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PUOI BACIARE LO SPOSO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/3/18 DAL DAVINOTTI
Ancora l'imbarazzo di due giovani gay che devono annunciare il loro matrimonio ai genitori. Abitano a Berlino e lì si son conosciuti, ma quando Antonio (Caccamo) chiede a Paolo (Esposito) di sposarlo, quest'ultimo esige dal partner di portarlo con sé in Italia per poter annunciare la cosa ai genitori di lui. Peccato che Antonio non abbia nemmeno detto di essere gay, ai suoi (come d'altronde impone la tradizione della commedia italiana in tema), e che quindi, una volta arrivati a Civita di Bagnoregio - il paese "cadente" di cui il padre di Antonio è sindaco - la situazione si faccia tesa fin da subito. I promessi sposi si trovano in una situazione decisamente scomoda e con loro ci sono pure Benedetta (Del Bufalo), la coinquilina dei due a Berlino, e Donato (Abbrescia), che ha chiesto di stabilirsi coi tre nella stessa casa tedesca, guidatore d'autobus reduce da un tentativo di suicidio e che non poteva esser lasciato in Germania da solo. Al fatidico annuncio, a tavola, la madre (Guerritore) freddamente accetta, il padre (Abatantuono) proprio no: per quanto di idee libertarie e progressiste, non riesce a farsene una ragione, creando forti contrasti in famiglia. Un canovaccio assai prevedibile, svolto piuttosto banalmente con tanto di entrata in scena di una ex (Arnera) di Antonio: incapace di accettare che il suo amato stia con qualcun altro, lo ricatta facendo leva su un rapporto fugace avuto con lui un anno prima. A vivacizzare una storia che per il resto sembra ricalcare situazioni scontate, ci pensano i personaggi. Il Donato di Abbrescia in primis, vero motore comico del film: lasciato dalla moglie che l'ha beccato in abiti da donna per via della sua tendenza al travestitismo, trova nella sceneggiatura le battute più felici, alle quali aggiunge una verve degna dei suoi momenti migliori. L'unico che gli può tenere testa è ovviamente Abatantuono, il quale però deve metterci molto del proprio repertorio per sganciare il suo sindaco da un ruolo più bonariamente drammatico che divertente. Riesce ottimamente negli scambi con una valida spalla come Antonio Catania (il frate che parla con le pecore) o con i colleghi in municipio; discretamente con la Guerritore, con cui gioca sul sottile filo della sfida psicologica; senza entusiasmare quando è alle prese col figlio e il suo partner, entrambi validi ma cui spettano i ruoli più seriosi, legati all'aspetto puramente sentimentale della vicenda (ripetuti baci compresi). La Del Bufalo canticchia appena può e rende con disinvoltura l'aria da svampita che le è richiesta, ben assortita con lo spaesamento preoccupato di Abbrescia. Civita offre buone inquadrature paesaggistiche (soprattutto dal basso, con il celebre ponte che conduce fin lassù), Napoli appena un paio di scene quando si cerca di convincere la madre di Paolo a partecipare al megamatrimonio organizzato dallo specialista Enzo Miccio (nella parte di se stesso). Se però dal film si eliminasse Abbrescia rimarrebbe una commedia convenzionale, con qualche pausa soprattutto nel secondo tempo (la lunga tirata pro-gay di Catania) e un paio di intuizioni del miglior Abatantuono. Ad ogni modo la regia di Genovesi si fa apprezzare e nonostante non manchino i passi falsi (la ex di Antonio si fa ogni tanto troppo ingombrante, l'ultimo sabotaggio del sindaco sconfina nel patetico) e un finale tirato via giusto per chiudere con la danza di gruppo sulle note di "Don't Leave Me This Way" in pieno stile musical (ormai quasi un must, in Italia), le risate non mancano. Si vorrebbe far passare anche l'ovvio messaggio positivo (“se c'è l'amore c'è tutto"), ma tutto ciò che riguarda l'intreccio di base non sembra certo irresistibile. Meglio il contorno, che purtroppo nella seconda parte si fa più insipido.
il DAVINOTTI

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Galbo 30/7/18 2:58 - 10612 commenti

Una commedia italiana che “cavalca” l’attualità affrontando il tema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Da Berlino ad un piccolo paese italiano, la vicenda viene raccontata da una sceneggiatura intelligente che mette in mostra le contraddizioni e la falsa tolleranza dei benpensanti senza scadere nel cattivo gusto, benché non sempre l’ironia centri il bersaglio e alcuni personaggi sembrino fuori luogo. Buona la prova degli attori, Esposito e Abatantuono in primis.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Markus 3/3/18 10:02 - 2594 commenti

Due gay italiani che vivono in Germania (Caccamo/Esposito) decidono di sposarsi in Italia ("E' facile fare i froci a Berlino..."), datosi che casualmente il papà di uno dei due (un Abatantuono in formissima) è un sindaco progressista... a parole. Un vicenda basica che gioca sul classico incontro/scontro di mentalità che, con gran senso del ritmo, Genovesi saggiamente inguaina in forma comica/leggera gestita perlopiù da un ottimo Abbrescia. Una pellicola che pur affrontando un tema abusato riesce nell'intento di risultare molto gradevole.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 7/3/18 1:25 - 5292 commenti

Idea di partenza promettente, con una regia abbastanza buona e un avvio scoppiettante. Poi il film si perde in una serie di macchiette fini a se stesse, con situazioni apparentemente buttate in mezzo a caso (la Del Bufalo e il suo personaggio sono una grossa incognita, così come la terribile svolta musical) che finiscono per annoiare e mal disporre lo spettatore. Il cast riesce in parte a tenere in piedi la baracca, con un ottimo Abatantuono, la brava Guerritore, la coppia Caccamo-Esposito e qualche gag di Abbrescia. Mediocre, nell'insieme.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Gabrius79 7/3/18 21:42 - 1055 commenti

Una commedia gradevole che tutto sommato cerca di dare a modo suo un segnale tra il serio e il faceto in merito agli amori gay. La coppia Esposito-Caccamo svolge il compitino assegnato; fortunatamente le note migliori arrivano dal resto del cast, con un Abatantuono in forma ma a freno, un Abbrescia debordante, una Del Bufalo simpatica e una Guerritore professionale. Buona l'ambientazione. Finale un po' buttato lì. Osare di più non sarebbe costato nulla.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Domino86 24/3/18 7:17 - 383 commenti

Tema della pellicola è l’amore omosessuale e la mancata accettazione di esso da parte delle famiglie degli innamorati di turno. Trattando certi argomenti è facile cadere nella banalità o comunque nel già visto, ma il film viene sviluppato bene: in maniera leggera, ma senza dubbio lasciando lo spazio per diverse riflessioni. Danno un tocco in più i due personaggi scelti per accompagnare la coppia.
I gusti di Domino86 (Animazione - Drammatico - Thriller)