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NUOVO ORDINE MONDIALE

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Nuovo ordine mondiale
Titolo originale:New World Order
Dati:Anno: 2015Genere: drammatico (colore)
Regia:Fabio Ferrara, Marco Ferrara
Cast:Mario Ferrara, Benni Branco, Marzio Honorato, Enzo Iacchetti, Massimo Pascucci, Stefano Jotti, Antonio Furiano, Gianni Reggia, Stefania Orlando, Elisabetta Gagliardi, Maria Guerriero, Martina Liberti, Francesco Nicotra, Alessandro Incerto
Note:Regia firmata Ferrara Brothers (Fabio Ferrara e Marco Ferrara).
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/1/17 DAL DAVINOTTI
I fratelli Ferrara (Marco e Fabio) dicono di essersi rifatti alle grandi opere di respiro internazionale, ma il loro modello sembra prima di tutto il cinema del nostrano Martinelli, esteticamente confrontabile fin dalla fotografia desaturata. Anche nei concetti Nuovo Ordine Mondiale porta alle estreme conseguenze idee care al complottismo tipico di Martinelli, rifacendosi per˛ primariamente alle teorie di personaggi come David Icke, secondo cui il mondo Ŕ governato da un'Úlite di intoccabili (lui li chiama rettiliani) in grado di manipolare media e informazione e assoggettare il popolo fino a ridurlo alla schiavit¨ virtuale, inconsapevole pedina di piani prestabiliti. Nello specifico, al'interno della realtÓ nera napoletana che fornisce l'ambientazione, si utilizza l'idea dell'esercito schierato nelle strade per far capire come questo sia solo uno dei mezzi studiati per prendere lentamente possesso delle cittÓ. A combattere il Nuovo Ordine, inconsciamente, un eroico commissario di polizia (Mario Ferrara) chiamato a indagare sul brutale omicidio dapprima della sua stessa compagna durante la rapina a un supermarket (era pure incinta!) e poi di un gruppo di ricercatori della Biotech, societÓ misteriosa sul punto di creare un particolare siero che, accrescendo le secrezioni di melatonina prodotte dalla ghiandola pineale, sviluppa enormemente le facoltÓ intellettive. Un intreccio ramificato che trova in guest star come Marzio Honorato ed Enzo Iacchetti (fa il ministro della difesa) i rappresentanti pi¨ in vista dell'ordine costituito, personaggi ambigui distanti dall'ingenuo, melodrammatico pragmatismo del commissario Torre, legato all'immanente e impegnato a proteggere l'unica sopravvissuta dell'agguato alla Biotech. Purtroppo la realizzazione (durata ben cinque anni) non corrisponde alle aspettative, frustrata com'Ŕ da scambi e apparenze degni di una soap opera che trovano nella recitazione dell'intero cast abbondanti spunti di risata. L'estrema seriositÓ dei dialoghi, abbinata a interpretazioni quantomeno discutibili, genera inevitabilmente frequenti impennate di comicitÓ involontaria. Il risultato - almeno fino all'ultima parte - si rivela quindi altamente godibile per motivi diversi da quelli ricercati, vuoi per un commissario piuttosto improponibile come duro (ricorda il Lillo di Lillo e Greg), vuoi per comprimari come il Ranza (Branco, che appena alza i toni se ne esce con una voce cavernosa da indemoniato ai limiti del comprensibile), vuoi per la scarsissima credibilitÓ di certi particolari (il poliziotto in fin di vita non soccorso all'entrata del supermarket, la consegna delle chiavi delle gazzelle al rapinatore senza che questi possa stabilire che non siano chiavi di chissÓ cos'altro...), vuoi ancora per il patetismo risibile di scene maldestramente modellate sui luoghi comuni del poliziesco (la figlia dell'ispettore che si fa promettere dal commissario di vegliare sull'incolumitÓ del padre...). Proprio per questo tuttavia il film offre una miriade di spunti spassosi celati in un pesante clima plumbeo che le musiche (con cori alla Carmina Burana) drammatizzano ulteriormente generando effetti a tratti esilaranti. Le due ore di durata testimoniano di grandi ambizioni che solo la tirata finale di un Honorato qui una spanna sopra tutti potrebbe forse giustificare. Ma l'ultima mezz'ora, che spezza il ritmo e il divertimento per una coda tra messe nere e incappucciati decisamente evitabile (oltretutto infilata dopo eterni inseguimenti altrettanto inutili tra cunicoli nella roccia chiusi da un penoso corpo a corpo) andava come minimo sintetizzata. Ruolo insolitamente serio per Iacchetti (tre o quattro scene con coraggioso discorso ai clienti d'un ristorante come highlight), costretto a seguire come tutti le tracce di dialoghi troppo spesso puerilmente banali. Stefania Orlando Ŕ la moglie (preoccupata) dell'ispettore collega di Torre, ben poco presente in scena.
il DAVINOTTI

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Markus 22/1/17 11:22 - 2739 commenti

C'Ŕ da dare atto ai fratelli Ferrara di aver quantomeno cercato di portare avanti un discorso di cinema "di genere" nel nostro paese, ma questo arduo compito Ŕ capitato nelle mani sbagliate e l'involontaria risata, in questo film, Ŕ sempre dietro l'angolo. Recitazione sopra le righe e talvolta goffa accompagna la lunga vicenda poliziesca (due ore...) che "attanaglia" solo nelle imbarazzati scene d'azione. La sensazione Ŕ quella di una fiction di grana molto grossa. Nella seconda - tediosa ľ parte la pellicola prende una piega pi¨ seria.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il discorso iniziale di Enzo Iacchetti (meno peggio del previsto).
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Disorder 28/1/17 0:07 - 1382 commenti

Meno peggio del previsto (il trailer virale lasciava presagire una sorta di Dreamland in salsa distopica) ma si tratta comunque di un film deludente sotto molti punti di vista: il ritmo Ŕ troppo lento, i dialoghi prolissi e la maggior parte delle recitazioni ben al di sotto della sufficienza. Il protagonista poi Ŕ davvero fuori parte (Ŕ praticamente il sosia del Lillo di Lillo e Greg calato in un ruolo da super-duro alla Schwarzenegger). Diamo atto ai Ferrara di averci provato, ma il film nel complesso funziona poco e male.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Eh un po' di piombooo!"; Il rumore ridicolo delle armi da fuoco (tipo miccette di Capodanno); Il discorso finale di Honorato.
I gusti di Disorder (Avventura - Commedia - Drammatico)

Bubobubo 11/1/19 10:24 - 693 commenti

Annunciato da anni e mai ufficialmente emerso alla luce, se ne parlava ormai come dell'ennesima leggenda metropolitana all'occhiello del trash italiano; invece non solo esiste, ma Ŕ pure ammantato di incredibili pretese d'autorialitÓ, nella durata (due ore abbondanti), nella messa in scena e nella (buona) fotografia. Un prodotto del genere si prenderebbe in giro da solo, a cominciare dal tema scelto passando per il parco attoriale, eppure il risultato (che pure sbraca fragorosamente sul finale) Ŕ assai meno peggio del previsto. Solo mediocre.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)