazzoni come Castellitto; un misto tra Sordi, Tognazzi, Gassman degli anni d'oro virati alla sguaiatezza attuale; certo tutto quello che capita al povero "giovane di bottega" in una volta sola è eccessivo, ma gli spunti sono reali, parola di ex praticante.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il collaboratore che cucina nello studio e deve sollecitare il misero compenso...
I gusti di Gugly (Commedia - Horror - Teatro)

Gabrius79 25/4/18 1:19 - 1066 commenti

Piacevole opera prima di Valerio Attanasio che racconta con una punta di cinismo come al giorno d'oggi si campi a suon di raccomandazioni e favoritismi. Sergio Castellitto è davvero istrionico e irresistibilmente cialtrone ed è spalleggiato da un bravo Guglielmo Poggi e da una spiritosa Elena Sofia Ricci (che avrebbe forse meritato più spazio). Una commedia a tratti spumeggiante e a tratti amara. Nel secondo tempo, quando Castellitto si fa da parte, si sente un po' di stanchezza nel racconto, ma tutto sommato assistiamo a una pellicola gustosa.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Medicinema 22/8/18 0:46 - 79 commenti

L'opera prima di Attanasio, seppur non eccelsa, è tuttavia come una commedia all'italiana dovrebbe a grandi linee essere: vivace, ritmata, arguta, critica nei confronti della società ma con la giusta leggerezza. Se poi si aggiunge la certezza Castellitto (qui neppure al massimo dello sforzo) e la piccola sorpresa Poggi (forse un po' influenzato dal SolitoIdiotismo, ma non troppo), il risultato finale è una pellicola gradevole, divertente, mai noiosa, godibile sino alla fine. Poco spazio per i comprimari, compresa la Ricci, ma poco male.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La geniale idea per vincere il processo Malaspina.
I gusti di Medicinema (Documentario - Erotico - Musicale)